Il Consiglio della Federazione autorizza Vladimir Putin ad impiegare truppe in Siria

Traduzione di Marcello De Giorgi

Ad affrontare lo “stato islamico” sarà l’aeronautica russa

Foto articolo 30.09.2015Oggi il Consiglio della Federazione ha preso in considerazione la richiesta del presidente russo Vladimir Putin di usare le truppe russe all’estero, in particolare in Siria. I senatori hanno sostenuto all’unanimità l’appello del capo dello stato dando il consenso all’uso delle forze aeree russe in Siria nella lotta contro l’organizzazione terroristica “Stato islamico” (ISIS).

“SI è riunita un’assemblea chiusa del Consiglio della Federazione, che ha considerato la richiesta del Presidente della Federazione Russa sull’uso delle forze armate all’estero, al di fuori del territorio della Federazione Russa. Il Consiglio della Federazione ha approvato all’unanimità la richiesta del Presidente con 162 voti a favore, e nessuna astensione o voto a sfavore.” – ha comunicato il capo dell’amministrazione presidenziale russo Sergei Ivanov.

“Il presidente della Siria si è rivolto alla direzione del nostro paese con una richiesta di assistenza militare”, – ha raccontato il Signor Ivanov.

“Non si tratta del raggiungimento di chissà che obiettivi di politica estera, o della soddisfazione di chissà quale ambizione, cosa di cui ci accusano regolarmente i nostri partner occidentali. Stiamo parlando esclusivamente di interessi nazionali della Federazione russa”, – ha detto il capo dell’amministrazione presidenziale russa.

Secondo Sergej Ivanov all’operazione in Siria prenderà parte l’aeronautica militare russa, l’uso di truppe di terra russe non è previsto. “Stiamo discutendo solo dell’intervento dell’aeronautica militare della Federazione Russa. Come ha già detto il nostro Presidente, l’utilizzo di forze armate per operazioni militari terrestri è escluso”, – ha detto Sergej Ivanov non specificando i tempi dell’operazione, così come il numero e il tipo di armi da utilizzare in Siria.

Foto Kommersant 30.09.2015 Sergej Skrynnikov“Obiettivo militare dell’operazione è esclusivamente il supporto aereo delle Forze armate siriane nella loro lotta contro l’ISIS” – ha detto il signor Ivanov. Egli ha osservato che il numero di cittadini di Russia e dei paesi della CSI, vicini allo stato islamico, è in crescita. “Non si parla più di decine, o centinaia, ma di migliaia di persone, una parte delle quali sono già rientrati nel territorio della Federazione Russa ed è facile da assumere che continueranno a tornare al nostro territorio, – ha detto il capo dell’amministrazione presidenziale .- Pertanto è necessario essere proattivi ed agire sulle frontiere lontane, per non affrontare questo problema più tardi, da noi in Russia”.

Per utilizzare le truppe all’estero ai sensi della Costituzione il presidente deve ottenerne l’approvazione dal consiglio federale. Vladimir Putin aveva già ricevuto autorizzazione lo scorso marzo. Allora si era ipotizzato che l’esercito russo avrebbe potuto condurre un’operazione militare in Ucraina.
Ora la Russia porterà aiuto militare al governo di Bashar al-Assad nella lotta contro lo stato islamico in Siria. Nella base di Laodicea sono presenti aerei russi. L’altro ieri, dopo i colloqui con il presidente Usa Barack Obama, Vladimir Putin ha escluso la partecipazione di truppe russe in operazioni di terra. “Eventuali operazioni di terra sono e saranno fuori questione” – ha detto. Tuttavia, il presidente aggiunto che ci saranno attacchi aerei contro lo stato islamico.

“A proposito, questa non è la prima volta che usiamo le forze armate all’estero per contrastare il terrorismo. Molti possono averlo dimenticato, ma nei primi anni ’90 abbiamo quasi fatto la stessa cosa in Tagikistan “, – ha ricordato oggi Sergej Ivanov.

L’analista politico Evgenij Minčenko ha dichiarato al “Kommersant” che la decisione di fornire assistenza al governo siriano si inserisce nella logica ora trasmessa la leadership russa. “Questa creazione di un’analogia della coalizione anti-hitleriana, una lotta contro il male del mondo impersonato dall’ISIS. La Russia sottolinea che sta svolgendo un ruolo importante”- ritiene l’esperto. Minčenko ha aggiunto che i rischi connessi alla grande presenza di popolazione musulmana in Russia esistono, ma sono tuttavia sono previsti. “Non è un caso che Vladimir Putin abbia già parlato dell’Islam attuale e di correnti estremiste, il presidente ha fatto passi verso il clero musulmano partecipando all’apertura della moschea di Mosca”, – ha detto l’analista.

Fonte: Kommersant.ru 30/09/2015

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Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

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