Israele vuole risposte sulla questione siriana

Traduzione di Antonino Santoro

Benjamin Netanyahu con una visita lampo volerà da Vladimir Putin

Foto Kommersant 19.09.2015

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu lunedì sarà a Mosca per una visita che dovrebbe durare solo qualche ora. Una fonte di Kommersant all’interno del governo israeliano ha spiegato che l’urgenza della visita è dovuta al “momento storico”. La preoccupazione è dovuta all’“impetuoso aumento della presenza militare russa in Siria durante le ultime settimane”. L’obbiettivo principale di Netanyahu è quello sia di evitare uno scontro tra i militari israeliani e russi, sia di prevenire una caduta nelle mani del movimento “Hezbollah” dei missili e dei mezzi contraerei russi in dotazione alle forze del presidente siriano Bashar Assad.

Questa di Benjamin Netanyahu sarà la prima visita a Mosca negli ultimi due anni.

L’ultima visita era avvenuta nel novembre 2013 per alcune trattative tra il Premier israeliano e il Presidente Vladimir Putin. In quell’occasione Netanyahu aveva tentato accanitamente di disturbare l’annunciato accordo sul programma nucleare iraniano o quanto meno di rendere le sue condizioni il più possibile vincolanti per Teheran. Come aveva scritto Kommersant, Netanyahu aveva persuaso Mosca ad usare tutte le proprie leve per fare pressioni sull’Iran senza tuttavia, nonostante la personale simpatia con Vladimir Putin, raggiungere un qualche successo di rilievo. Le posizioni dei due paesi riguardo il programma nucleare iraniano sono rimaste distanti: l’intenzione di Mosca di fornire a Teheran, dopo la rimozione delle sanzioni, missili antiaerei S-300 non ha fatto che rendere ancora più difficili le relazioni tra i due paesi.

Da quel momento il premier israeliano non si è più recato a Mosca. Secondo i media israeliani, Netanyahu ha ricevuto diversi inviti ma ha far capire (soprattutto ai partner occidentali) di condividere la posizione dell’Occidente riguardo le azioni di Mosca in Ucraina.

Tuttavia l’attuale visita nella capitale russa era necessaria per il Premier israeliano.

La visita, secondo le parole di una fonte di Kommersant all’interno del governo israeliano, “è stata organizzata molto velocemente in quanto determinata da tale momento storico” e durerà appena poche ore. Benjamin Netanyahu e Vladimir Putin avrebbero potuto parlare la settimana prossima durante l’Assemblea Generale dell’ONU a New York ma il leader israeliano ha reputato la questione troppo urgente.

Secondo le informazioni di Kommersant il tema principale della discussione sarà “l’impetuoso aumento degli armamenti e della presenza di militari russi in Siria, inclusa l’attività russa nella zona dell’aerodromo di Latakia” dove, secondo diverse informazioni, potrebbero presto arrivare aerei militari russi. Secondo le informazioni di Kommersant, insieme al Premier israeliano, a Mosca potrebbe recarsi anche il Capo di Stato Maggiore Gadi Eizenkot.

A Mosca, a causa delle ultime e numerose segnalazioni riguardo un aumento della presenza di militari russi in Siria, si è subito dichiarato che la Russia appoggia apertamente il regime del Presidente siriano Bashar Assad e aiuta Damasco con rifornimenti di armi anche se tuttavia non si parla di una diretta presenza di forze russe nelle azioni militari. Al Ministero degli Esteri russo hanno dichiarato che alcuni soldati russi si trovano in Siria ma con esclusiva funzione di consiglieri militari. Tuttavia secondo le informazioni dei media israeliani, Benjamin Netanyahu vuole sentire da Vladimir Putin in persona “tutti i dettagli della presenza del contingente russo in Siria”.

L’esperto militare israeliano Jacob Kedmi ha affermato che “la presenza militare della Russia in Siria è un fatto. A Latakia, come possiamo vedere, viene creata una base dove è possibile accumulare materiale militare e attrezzature e dove potranno atterrare elicotteri da guerra ed unità d’assalto per sostenere l’esercito siriano che al momento è abbastanza preoccupato dai voli dell’aviazione americana legati alla “campagna antiterroristica” contro lo “Stato Islamico”. Secondo l’esperto, per Israele “è molto importante fissare tutte le condizioni e un coordinamento affinché non vi siano collisioni tra i nostri due eserciti e un argomento del genere è meglio che venga trattato direttamente dalle alte sfere”.

“Noi abbiamo una lunga storia di un consolidato ed efficace dialogo e relazioni amichevoli e quindi speriamo anche per questa di trovare una reciproca intesa su tutti i punti della questione sulla sicurezza del Vicino Oriente” ha affermato a Kommersant un interlocutore all’interno del governo israeliano. Questi ha ricordato che Israele “non sostiene nessuna delle due parti del conflitto siriano in quanto muove numerose critiche sia verso Bashar Assad sia verso i radicali islamisti che lo combattono”. Detto questo, secondo le sue parole, la principale preoccupazione delle autorità israeliane e quella che “le armi russi non cadano nelle mani del movimento “Hezbollah”” che combatte nelle file dell’esercito governativo siriano. Se l’esercito israeliano dovesse ricevere informazioni riguardo l’esistenza di un tale pericolo allora “gli armamenti russi verranno distrutti”. A dicembre dello scorso anno i media avevano informato che l’aeronautica militare israeliana aveva colpito la periferia di Damasco dove erano stanziati i complessi C-300 che i russi avevano fornito all’esercito siriano.

Fonte: Kommersant del 19 Settembre 2015 – Maria Efimova

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com