I paracadutisti russi sono pronti ad entrare in azione in Siria come forze di pace ONU

Traduzione di Antonino Santoro

Ban Ki-Moon ha proposto la creazione di una divisione di caschi blu per interventi rapidi.

Lunedì il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha proposto di apportare urgentemente “tre fondamentali cambiamenti” nell’attività di pace nel pianeta. Secondo il Segretario Generale, le operazioni della Nazioni Unite devono essere “più mobili, flessibili e responsabili di fronte a Stati e persone interessate da conflitti”. Tali raccomandazioni sono delineate in un rapporto di 139 pagine e prevedono entro l’inizio del prossimo anno l’elaborazione di un piano di dispiegamento in diverse parti del globo di forze “completamente operative” per interventi rapidi. Per far ci , si dovranno avere unità ONU costantemente pronte ad effettuare rapidi interventi nelle zone calde.

Foto NG 15.09.2015 1Tali proposte verranno esaminate durante la 70° sessione dell’Assemblea Generale ONU che si svolgerà a New York alla fine di settembre. Non è dato ancora sapere come i diversi Stati si porranno di fronte questa idea. E’ già tuttavia chiaro che solo un numero molto limitato di paesi ed organizzazioni internazionali è pronta a prendere parte nella distribuzione dei contingenti di tale forza mobile e nelle loro azioni nelle zone di conflitto intorno al globo. Molto diversa è invece la situazione all’interno dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) all’interno del quale già dall’inizio degli anni 2000 sono previste delle forze collettive di intervento rapido nella regione dell’Asia Centrale.

Tali forze nel 2009 sono entrate a far parte delle Forze Collettive di Reazione Rapida (KSOR) che nel 2012 contavano quattro unità mobili. Tre brigate e una divisione da Russia, Kazakistan e Bielorussia ed anche tre battaglioni supplementari da Armenia, Kirghizia e Tagikistan. In totale ne fanno parte 20.000 soldati. Le forze KSOR del CSTO vengono regolarmente testate con ispezioni a sorpresa, addestramenti congiunti e parte di esse ha esperienza anche in missioni di pacekeeping.

Facciamo notare che nella NATO queste forze mobili vengono create solo adesso e in un numero limitato che si aggira intorno ai 5.000 soldati. Si tratterà quindi solamente di alcuni battaglioni dislocati lungo i confini russi e il cui compito principale sarà quello di reagire alle minacce che in Ucraina hanno avuto e stanno avendo luogo. Non si può escludere che tali forze mobili dell’ONU saranno formate non sulla base di organizzazioni internazionali come per la NATO e il CSTO ma da veri e propri paesi. E qui entra in gioco anche la Russia a cui potrebbe essere richiesto un aiuto per le operazioni di pace. Attualmente per compiti di pacekeeping nell’esercito russo vi sono la 15° Brigata distaccata di fanteria motorizzata (presso Samara), la 98° Divisione di guardia area paracadutisti (ad Ivanovo) e la 31° Brigata di guardia di paracadutisti d’assalto (ad Ul’janovks): tutte fanno parte delle forze KSOR del CSTO. In più, un battaglione per le missioni di pace è stato creato in altre unità di Forze Aereo-Paracadutisti (VDV). Ricordiamo che un mese fa il Colonnello-Generale e Comandante del VDV Vladimir Shamanov ha dichiarato che le sue forze sono pronte ad aiutare la Siria nella lotta contro i terroristi se tale compito venisse affidato alla Russia.

In questi giorni il canale americano Fox News riferendosi ad una fonte del Pentagono ha affermato che la scorsa settimana in un aerodromo nei pressi di Latakia sono atterrati sette aerei da trasporto russi AH-124 del tipo “Ruslan” scaricando personale in uniformi militari privi di segni di riconoscimento. Questi specialisti avrebbero costruito presso il porto di Latakia un centinaio di abitazioni circa. Il Ministero degli Esteri e il Ministero della Difesa russi non hanno commentato questa informazione ma sottolineano che la Russia aiuta la Siria con armamenti e specialisti. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha espressamente sottolineato che “i nostri soldati e specialisti militari si trovano là (in Siria) per la manutenzione di attrezzature russe e per assistere l’esercito siriano nell’utilizzo di queste. Noi continueremo a fornire queste attrezzature al governo siriano affinché esso possa difendersi dalla minaccia del terrorismo”. A sua volta il Maggiorecolonnello Igor Konashenkov, rappresentante ufficiale del Ministero della Difesa russo, ha affermato che gli aerei da trasporto russi AH-124 atterrati a Lattakia hanno trasportato in Siria prodotti alimentari e mezzi di prima necessità per la costruzione di una tendopoli. Konashenkov ha aggiunto che “in tale tendopoli verranno collocati più di mille profughi”.

Foto NG 15.09.2015 -2Nel frattempo i mezzi di informazione americani e israeliani continuano ad affermare che Russia e Siria stanno costruendo una nuova base militare aeronavale vicino Latakia. Gli obbiettivi finali di Mosca restano comunque ancora ignoti. In Europa e negli USA temono che gli aiuti militari russi verso il regime di Assad potrebbe complicare la situazione nella regione. A giudicare dalle scarse informazioni rilasciate dai rappresentanti russi, difficilmente la Russia scenderà in prima linea. Mosca e l’Iran hanno già presentato alla comunità internazionale le linee generali del loro piano per la risoluzione della crisi siriana e che prevede non tanto l’uso della forza quanto di misure diplomatiche ed organizzative sotto l’egida dell’ONU. La questione riguarda il consolidamento dell’attuale potere a Damasco e dell’opposizione nella lotta con lo “Stato Islamico” e l’indizione di nuove elezioni in Siria con il sostegno di forze internazionali etc. E’ evidente che Lavrov al margine di un incontro tenuto questo fine settimana abbia parlato di tale piano con il suo collega tedesco Frank Walter Steinmeier il quale aveva criticato la Russia per le sue interferenze nel conflitto in Siria. Non è escluso che sia stato proprio la presa di conoscenza dei dettagli del suddetto piano a spingere la Cancelliera tedesca Angela Merkel a dichiarare che la Germania e gli altri paesi europei devono cooperare con la Russia circa la risoluzione della crisi siriana.

Molti osservatori ed esperti ritengono che la Russia presenterà ufficialmente il proprio piano per la risoluzione della situazione in Siria durante il discorso che il Presidente Vladimir Putin terrà alla 70° sessione ONU. Oppure, è possibile, ci  avverrà nel corso della sessione con la partecipazione di diplomatici russi e dei corpi diplomatici dei paesi che appoggiano tale piano. Secondo le informazioni dell’assistente del Capo dello Stato Jury Ushakov il discorso del leader russo affronterà anche la questione di una guerra congiunta al terrorismo. Ancora tuttavia non si sa nulla su cosa di concreto dirà il Presidente russo riguardo la Siria.

Come ha dichiarato il 12 settembre il Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite per le missioni di pace Hervé Ladsous, all’interno del segretariato tengono in mente la possibilità di dislocare una missione di pace in Siria ma le condizioni attuali del paese non lo permettono. Lapsous ha anche ricordato che i caschi blu sono ancora presenti nelle alture del Golan.“La loro missione viene per  svolta con la massima cautela dato che quella zona è altamente instabile e vi si svolgono azioni militari tra bande e l’esercito siriano. E’ una situazione molto delicata” ha affermato il funzionario rispondendo alle domande dei giornalisti. Lapsous ha comunque lasciato intendere che l’ONU è pronta ad incrementare rapidamente la propria presenza in Siria e in altri paesi coinvolti nella guerra con l’IS “se vi sarà tale necessità e se le condizioni lo permetteranno”. “Vi ricordo che nel 2012 quando il Consiglio di Sicurezza ci chiese di inviare in Siria una missione di osservatori di 300 persone, noi lo abbiamo fatto in appena 27 giorni” ha affermato il Vice Segretario ONU.

Fonte: NG del 14 Settembre 2015 Vladimir Muchin

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com