A Pechino e Seul non sanno come evitare la guerra.

Traduzione di Antonino Santoro

Foto NG

Nella zona demilitarizzata sono iniziate le trattative tra le due Coree

La Corea del Nord e quella del Sud hanno ripreso ieri le trattative, iniziate lo scorso sabato, che si sono protratte per dieci ore. Le parti si sono incontrate nella città di Panmunjeom nella zona demilitarizzata per cercare di trovare una via d’uscita dalla crisi. La situazione nella penisola resta esplosiva dato che nessuna delle due parti intende fare alcuna concessione.

Il primo round delle trattative non ha portato a nessuna decisione concreta. Il rappresentante dell’amministrazione presidenziale della Repubblica Coreana ha solamente sottolineato che le due parti hanno manifestato le proprie posizioni riguardo al problema e si sono scambiati opinioni su come disinnescare la situazione. Oltre a ciò, non sono state rilasciate altre informazioni ufficiali. Le trattative sono portate aventi a porte chiuse e questo ovviamente crea terrendo fertile per ogni genere di speculazione.

Le parti hanno deciso di intraprendere il dialogo con il formato “due più due”. A difendere la Posizione della Repubblica Popolare della Corea del Nord vi è l’Alto Funzionario per la questione sud coreana Kim Yan Gon e il Direttore della direzione politica dell’esercito popolare coreano Hwang Pyong So mentre gli interessi della Repubblica della Corea sono rappresentati dal Consigliere presidenziale sulla sicurezza nazionale Kim Kwan-jin e il Ministro per l’Unificazione Hong Yong-pyo.

Mentre i politici dialogavano, isolati dal resto del mondo, i media sud coreani hanno regolarmente rilasciato informazioni sulle attività militari del vicino. L’agenzia Renchap, rifacendosi a fonti tra i militari sud coreani, ha informato che i nord coreani hanno raddoppiato l’artiglieria lungo la frontiera della zona demilitarizzata e che cinquanta sottomarini nord coreani hanno lasciato la loro base. Non è noto quale sia la destinazione di tali sottomarini.

Ricordiamo che la situazione nella penisola si è aggravata il 20 agosto quando la Corea del Nord ha fatto fuco contro alcuni altoparlanti posti lungo il confine del vicino paese. Con l’aiuto di questi megafoni la Corea del Sud porta avanti una propaganda di guerra contro Pyongyang. A tali “saluti” nordcoreani, la Repubblica di Corea ha risposto col fuoco della sua artiglieria.

Gli esperti hanno dichiarato all’unisono che le nuove trattative tra le due Coree saranno molto aspre e che non bisogna aspettarsi alcuna svolta positiva. Pyongyang pretende che gli altoparlanti vengano smontati mentre Seul non vuole sottostare a questa richiesta. I rappresentanti della Corea del Sud sottolineano che tali mezzi di propaganda di guerra sono stati posizionati dopo che due sergenti sud coreani sono finiti sopra una mina nord coreana rimanendo mutilati a vita. Tuttavia non vi è alcuna conferma riguardo l’ ”origine” nordcoreana di tali mine.

Entrambe le parti ritengono che questa questione sia fondamentale e non vogliono fare alcuna concessione. Nella Repubblica Popolare della Corea del Nord hanno persino rilasciato un ultimatum affermando che gli altoparlanti devono essere smontati entro 48 ore oppure l’esercito nord coreano sarà costretto ad iniziare l’offensiva. Tuttavia i due litiganti sono riusciti nuovamente a sedersi al tavolo delle trattative. Il Ministero degli Esteri russo a sua volta ha espresso la propria speranza che “per la prima volta dopo una lunga pausa il contatto tra le Coree del Nord e Sud porterà alla ripresa del dialogo che sarà utile per la normalizzazione della situazione nella regione”.

Il Direttore del Centro per le ricerche sulla Corea dell’Istituto dell’Estremo Oriente RAN Aleksandr Zhebin ritiene che questa crisi sia più pericolosa di quelle precedenti. L’esperto ha affermato che: “I nord coreani negano di aver aperto il fuoco ed è possibile che in effetti sia andata così. Nella Corea del Sud insieme agli americani vengono svolte delle esercitazioni che hanno un evidente carattere provocatorio. Il pericolo è che la Repubblica della Corea abbia colpito la Repubblica Popolare della Corea del Nord dichiarando poi di aver risposto ad una loro provocazione. Oltre a questo, gli eserciti dei paesi sono stati portati al massimo livello di allerta ma sono pochi quelli che sanno che, per un accordo tra la Corea del Sud e gli USA, solo il generale americano in comando del corpo di spedizione in questo paese ha l’autorità per dare tale ordine. Quindi tutto questo non sarebbe successo senza l’influenza degli USA”. Egli ha poi sottolineato che quanto fatto dai sud coreani ovvero rilasciare palloncini con volantini che incitano al rovesciamento del regime e persino all’assassinio del Leader della Corea del Nord ed anche l’uso degli altoparlanti sono una diretta violazione degli accordi stabiliti in precedenza tra le due Coree.

Zhebin pensa che “difficilmente gli accordi avranno un radicale successo. E’ necessario mettere da parte la guerra ideologica e le reciproche azioni ostili ed iniziare delle trattative che facciano diminuire le preoccupazioni riguardo la sicurezza per entrambe le parti e dare il via ad un percorso di reciproco riconoscimento non a parole ma nei fatti. Solo in questo modo potranno essere evitati simili incidenti”.

Fonte: NG del 24 agosto 2015 – Aleksandr Zabrodin

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com