Le esercitazioni della NATO e della Russia costringono l’Europa a pensare alla guerra.

Traduzione di Antonino Santoro

A Mosca e all’Alleanza è stato proposto di mettersi d’accordo sulle manovre militari.

Il centro analitico Europeo European Leadership Network (ELN) ha pubblicato un rapporto intitolato “Prepariamoci al peggio: le esercitazioni militari di Russia e Nato, aumentano le probabilità di una guerra in Europa?

Nella relazione viene evidenziato come durante l’ultimo anno e mezzo sullo sfondo della guerra in Ucraina le relazioni tra la Russia e l’Occidente siano peggiorate sensibilmente. Uno degli aspetti del confronto è diventato il pericoloso sbilanciamento della Russia che si trova ora sull’orlo di una guerra. Un’altra questione è quella dell’ampliamento della sfera militare e dell’aumento delle esercitazioni che dall’inizio della crisi ucraina sono state portate avanti sia dalla Russia sia dalla NATO con i suoi partner dell’area Euroatlantica.

L’ELN ricorda che le “esercitazioni lampo” russe a marzo di quest’anno hanno coinvolto ottantamila soldati. Allo stesso tempo, nelle esercitazioni NATO di giugno 2015 hanno preso parte quindicimila militari di 19 paesi membri dell’Alleanza e di altri tre stati partner.

Immagine Nezavisimaja GazetaNonostante i portavoce abbiano dichiarato come queste esercitazioni siano dirette contro ipotetici nemici, in realtà tutto fa pensare che la Russia si stia preparando ad un conflitto con la NATO e viceversa.

Nel rapporto si dice: “noi non affermiamo che la dirigenze di una qualunque delle due parti abbia deciso di iniziare una guerra o che il conflitto armato sia inevitabile, ma il cambiamento delle caratteristiche delle esercitazioni sono un fatto concreto che contribuisce ad aumentare l’atmosfera di tensione in Europa. Questa tensione peggiora imprevedibilmente quando tali manovre militari non vengono annunciate in anticipo come avviene appunto con le esercitazioni militari russe.”

Gli analisti dell’ELN credono che il rispetto di quattro raccomandazioni aiuterebbe a far diminuire o a minimizzare sensibilmente la tensione venutasi a creare a causa dell’aumento della frequenza e della portata delle esercitazioni militari. Una è il rafforzamento delle comunicazioni tra NATO e Russia riguardo un calendario delle esercitazioni militari in corso. Entrambe le parti devono usare quanto più possibili i canali OSCE insieme all’attuale documento “Sulle misure di rafforzamento della fiducia e della sicurezza”, per garantire un fattore di prevedibilità nella sfera militare. I politici di entrambe le parti devono analizzare i pro e i contro di tali manovre nelle regioni di confine. Un buon inizio sarebbe se la Russia e la Nato decidessero di diminuire la tensione e di dimostrare moderazione riguardo la portata e gli scenari delle esercitazioni. Poi, servirebbe un nuovo accordo o l’introduzione di reciproci confini territoriali per il dispiegamento di talune categorie di armamenti.

L’agenzia TASS ha riferito, riprendendo la dichiarazione del rappresentante dell’Alleanza Nord Atlantica Carmen Romero fatta oggi a Bruxelles, che nel frattempo la NATO ha già preso nuove azioni per il mantenimento di attivi canali politici e militari con la Russia. “La NATO ha già preso nuove iniziative per mantenere aperti i canali politico-militari con la Russia. Le esercitazioni militari NATO sono aperte agli osservatori tra cui anche a quelli russi” si evidenzia nel documento. Come ha fatto notare Carmen Romero, “nel corso di più di due decenni noi abbiamo provato a costruire un rapporto di cooperazione con la Russia”.

Il Guardian scrive che Russia e NATO stanno conducendo esercitazioni di grande portata per prepararsi ad un possibile conflitto. Il giornale britannico riporta le parole del direttore di ELN Ian Kearns il quale ha affermato che “le esercitazioni vengono considerate dall’atra parte come provocazioni e rafforzano la dinamica di sfiducia e imprevedibilità”.

Fox News sempre riportandosi ad ELN aggiunge che la NATO considera punti vulnerabili la Polonia e le Repubbliche Baltiche, mentre per la Russia sono l’Artico, la Crimea e le regioni di confine con l’Estonia e la Lettonia che sono membri dell’alleanza.

La rivista ucraina “Zerkalo Nedeli” (“Lo specchio della settimana”) scrive che la NATO in un anno e mezzo ha intercettato 250 aerei russi sopra l’Europa. La sola polizia aerea baltica della missione NATO ha condotto 120 operazioni per intercettare caccia delle forze aeree russe.

Nezavisimaja Gazeta – Autore Redazione Online – 12/08/2015

 

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com

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