Non geopolitica ma politica economica

La conferenza stampa di Putin ha iniziato una lotta per una nuova immagine del presidente

Fonte: Novaja Gazeta 17/12/2015. Traduzione di Marcello De Giorgi

La conferenza stampa di Putin è ormai un genere speciale e tradizionale del teatro politico russo. La posta in gioco è molto alta: migliaia di analisti hanno aperto i loro canali e sono pronti a trattare ogni sillaba come una ermeneutica medievale, in senso letterale, allegorico, omiletico e mistico. Così l’improvvisazione deve essere accurata e rafforzare l’esatto effetto che Putin ha voluto provocare in questo caso.

Non ci si aspettano clamori dal presidente, salvo miracoli come nel caso del rilascio di Chodorkovskij, accaduto nel corso di una diretta nel 2013. Ma la pragmatica dell’attuale dialogo di Putin con i giornalisti si è mostrata diversa. Sembra che abbia cominciato a cercare di costruirsi una nuova immagine. In breve questa immagine può essere descritta così: “Il presidente Putin è un uomo con qualità personali uniche, necessarie al paese per districarsi dalla profonda crisi in cui ci troviamo per cause esterne non dipendenti da noi”.

Le autorità capiscono che mantenere il 90% di sostegno popolare per sempre non è possibile, e cercano di dar prova dell’accettazione politica. L’energia è un problema di peso, che si muove verso la Russia, e che viene usato per migliorare il carisma personale del presidente e per trovare nuove leve per tenere alto e stabile il gradimento. Se ieri Putin è stato un geopolitico, uno storico ed un maestro di unità nazionale, ora è un manager esperto nelle crisi ed un economista politico.

Questa impressione doveva riuscire a mettersi in linea diretta con lo spettatore per tre ragioni. Prima di tutto, perché questa conferenza stampa verteva su questioni delicate, su interessi reali della società come forse non è avvenuto nel corso degli ultimi tre anni. In questa nuova modalità di sincerità politica a Putin è stato chiesto delle relazioni con la Turchia e con i turchi, del possibile scambio di Nadija Savčenko con Aleksndrov e Yerofeev arrestati a Kiev, del futuro del Donbass, dei figli di Rotenberg, del procuratore generale Čaika e del governatore Turčak. Oltre a questo del “Platone” e dei camionisti, dello scandalo corruzione FIFA e della vita delle regioni russe in crisi. Le risposte sono state spesso evasive ma il fatto più importante è la nuova drammaturgia: ecco di fronte a noi siede un uomo che non ha paura delle domande difficili. È pronto a discuterne, a spiegare pazientemente ai giornalisti gli affari pubblici che forse essi non riescono a comprendere. La retorica in alcuni casi arriva davvero vicino al bersaglio. Per esempio, quando Putin, parlando dei camionisti, dice che “lui stesso viene da una famiglia di lavoratori”.

La sottolineata semplicità di Putin, la sua capacità di prendere decisioni compone il secondo elemento dell’immagine di un manager delle crisi decisivo. Putin non ha usato termini complicati, ma si permette di ipotizzare che in Turchia “qualcuno voleva essere lecchino degli Stati Uniti.” Sopra le teste di esperti, intellettuali e giornalisti, Putin si appella direttamente al popolo, a quella “maggioranza putiniana” un po’ dimenticata. L’economia è per questa maggioranza oscura e misteriosa, ma subdola quando colpisce improvvisamente e le tasche si svuotano.

La maggioranza ha bisogno di un uomo che non spieghi tanto l’economia ma piuttosto che la addomestichi e che dimostri che queste viltà non avverranno più. Questo uomo forte, proveniente da una famiglia di lavoratori, non usa mezzi termini, e mostrerà all’economia il suo posto.

La prontezza del presidente a diventare un ammaestratore dell’economia è la terza componente della correzione dell’immagine. La conferenza stampa è iniziata con una vigorosa, anche se breve, discussione sulla natura della crisi economica mentre di solito Putin non parla di queste cose non in prima battuta. Il messaggio è chiaro: il presidente capisce l’economia e sa come vincerla.

Questo cambiamento nello modo di parlare in pubblico del presidente è destinato ad aumentare nel prossimo anno. Quanto maggiori sono la sociali ed i problemi economici del Paese, tanto più è indispensabile un professionale deve apparire la sua persona. La buona notizia è che il ruolo del manager della crisi, tuttavia, comporta un rischio minore rispetto al ruolo di leader ideologico del “mondo russo”.

 

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Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.