Vacanze crimeane

Come Vladimir Putin e Silvio Berlusconi hanno visitato i luoghi della penisola

Traduzione di Federico Soragni

Laspetto principale della visita di Silvio Berlusconi in Crimea sta sicuramente nel fatto che c’è stata. Questo è uno di quei casi in cui i dettagli non hanno un significato importante: Silvio Berlusconi in Crimea… Serve aggiungere altro?

Ma si può (e si deve) dire/aggiungere ancora qualcosa. È palese che il programma del viaggio è stato stabilito molto in fretta (i due giorni precedenti il signor Berlusconi e Putin li avevano passati a Soci e, a quanto pare, è stato lì che hanno deciso di andare nella penisola; secondo le informazioni in possesso al giornale, la proposta di andare in Crimea è arrivata proprio dal signor Berlusconi).

Se non fossero stati di fretta, non ci sarebbero state continuamente modifiche al programma. Ad esempio, il viaggio nei pressi di Sebastopoli sul monte Gasfort, dove si trova la stele in ricordo del cimitero militare in cui sono sepolti gli italiani caduti nel 1855 durante la guerra di Crimea, era inizialmente previsto per il sabato. In quel luogo, Silvio Berlusconi doveva incontrarsi con gli eredi dei soldati che si erano stabiliti qui. Ma gli eredi non hanno fatto in tempo ad arrivare: Vladimir Putin e Silvio Berlusconi erano arrivati lì il giorno prima.

L’italiano era vestito fuori stagione: era in abito (a Sebastopoli faceva caldo) a tinta unita, completamente nero. Ha ossequiosamente ascoltato il racconto del dipendente del museo della difesa di Sebastopoli, Pavel Ljashuk, che descriveva come in questo luogo fossero morti due generali e trenta soldati, e altri duemila fossero deceduti a causa della dissenteria e del colera.

Il presidente russo ha poi proposto di fondare in questo luogo completamente abbandonato (il cimitero era stato ai suoi tempi saccheggiato) un parco della memoria, riqualificando larea e intitolandola alla memoria dei caduti.

Dopo la visita al futuro parco della memoria, i due amici si sono spostati nella cantina di Massandra (controllata adesso dal dipartimento d’affari del presidente russo). La direttrice generale della cantina Massandra, Janina Pavlenko, ha raccontato che la produzione di vino è stata avviata nel 1894 dal principe Lev Golytsin:

– Il principe ha cercato a lungo un posto in Russia dove ci fossero le condizioni climatiche necessarie e lo ha trovato infine in Crimea – ha raccontato a tal proposito.

Hanno poi visitato lazienda sotterranea dove c’è una gran quantità di botti. Secondo le parole di Janina Pavlenko, qui si possono conservare nove milioni di decalitri.

– Oggi le nostri botti sono piene per un terzo, ma questo è solo l’inizio. È iniziata la vendemmia e abbiamo previsto una raccolta di ventimila tonnellate, da cui ricavare 1,8 milioni di decalitri – ha affermato la direttrice della cantina.

I due amici hanno proseguito per la galleria principale della biblioteca del vino (dove ci sono 500 mila bottiglie). Gli oggetti più pregiati qui esposti sono delle bottiglie di vino che hanno quasi due secoli.

– e questo si può bere? – ha chiesto subito, con una domanda non casuale, il signor Berlusconi, che, a quanto pare, stava iniziando a perdere la pazienza.

Invece di una proposta di degustazione, però, ha dovuto ancora sorbirsi il racconto di quando, alla fiera mondiale di Parigi del 1900, uno dei vini dl principe Golytsin vinse una gara di degustazione alla cieca.

– io voglio bere! – Berlusconi non si conteneva più.

E solo dopo di ciò i due ospiti sono stati finalmente portati alla sala di degustazione, dove la sete venne placata.

Nel frattempo, sul lungomare di Jalta si stavano ultimando i preparativi per il loro arrivo.

Sul lungomare la vita scorreva pacifica. Tuttavia, il dispiegamento delle Gelandewagen nere e delle altre automobili della sicurezza prima o poi avrebbe dovuto mettere in guardia i villeggianti; le persone che stazionavano nei pressi della fontana sul lungomare erano evidentemente molto stanche, tanto che fino a un minuto prima che comparissero i due ospiti non sospettavano di nulla.

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Ma ecco: sul lungomare in un primo momento è calato una sorta di silenzio sbalordito.

Poi hanno iniziato:

– bravo, non ti sei fatto spaventare! ( questo, evidentemente, a Berlusconi)

– siete l’uomo più bello! (Questo non si sa a chi)

E non sposato! – ha gridato una signora di mezza età.

E anche questo può essere riferito a entrambi.

Vladimir Putin ha fatto sedere sulle sue gambe una bambina di circa cinque anni e l’ha baciata. Silvio Berlusconi si è avvicinato allo zio, che aveva una pancia sporgente da birra, e lo batteva con aria di rimprovero.

– io sono un uomo del nord, mentre tu sei del sud – gli ha risposto inaspettatamente lo zio.

Berlusconi annuiva, preferendo capire il russo senza traduttrice.

Ancora dopo qualche minuto sono entrati nel ristorante, in una veranda aperta, dove hanno potuto parlare con gli eredi della diaspora italiana in Crimea. Per non meno di una mezz’ora questi hanno raccontato loro del proprio triste destino: I loro parenti sono stati deportati diverse volte e loro sono ugualmente tornati in Crimea.

Intanto dalla strada si sentivano le voci dei turisti:

Il Donbass vi ama! Portateci con voi! Venite da noi! Vi aspettiamo a Donetsk!

Solo due persone sedevano sul lungomare senza neanche alzare la testa per guardare cosa stesse succedendo: stavano giocando a scacchi.

Fonte: Kommersant 12/09/2015

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