I BRICS fanno pressione sulle organizzazioni internazionali

Giovedì a Ufa i leader del settimo vertice BRICS hanno firmato l’ennesima dichiarazione congiunta. La sua parte fondamentale è quella politica: i BRICS approvano approcci comuni a varie questioni di relazioni internazionali, dal conflitto in Ucraina fino alla Siria. Non ci si aspettava una tale svolta nella cooperazione economica: al vertice in Brasile dello scorso anno a Fortaleza i BRICS avevano già annunciato la creazione di proprie istituzioni finanziarie internazionali, ma le dichiarazioni di Ufa accolgono solo il rapido avvio. I BRICS creeranno una controparte della Banca Mondiale (BM) e del Fondo monetario internazionale: la Nuova Banca per lo Sviluppo (NBS) ed un pool contingente di riserve valutarie dei paesi BRICS.

Questa idea è nata a causa dell’insoddisfazione per la mancanza di partecipazione da parte di questi paesi nella governance finanziaria globale, principalmente attraverso la Banca mondiale ed il Fondo monetario internazionale, ha detto in un’intervista a Bloomberg il collaboratore dell’istituto di economia internazionale Peterson a Washington Arvind Subramanian. I paesi BRICS hanno lanciato una sfida “all’ingiusto sistema di controllo interno della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale”, spiega ai lettori del giornale “Il Quotidiano del Popolo” la pubblicazione ufficiale del Partito comunista cinese.
Il capitale della NBS sarà di 50 miliardi di dollari e verrà in seguito aumentato a $ 100 miliardi. I versamenti di capitale saranno diversi fino ad arrivare ad un importo pari a $ 10 miliardi, e il resto dovrà essere versato su richiesta. Per i primi sei anni la banca sarà diretta dall’indiano Kundapur Vaman Kamath, che in precedenza ha guidato la ICICI bank, il quartier generale sarà situato a Shanghai. I primi prestiti della NBS saranno emessi ad aprile 2016, ha detto Kamath (citazione da Reuters). Finora il portafoglio dei progetti non è formato, il focus sarà probabilmente sul finanziamento delle infrastrutture, ma il mandato della banca è molto ampio: “Abbiamo carta bianca” ha detto.
Presto verrà elaborato anche il fondo di riserve monetarie. Questa settimana, le banche centrali dei paesi BRICS hanno firmato a Mosca un accordo operativo che definisce i termini di sostegno reciproco dei paesi membri in caso di problemi di liquidità in dollari. Il maggior contributo al fondo verrà dalla Cina: 41 miliardi dollari, Brasile, India e Russia verseranno 18 miliardi di dollari, il Sud Africa 5 miliardi dollari. I paesi BRICS in caso di problemi possono decidere di chiedere aiuto ai partner ed unirsi al fine di ottenere che a condizioni più favorevoli ha sottolineato l’economista di Renaissance Capital Charlie Robertson. Ma finora paesi non ci si aspettano richieste dai paesi BRICS questa settimana assicura il presidente della Banca Centrale Elvira Nabiullina.
Le istituzioni finanziarie internazionali correnti continuano a preoccupare i paesi BRICS, nonostante la creazione di proprie alternative. La dichiarazione di Ufa invita gli Stati Uniti a ratificare finalmente il pacchetto di riforme del Fondo monetario internazionale, che dovrebbe aumentare il peso dei mercati emergenti nel fondo. In caso contrario questo “minerebbe la credibilità del Fondo, la sua legittimità e la sua efficacia” si legge nella dichiarazione.
Lo scopo delle nuove strutture sovranazionali, che uniscono le cinque principali economie emergenti, non è creare un’alternativa al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, ma aumentare la pressione su di loro per costringerli a riformare, rafforzando così la propria presenza in queste organizzazioni, ha spiegato “Il Quotidiano del Popolo”. I paesi occidentali dicono spesso alla Cina: “Con noi o contro di noi”, ma il paese non è con né contro di loro, ritiene il collaboratore del Centro per lo studio dei BRICS presso la Fudan University di Shanghai Zhu Tszetszin: “La Cina accetta l’ordine esistente delle cose e allo stesso tempo cerca di cambiarlo. E per la Cina è meglio effettuare questi cambiamenti insieme ai paesi BRICS, piuttosto che da sola”(citato da Bloomberg). Nell’economia BRICS, la quota della Cina è di quasi due terzi, e continua a crescere – secondo il FMI il tasso di crescita della Cina nei prossimi anni sarà parecchie volte superiore a quello del resto del gruppo, con l’eccezione dell’India, che rimane comunque il paese più povero.
Alla Banca Mondiale non hanno accolto la sfida e parlano di cooperazione e partenariato con le nuove istituzioni. “La supposizione di una rivalità è un’impostazione errata del problema e un approccio sbagliato” ha dichiarato in un’intervista a Vedomosti il vice-presidente della Banca Mondiale Pedro Alba. “Non si tratta di nessun tipo di competizione: lo sviluppo – è sempre una situazione win-win”. E se i paesi si uniscono per accelerare e migliorare la qualità dello sviluppo, questo è benvenuto, dice Alba. Entro il 2030 1 miliardo di persone dovrebbero uscire dalla estrema povertà. Raggiungere questo obiettivo è un grande compito, più importante di qualsiasi ambizione politica, è il fattore che unisce tutti – ha dichiarato. “Ogni nuova risorsa è accolta favorevolmente ed è una buona notizia per tutti” – ha spiegato in un’intervista al giornale cinese 21st Century Business Herald il consigliere del dipartimento di Sviluppo Economico della Banca Mondiale Otaviano Canuto.
Inoltre, la necessità per il finanziamento delle infrastrutture nei paesi in via di sviluppo sono di più di 2000 miliardi di dollari all’anno: superando di più del doppio la capacità esistente di tutte le fonti di finanziamento calcola UNCTAD. La banca di sviluppo del BRICS con un capitale iniziale di 50 miliardi dollari fornirà prestiti di 3,4 miliardi dollari l’anno, sempre seconto UNCTAD, mentre la Banca Mondiale nel 2014 ha fornito ai paesi più di 65 miliardi dollari, e nel corso degli ultimi cinque anni circa 320 miliardi di dollari. I grandi progetti spesso richiedono anche la partecipazione dei governi e delle istituzioni sovranazionali, per esempio, la strada dalla Cina al Baltico attraverso il Kazakistan è stata costruita con la partecipazione di Russia e Cina, oltre a un consorzio di organizzazioni internazionali: la Banca mondiale e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e la Banca di sviluppo islamica per la parte finanziaria del progetto, fornisce un esempio Alba: “Nessuna organizzazione potrebbe trainare questo progetto solamente con i propri mezzi.”
Oltre alle disparità economiche tra i paesi BRICS ci sono “contraddizioni negli interessi e rancori”, a causa della differenza dei sistemi politici, della storia, della cultura, perché i rapporto dei partecipanti del gruppo non può essere perfetto, scrive sul “Quotidiano del Popolo” il direttore dell’Istituto di Economia e Management della Tongji University Shi Jiangxiong, esprimendo la speranza che il desiderio di riformare l’architettura finanziaria globale sia un fattore unificante.

Fonte: Vedomosti 13/07/2015

Potrebbe interessarti

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.