Di nuovo a Goa

Fonte: msn.ru Articolo di Aleksandra Mertsalova. Traduzione di Federico Soragni

I turisti russi si preparano a viaggiare verso Dubai, Tailandia e India

I russi hanno iniziato ad abituarsi all’assenza della Turchia e dell’Egitto e alle porte del Capodanno cercano delle alternative alle due mete turistiche più popolari. La domanda di viaggi per Dubai è aumentata del 20%, per la Tailandia del 10-15%, mentre India e Vietnam hanno registrato un aumento del 5%. Una parte dei viaggiatori ha preferito prenotare autonomamente: il numero di biglietti aerei per Antalya è aumentato del 20%. Allo stesso tempo la domanda turistica interna, malgrado le aspettative del governo, di fatto non aumenta.

Del crescente interesse dei russi per il Medio Oriente e per le destinazioni asiatiche ne hanno parlato all’Associazione dei tour operator russi (ATOR). Secondo le parole della direttrice esecutiva dell’organizzazione Maj Lomidze nelle ultime due settimane la domanda di tour per gli EAU è aumentata del 20%, per la Tailandia del 10-15% , per India e Vietnam del 5%, per Israele del 3%. Ciononostante, si registra un calo generale della domanda di viaggi organizzati all’estero nel periodo invernale del 40%.

La crescente domanda verso Dubai e la Tailandia è diventato il nuovo trend: secondo i dati dell’Agenzia Federale del turismo (Rosturism) nel primo semestre di quest’anno queste due destinazioni avevano perso rispettivamente il 46,3% e il 53,1% di viaggiatori provenienti dalla Russia. Il crescente interesse verso mete alternative è iniziato a causa della chiusura dei collegamenti aerei diretti con l’Egitto, che sono stati limitati il 6 novembre, e a causa dell’embargo all’acquisto di pacchetti turistici per la Turchia, attivo dal 24 novembre.

In totale, durante il primo semestre del 2015 2,08 milioni di persone hanno visitato l’Egitto e la Turchia, il 38% del totale dei turisti russi all’estero, dati Rosturism. La chiusura delle due più importanti destinazioni turistiche è stato un colpo importante per i tour operator (secondo le valutazioni dell’ATOR, il 40-50% delle vendite di pacchetti di quest’anno era per l’Egitto e la Turchia), dai quali i funzionari governativi si aspettano un riposizionamento del flusso turistico verso il mercato interno. Pertanto il capo di Rosturism Oleg Safonov ha comunicato anticipatamente che in base ai dati del 2015 il turismo interno crescerà del 30%.

I risultati dei tour operator, però, per il momento non rispecchiano le aspettative del governo. Secondo le parole della Lomidze, l’interesse nei confronti della Russia non è cresciuto quest’anno. Nel futuro il flusso potrebbe aumentare del 10%, ma solo a patto che i prezzi restino al livello attuale, avvisa la direttrice dell’ATOR. Secondo le valutazioni di Blinov, i pacchetti turistici in Russia rappresentano soltanto il 2% delle richieste dei clienti. Il direttore generale dell’agenzia di tour operator “Del’fin” Sergej Romashkin ritiene che il volume di turismo interno crescerà del 10-12%, pari al valore medio di crescita del mercato. Per quanto riguarda le destinazioni, ha aggiunto Romashkin, ad esempio Kaliningrad e Soci hanno visto un aumento della domanda, al contrario il flusso verso la Crimea è fortemente diminuito dopo l’interruzione della fornitura di energia elettrica alla penisola; leggermente in calo sono anche l’Oblast’ di Mosca e le escursioni organizzate per l’Anello d’Oro.

Il governo conta su un forte aumento della domanda per le destinazioni nazionali, ma ciò non succederà in ogni caso: in primo luogo, perché si fa riferimento a target diversi, in secondo luogo, le persone che avevano scelto di abbronzarsi sulle spiagge egiziane non vorranno andare a sciare a Krasnaja Poljana” ha chiosato Romashkin. Secondo le sue valutazioni, il costo medio dei viaggi per questo inverno è aumentato del 10% a Soci e del 17% a Anapa.

Le azioni del governo hanno portato alcuni cambiamenti anche nel settore dei viaggi non organizzati. Secondo la rappresentante di “Momondo” Irina Rjabovol, il numero di biglietti per Istanbul negli ultimi tempi è calato del 9,6%, ma la città resta come prima tra le prime dieci mete più gettonate. Il flusso verso Antalya, che tradizionalmente è considerata una meta da pacchetto turistico, dopo il divieto della vendita di tour organizzati è aumentato del 20,4%.

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