Sarà terribile e costoso

Traduzione di Marcello De Giorgi

La Russia sta vivendo un nuovo ciclo di crescita dei prezzi al consumo. Tutto costa di più.

Foto Novaja Gazeta

Aumentano i prezzi di dispositivi elettronici e cibo, di auto e vestiti, di alcool e medicine. I colpevoli sono gli stessi dello scorso anno: il rublo che cade, l’aumento dell’inflazione, le prospettive incerte per l’economia russa e i rischi politici degli importatori, la è ancora diventata una sostituzione delle importazioni, ma un declino della concorrenza ed il calo della qualità dei prodotti. La questione principale ora è se questo autunno si riuscirà ad evitare il panico dei consumatori della fine dello scorso anno, quando tutto il paese, proprio come ai vecchi tempi, era in coda per televisori e frigoriferi.

Il mercato dei consumi russo è febbricitante. Nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno – quindi in appena due mesi – l’inflazione è stata del 6% circa. Poi a marzo, quando l’aumento del prezzo dei beni ha cominciat a poco a poco o a rallentare, è stato raggiunto il picco annuo di inflazione; il 16,9%. Al termine dei primi 7 mesi del 2015 questa cifra ha raggiunto il 9,4%.

Le previsioni del ministero per lo sviluppo economico sulla possibile deflazione a breve termine tra agosto e settembre non si sono concretizzate. A fine primavera è iniziata una prolungata picchiata del rublo: nel periodo dal 20 maggio al 25 agosto il rublo è sceso quasi ogni giorno, perdendo in totale il 43% (da 49,2 a 70,7 rubli per dollaro), confermando in tal modo il suo status di valuta meno stabile nel mondo (a meno che, naturalmente, non si reputi la completa dipendenza dai prezzi del petrolio una forma speciale di stabilità). Nella seconda metà del mese di agosto l’inflazione è ripresa. Questo momento diventerà un punto di svolta: in autunno i russi si troveranno ad affrontare nuovi prezzi ostili nei negozi.

La popolazione russa è stata costretta ad avere premura per la sorte dei propri risparmi proprio dalle disavventure della moneta nazionale, e non dai danni relativi all’inflazione. Nel mese di agosto, così come nel novembre-dicembre dell’anno scorso, i rivenditori hanno nuovamente registrato un aumento significativo della domanda di beni durevoli: soprattutto di grandi elettrodomestici e prodotti di elettronica (secondo Rosbusinessconsulting, il numero di ordini online e “M. Video” nel “Lunedi nero”, il 24 agosto, è aumentato del 200% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

In questo contesto i media parlano quasi quotidianamente di un imminente e brusco aumento dei prezzi al consumo nei vari segmenti di mercato. I proprietari di catene di vendita al dettaglio consigliano vivamente di non posporre acquisti necessari, facendo notare che domani si dovrà pagare di più, e ciononostante una crescita del reddito reale dei consumatori non è prevista. In effetti se si tenta di creare dai dati sui prezzi sulle diverse categorie di prodotti una singola immagine si ha proprio questa.

Un minimo di quattro costruttori di auto – Ford, Suzuki, Peugeot e Citroen – si appresta ad aumentare i prezzi del 5% già nel mese di settembre. Durante l’autunno ci si può aspettare qualche aumento più graduale dei prezzi. Nel mese di agosto sono già aumentati i prezzi di Renault e di alcuni modelli di Lada. Un certo numero di aziende, come ad esempio Volvo, per ora accorciano solo le campagne di marketing, ma prima o poi vi saranno aumenti di prezzo delle vetture ancora più alti.

I principali importatori di bevande alcoliche hanno intenzione di aumentare i prezzi del 15-25% per la settimana prossima. Nel periodo gennaio-giugno le importazioni di alcol, secondo il Centro per lo sviluppo di una politica nazionale sull’alcol, sono diminuite in modo significativo. In particolare, l’importazione di vodka, liquori e birra è sceso di oltre il 60%. Tuttavia l’ultima iniziativa del ministro dell’Agricoltura Alexander Tkachev sul divieto di acquisto di vino straniero ha il potenziale per portare il problema del mercato su un livello completamente diverso: i prezzi possono aumentare sensibilmente portando il vino in deficit.

L’attuale attività di consumo brilla in confronto agli eventi della fine dello scorso anno. Ricordiamo che dall’inizio dello scorso autunno fino a metà dicembre il rublo è sceso di circa l’80%. Alla fine di novembre è iniziata una fase di rapida svalutazione della moneta russa che in due settimane ha perso metà del suo valore. Al tempo quasi tutti i principali negozi di elettronica – Eldorado, Media Markt, M.Video – hanno registrato un record di domanda da parte dei clienti per i grandi elettrodomestici. Su Internet sono apparse leggende su persone che hanno acquistato con gliultimi soldi 6 televisori nella speranza di rivenderli poi ad un prezzo vantaggioso.

Secondo gli analisti di Yandex Market il numero di transizioni sulle pagine di negozi online è aumentato 5,5 volte all’inizio del dicembre 2014 per l’acquisto di frigoriferi e più di 2,5 volte per lavatrici (in confronto ai dati la prima settimana del 2014). I rivenditori hanno risposto alla grande domanda con un forte aumento dei prezzi su modelli popolari: lavastoviglie e lavatrici sono aumentate di circa il 50%, i televisori di quasi il 25%.

Questa volta i prezzi elevati per l’elettronica hanno avuto inizio in luglio, ma l’aumento procedeva molto più agevolmente, e non ci sono stati fin’ora aumenti improvvisi in questo settore: da inizio estate a metà agosto i modelli più famosi di frigoriferi nei negozi sono aumentati del 7%, le lavatrici del 9 %, e le TV del 4%. Gli esperti di Yandex Market non rilevano una richiesta eccessiva ai livelli dello scorso anno ed i prezzi non hanno ancora raggiunto i livelli di dicembre.

Tuttavia lo scenario di panico dello scorso anno potrebbe accadere di nuovo, ma su scala più ridotta: i soldi nelle tasche dei russi sono diminuiti notevolmente. La svalutazione di dicembre è stata un chiaro segnale per la popolazione: bisogna spendere subito i propri soldi per non rimanere con rubli svalutati. Ora, in teoria, dovremmo assistere a qualcosa di simile ma alla popolazione non sono rimaste forti risorse di consumo.

Gli eventi di dicembre hanno rafforzato da un lato il senso di crisi dei cittadini e dall’altro hanno privato molti di essi dei recenti risparmi. Proprio per questo ora non vi è un affollamento presso gli uffici di cambio. Non sono in tanti a potersi permettere di correre di nuovo nei negozi per frigoriferi e televisori.

L’ aumento dei prezzi però è appena iniziato. Tutto aumenterà di prezzo: dalle medicine e le divise scolastiche ai i mobili e ai pacchetti di viaggio. I fornitori e le catene commerciali seguono con attenzione il mercato, pianificando la propria politica dei prezzi per il prossimo futuro e prevedendo contratti commerciali a tassi di cambio lontani dai valori attuali.

Data l’elevata volatilità del rublo l’adeguamento dei modelli di business non è un compito facile, ma è chiaro che prima o poi l’aumento dei prezzi diviene obbligato per chiunque. La principale sfida per il settore del commercio e dei servizi è rendere questo processo il più agevole possibile senza spaventare il consumatore russo che sta sperimentando tempi di magra.

Ma riuscirà il mercato russo ad evitare in autunno il panico tra consumatori?

Fonte: Novaja Gazeta 28/08/2015

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.