Bocciata la proposta di legge sul divieto di aborti a spese dell’assicurazione medica obbligatoria.

Fonte: 24 settembre 2015, Anna Ivuškina- Izvestja. Traduzione di Simona Fonti

Il governo di Mosca ritiene che la realizzazione della proposta di Elena Mizulina possa portare alla crescita della quantità di bambini abbandonati e aborti illegali.
Secondo le informazioni di Izvestja, l’esecutivo ha predisposto la bocciatura del progetto di legge, che proponeva la limitazione degli aborti. Il Ministero della Salute, il Ministero delle Finanze, quello dello sviluppo economico e quello della giustizia, il Fondo Federale dell’Assicurazione Medica Obbligatoria e l’Istituto di legge e diritto comparato per il governo della Federazione Russa non hanno approvato l’iniziativa. Nel giudizio definitivo del governo si dice che l’approvazione del progetto può comportare l’incremento del rifiuto di neonati e di aborti illegali.
A maggio, in seguito alla visita del patriarca Cirillo alla Duma, i deputati  Elena Mizulina e Sergeij Popov hanno presentato un progetto di legge sulla limitazione dell’aborto. Si aveva l’intenzione di stabilire, attraverso quest’atto legislativo, che l’attuazione dell’interruzione di gravidanza potesse essere realizzata solo in strutture statali e su indicazione medica. Per eseguire aborti in cliniche private (o altre non rientranti nel sistema pubblico di strutture per la tutela della salute) si è proposto di stabilire una responsabilità amministrativa: multe per i cittadini fino a 200000 rubli, per le persone giuridiche fino a 2,5 milioni di rubli.
Nel rifiuto del governo del progetto di legge si rileva che la legge federale “alla base della tutela della salute dei cittadini nella Federazione Russa” consolida il diritto delle donne a  risolvere in maniera indipendente la questione sulla maternità e che per l’attuazione dell’aborto si prevede la presenza non solo di un’indicazione medica, ma anche sociale.
“Oltre a ciò, la limitazione della prestazione di aiuto medico per l’interruzione volontaria di gravidanza può portare conseguenze negative: la crescita della quantità di aborti effettuabili al di fuori delle strutture mediche, ma anche la quantità di bambini abbandonati senza la tutela di genitori e che si trovano a carico del welfare statale”, viene riportato nella bocciatura del governo.
Mettersi in collegamento con Elena Mizulina per ottenere un commento non è stato possibile. Il co-autore del documento Sergeij Popov ha dichiarato che esprimerà la propria opinione all’esame del progetto di legge alla Duma.
Ricordiamo che a gennaio il patriarca per la prima volta nella storia è intervenuto di fronte ai deputati della Duma. Il patriarca Cirillo ha invitato i deputati a vietare l’aborto, chiamandolo “una delle colpe principali della Russia”. In primo luogo, il rappresentante della RPC (Chiesa Russo-Ortodossa) ha proposto di escludere gli aborti dal sistema di assicurazione medica obbligatoria.
‒Quell’argomento per cui, stando a quanto detto, la quantità di operazioni illegali aumenterà è una sciocchezza. Il prezzo di un’operazione legale di raschiamento del feto deve corrispondere a quello di una illegale. Ma non a spese dei contribuenti‒ ha dichiarato allora il patriarca.
Come in precedenza Izvestja aveva annunciato, la maggior parte dei russi sono contrari al divieto di interruzione artificiale della gravidanza. Secondo i dati del Levada Centr, il 66% dei russi pensa che la soluzione del problema degli aborti debba rimanere a discrezione delle persone coinvolte. Il 20% degli intervistati crede che al governo tocchi prendere misure per la prevenzione. Il 14% non ha un’opinione in materia.
Secondo i dati ONU, la Russia si trova tra i paesi-leader per quantità di aborti: ogni 100 nascite avvengono 70 aborti. In Russia l’interruzione volontaria della gravidanza è inclusa nel programma di garanzie statali di tutela gratuita dell’aiuto medico ai cittadini. Secondo la statistica ufficiale del Ministero della Salute nel 2013 sono stati effettuati 899 mila aborti, cosa che ha superato i 10 miliardi di budget.
Di tutto ciò, fanno notare gli esperti, solo il 10% viene eseguito su prescrizione medica. All’incirca il 7% delle donne effettuano aborti a pagamento in cliniche private (4-10 mila rubli).

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Simona Fonti

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com