Ernst Neizvestnyj. Di nuovo al Manege

Una retrospettiva dello scultore al suo 90 ° compleanno verrà integrata da opere di contemporanei

La mostra di un classico del nonconformismo dedicata al suo 90° compleanno comprende più di 100 opere di scultura, pittura e grafica. Il posto non è stato scelto per caso: qui al Manege nel 1962 Ernst Neizvestnyj litigò sull’arte con Nikita Chruščёv. Le opere degli artisti della seconda avanguardia russa (tra cui ci sono Andrej Grosizky, Oleg Tselkov, Oskar Rabin, Alexander Kosolapov) esposte alla mostra “Opere scelte” che si svolge contemporaneamente, garantiscono a Ernst Neizvestnyj uno sfondo invitante.

Ogni collezione rende anche l’idea del suo collezionista. Le due mostre sono integrate dalla collezione Russian World Gallery fondata da Felix Komarov. Questa collezione riflette il destino dell’emigrazione artistica russa. Un’epoca intera: dall’alba al tramonto della famosa “onda russa”.

Dopo esser venuto a New York negli anni ’90 Felix Komarov ha fondato una galleria sulla 5th Avenue sulla cosiddetta Museum Mile vicino al Solomon R. Guggenheim Museum e al MoMA. Ben presto la sua galleria è diventata uno dei centri della comunità russa. Gli anni ’90 sono stati duri non solo per la Russia post-sovietica ma anche per la diaspora russa negli Stati Uniti. Nella galleria si svolgevano ricchi ricevimenti à la russe: con bliny, vodka e caviale. Di li sono passate stelle del cinema, sportivi e  politici. Da Komarov la ex first lady Hilary Clinton ha personalmente ordinato un regalo per il segretario di Stato, Madeleine Albright. Di qui passavano ogni tanto anche i nuovi businessman russi in visita a New York. Si è riunito atleti russi ei loro collaboratori Komarov ha inventato la “Stanley Cup” russa, che premia i giocatori di hockey russo, che giocano nella NHL.

Gli interessi artistici della Russian World Gallery si sono dimostrati ampi: dalla gioielleria all’arte contemporanea. Komarov è riuscito a raccogliere una delle migliori collezioni degli artisti emigranti che rappresenta il periodo post-sovietico della loro arte. Anche se il collezionista ha chiuso la galleria a New York, egli continua la propria missione sostenendo e organizzando le mostre dell’underground in Russia.

Uno dei primi artisti della galleria è stato Ernst Neizvestnyj che col passar del tempo è diventato un amico di Komarov. “Questa mostra è un omaggio ed un augurio per il compleanno di Ernst Neizvestnyj”, – dice il collezionista.

La mostra di Neizvestnyj, i cui monumenti giganti sono sparsi in tutto il mondo non è un compito semplice. Anche nelle forme meno grandi egli resta uno scultore di monumenti. Al Manege si può vedere, ad esempio, il suo “Elfo dorato” – la statuetta creata per il premio russo “Trionfo” nel campo della letteratura e dell’arte. I suoi centauri lacerati dalla passione possono essere di ogni dimensione. Il centauro è alter ego dello scultore. Così lo chiamano gli amici e così si sente egli stesso. Neizvestnyj ha inventato “la teoria del centauro” della fusione tra uomo, animale e macchina; la teoria in cui si sono uniti le aspirazioni dei fisici e dei lirici degli anni 60. Il centauro di Neizvestnyj sembra una risposta al Minotauro di Picasso. Due maestri davvero hanno tanto in comune: la stessa potenza artistica e umana, la stessa percezione drammatica del mondo.

Fonte: theartnewspaper.ru 04/01/2016. Tradotto da Valeria Mordashova