La diarchia romana

Traduzione di Antonino Santoro
A gestire la capitale italiana è stata inclusa anche la polizia
D’ora in poi a gestire Roma ci sarà non solo il sindaco ma anche la polizia. A decidere così è stato oggi il Consiglio dei Ministri italiano che ha trasferito parte dell’autorità del sindaco Ignazio Marino al prefetto della polizia della capitale Franco Gabrielli. Come ha dichiarato a Kommersant una fonte vicina al sindaco, questo sarebbe stato l’unico modo di evitare lo scenario peggiore che prevedeva lo scioglimento municipalità della capitale a causa dell’inchiesta “Mafia capitale” in cui sono stati coinvolti numerosi amministratori della città. Questo è già successo nella città costiera di Ostia dove oggi è stato sciolto il consiglio cittadino.
Foto Kommersant
Sulla possibilità dello scioglimento del comune di Roma se ne parla in Italia già da dicembre dello scorso anno quando il procuratore della città aveva reso noti i primi risultati dell’inchiesta nota come “Mafia capitale”. Nel corso di questa indagine decine di ex ed attuali funzionari municipali, imprenditori e politici a loro vicini sono finiti agli arresti per legami con clan mafiosi i quali, come si evince dai documenti, già da diversi anni erano i veri padroni della Città eterna.
Il sindaco di Roma Ignazio Marino non è stato toccato dal processo a differenza del suo predecessore Gianni Alemanno sopra il quale pende una indagine penale. Egli non ha tuttavia potuto evitare numerosi rimproveri riguardo la sua incapacità nel gestire la città. Il partito all’opposizione (Marino è uno dei principali promotori del Partito Democratico) così come tanti romani, tra i quali il sindaco non gode di molta popolarità, hanno richiesto le sue dimissioni. Tuttavia Marino non ha alcuna intenzione di lasciare il proprio posto. In una intervista a Kommersant, Marino ha dichiarato di essere stato uno dei primi a notare che qualcosa non stesse funzionando nella governance della città soprattutto in ambito finanziario, e di aver portato tutto ciò all’attenzione delle forze dell’ordine. Probabilmente è per questo che il sindaco romano ha ricevuto l’appoggio del Primo Ministro Matteo Renzi.
Adesso tuttavia ad aiutarlo nel suo lavoro ci sarà anche il prefetto della polizia Franco Gabrielli che ben conosce i dettagli dell’indagine la quale è condotta da alcuni suoi subordinati. Secondo il Ministro degli Interni Angelino Alfano, al prefetto saranno trasferite le funzioni “più compromesse” della gestione della capitale ed in particolare le questioni economiche e quelle  legate alla gestione degli appalti. Non si conosce ancora la reazione del sindaco Ignazio Marino a tutto ciò: il sindaco infatti sta continuando le sue ferie negli Stati Uniti. Secondo alcune fonti de La Repubblica, sembra stia scrivendo un libro sulla mafia romana.
Gli osservatori considerano questa decisione come l’unico modo possibile per evitare una perdita di immagine della capitale italiana considerando soprattutto che a dicembre a Roma sono in programma grandi celebrazioni per il giubileo straordinario della Chiesa Cattolica annunciato da Papa Francesco. In caso contrario a Roma sarebbe toccata la fine di Ostia (cittadina costiera che formalmente rappresenta una delle circoscrizioni della capitale). Il suo sindaco Andrea Tassone si trova agli arresti già da diversi mesi a causa di “Mafia capitale”. Alla fine il comune di Ostia è stato sciolto giovedì per decisione del Consiglio dei Ministri che ne ha trasferito le funzioni alle forze dell’ordine.
Fonte: Kommersant del 27 Agosto 2015 – Elena Pushkarskaja

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com