Donald Trump si è staccato dai suoi inseguitori

I pretendenti repubblicani alla carica di presidente degli USA si sono incontrati senza il principale leader della corsa

FONTE: KOMMERSANT – Sergej Strokan’ 10/08/15. Traduzione di Antonino Santoro.

Ad Atlanta (Georgia) i nove pretendenti repubblicani alla presidenza USA si sono incontrati presentando i loro programmi davanti agli attivisti del partito. La conferenza è stata contraddistinta da un fatto senza precedenti ovvero l’assenza del leader repubblicano Donald Trump. Dopo le parole offensive rivolte alla giornalista di Fox News, gli organizzatori gli hanno infatti revocato il precedente invito. L’incontro ha portato ad uno strappo definitivo tra Donald Trump e gli altri candidati alla corsa presidenziali. Molta attenzione ha attirato il discorso di Jeb Bush che si è dichiarato pronto a combattere subito su due fronti: contro Donald Trump e contro la candidata democratica Hilary Clinton.

La conferenza (soprannominata RedState Gathering ovvero “Incontro nello stato rosso”) dei pretendenti repubblicani alla carica di presidente degli Stati Uniti d’America nelle elezioni del 2016 si è svolta questo sabato appena due giorni dopo i primi dibattiti televisivi repubblicani a Cleveland che hanno provocato grande scandalo. Uno dei dieci partecipanti alla prima discussione (che è stata seguita dal numero record di 24 milioni di persone) ovvero il Leader Donald Trump ha espresso insoddisfazione verso la moderatrice ovvero la giornalista Megan Kelly della Fox News. Ritenendo che la giornalista gli avesse posto domande troppo scottanti, appena subito dopo la discussione Donald Trump in una intervista con la CNN ha affermato “Si vedeva che il sangue le usciva dall’occhio, il sangue le usciva dappertutto”

Molti sono stati gli americani colpiti negativamente da questa esternazione di Mister Trump e che l’hanno considerata sessista e di aver insinuato che la Kelly avesse le mestruazioni durante la diretta. La situazione si è aggravata poi per il fatto che Megan Kelly non è solo una donna ma una conduttrice che si era guadagnata la fama di “icona dei repubblicani”.

Come conseguenza, l’organizzatore dell’incontro di Atlanta Erik Erikson ha preso una decisione senza precedenti revocando proprio all’ultimo istante l’invito a Donald Trump. La risposta di Trump ovviamente non si è fatta attendere. Dopo aver etichettato come “perdenti” Erik Erikson e gli altri partecipanti repubblicani, ha fatto intendere di non essere rimasto troppo turbato da quello che era successo.

Alla fine, gli 800 attivisti del partito repubblicano riunitisi ad Atlanta non hanno potuto quindi vedere l’uomo che nel frattempo è diventato la principale star dell’attuale campagna elettorale. Gli altri potenziali leader repubblicani alla corsa hanno dimostrato un attivismo ben maggiore. L’incontro di Atlanta ha mostrato che i pretendenti repubblicani stanno iniziando ad uscire dallo shock causato dal vertiginoso strappo con Donald Trump e che stanno provando a prendere l’iniziativa nelle loro mani. Molto lungo ed emozionante è stato l’intervento durato 33 minuti di Jeb Bush fratello minore del 43simo e figlio del 41simo Presidente degli Stati Uniti. Considerato all’inizio come assoluto favorito nelle file repubblicane, dopo il suo inizio Jeb Bush è scivolato prima al secondo e poi al terzo posto (secondo gli ultimi sondaggi attualmente si troverebbe addirittura più in basso). Ecco che l’intervento di Jeb Bush si è trasformato in una risposta alle critiche di coloro che lo accusano di essere poco attivo.

Jeb Bush ha anche affermato che i suoi principali avversari sono l’ex segretario di Stato Hilary Clinton che lotta nelle file democratiche, e il suo compagno di partito Donald Trump. “Se l’obiettivo principale della campagna fosse quello di fare lunghi discorsi, allora forse non mi darei da fare per diventare presidente. Io non ho alcun problema. Noi non dobbiamo scegliere le persone che sanno solo fare rumorosi discorsi. Il 2008 è una prova di questo” ha affermato Jeb Bush. Con questa frase ha contemporaneamente tirato una frecciatina a Donald Trump, attuale leader dei sondaggi grazie alle sue accattivanti dichiarazioni, ed anche attaccato il presidente Obama nella cui squadra fa parte Hilary Clinton.

Durante l’incontro ad Atlanta, una delle più dure affermazioni di Jeb Bush, nella quale ha anche menzionato la Russia, ha riguardato la politica estera dell’amministrazione Obama a cui capo è stata per lungo tempo Hilary Clinton. Bush ha dichiarato che questa politica ricorda “Alice nel paese delle meraviglie”, “dove tutto è al contrario e a testa in giù”. Tra le grandi sfide degli Stati Uniti ha nominato anche la Cina, la Russia e l’Isis. Secondo le parole di Jeb Bush, “I cinesi, i russi e l’Isis agiscono impunemente perché non hanno più paura di noi”.

Come intende correggere la politica estera americana nel caso in cui fosse eletto presidente, Jeb Bush non lo ha però chiarito.

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com