Gli avvenimenti che hanno segnato il 2015 – RIA. ru

Traduzione di Simona Fonti.  Fonte: RIA Novosti

Gli attentati in Egitto e in Francia

Il 31 ottobre 2015 è avvenuta la più grande tragedia nella storia dell’aviazione sovietica e russa: la linea Airbus A321 della compagnia aerea Kogalymavia, alzatasi in volo dalla località egiziana di Sharm El Sheik verso San Pietroburgo, è stata l’obiettivo di una sciagura nel nord della penisola del Sinai. Nella catastrofe son morti tutte le 224 persone che si trovavano a bordo, la maggior parte delle quali erano cittadini russi. In seguito L’FBI, secondo i risultati delle indagini, ha univocamente classificato l’incidente come atto terroristico, dato che nel velivolo era scoppiato un dispositivo predisposto per l’autoesplosione.

Nel giro di due settimane la Francia ha vissuto lo stesso giorno di terrore: i terroristi hanno organizzato una serie di attacchi a Parigi. Sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco gli spettatori del concerto al Bataclan e alcuni clienti dei cafe parigini, e si sono udite tre esplosioni nello stadio per migliaia di persone “Stade de France”, nel quale era in corso la partita di calcio fra Francia e Germania. Nel più grande atto terroristico di cui la storia francese sia mai stata testimone sono morte 130 persone.

In entrambi in casi la responsabilità di tali attacchi è stata rivendicata dal gruppo islamico estremista ISIS.

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Operazione dell’aeronautica della Federazione Russa in Siria

L’operazione bellica in Siria, iniziata il 30 settembre 2015, è stata la prima operazione su scala mondiale della Russia postsovietica al di fuori dei confini dei territori dell’ ex Unione Sovietica. In seguito alla richiesta di ausilio militare da parte del presidente siriano Bashar Assad, la Russia ha dispiegato in Siria un gruppo eterogeneo di forze dell’aeronautica cosmica della Federazione Russa e ha iniziato ad assestare a colpi ad obiettivi militari del gruppo che si proclama Stato Islamico (bandito nella Federazione) e del Fronte an-Nusra e di altre organizzazioni terroristiche.

L’operazione ha di nuovo obbligato molti a rivalutare il potenziale dell’aeronautica russa: nel corso della campagna essa ha impressionato gli esperti per la gran quantità di decolli militari effettuati nel corso di 24 ore.

Oltre a ciò, nella campagna siriana ha avuto luogo il battesimo bellico dei missili alati sottomarini della classe Kalibr, sulla aviostazione Chmejmim è stato mostrato il 3RS S-400 Triumph per il rifornimento di PVO, e affascinano soprattutto le navi dell’aviogruppo VMF a capo della corazzata di attacco “Moskva”.

Nel corso delle operazioni non è stato possibile evitare incidenti militari. Il 24 novembre la Turchia ha assestato alla Russia un colpo”nella spina dorsale”, a causa dell’uscita di un aereo militare russo sul territorio siriano. Il velivolo dell’aviogruppo Su-24 è stato colpito da un missile aereo, lanciato dal caccia turco VVS, uccidendo il pilota del bombardiere. Le azioni di Ankara non sono rimaste prie di una risposta da parte di Mosca e dopo l’incidente Vladimir Putin ha sottoscritto un decreto sulle sanzioni economiche contro la Turchia.

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Accordi di Minsk e tregua con l’Ucraina

La sera dell’11 febbraio i leader e i ministri degli affari esteri dei 4 paesi del Formato Normandia(Russia, Francia, Germania e Ucraina) si sono riuniti a Minsk per provare a trovare, per la seconda volta, una soluzione al conflitto di Donbass. Dopo una maratona di trattative durante parecchie ore, in piena notte è stato annunciato il raggiungimento di un accordo. Fra gli altri punti vi era l’interruzione delle azioni militari, l’evacuazione di armi pesanti dalla linea di contatto e la decentralizzazione delle autorità in Ucraina attraverso la realizzazione di una riforma costituzionale, la cui condizione deve essere accordata direttamente con i rappresentanti delle autoproclamate repubbliche di Lugansk e di Doneck. Anche se il documento stabilisce il riconoscimento di Minsk da parte di tutte le parti del conflitto, il processo di regolazione va più lento di quanto detto a Lugansk e a Doneck. Le autorità di Kiev dimostrano di non essere pronti a seguire i punti dell’accordo, ma le forze militari ucraine come in precedenza mantengono serie forza sulla linea di contatto, continuando a mitragliare le posizioni dei miliziani.

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Celebrazione dei 70 anni dalla vittoria

Il 2015 è stato l’anno della celebrazione dei 70 anni dalla vittoria della Seconda guerra mondiale sulla Germani nazista. Nelle celebrazioni a Mosca hanno preso parte i leader di 26 paesi, compreso il leader della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping. Per la prima volta nella storia della parata, sul lastricato in pietra della Piazza Rossa hanno sfilato funzionari militari stranieri, dieci gruppi provenienti dall’Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Kazakstan, Kirgikistan, Tagikistan, Mongolia, Cina, Serbia e India. Il clou del programma e del suo debutto è stato il primo carro armato prototipo della Piattaforma Universale di Combattimento Armata con una ZIL-4105 per l’equipaggio e con il complesso dell’attività di difesa “Armata T-14”, simbolo del rinnovato settore industriale russo. Inoltre, per la prima volta è stata mostrata un’intera serie di nuovissimi armamenti russi.

Ma le celebrazioni non si sono limitate alla Piazza Rossa. In tutta la Russia e anche in altri 14 paesi ha avuto luogo una grandiosa azione comune “L’armata immortale”, nella quale hanno preso parte circa 12 milioni di russi. A mosca il presidente russo ha guidato una fila con cartelli e foto degli antenati che avevano partecipato alla seconda grande guerra. In tutto nella capitale per questa processione della memoria sono scese in piazza più di mezzo milione di persone.

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La Russia sotto sanzioni

A settembre dell’anno appena trascorso l’Unione Europea ha prolungato le sanzioni individuali contro i cittadini della Russia e dell’Ucraina fino a marzo 2016. Anche la Russia ha prolungato il termine di queste misure di controllo: ora fino ad agosto 2016 i fornitori provenienti dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea, dal Canada, dall’Australia e dalla Norvegia è vietato importare sul mercato russo burro, salame, prodotti ittici, verdure, frutta e latticini. Inoltre, il commercio russo ,come in precedenza, viene reciso da fonti esterne di credito e di fornitura tecnologica.

Il primo anno sotto sanzioni per la Russia non è apparso facile, ma l’economia del paese non sembra affatto “a brandelli”, come ha affermato il presidente USA Barack Obama. I singoli settori hanno ricevuto uno stimolo allo sviluppo. In particolare, l’esportazione russa dei prodotti agricoli mostra un indicatore di 20 miliardi di dollari, che, come ha dichiarato il presidente, è un quarto in più dei ricavi della vendita delle armi o più di un terzo dei proventi dall’esportazione del gas. Il livello di disoccupazione oscilla su livelli non alti, circa il 5,6%, migliora la situazione nel complesso carburante-energia, nel quale aumenta l’estrazione della benzina e del carbone. Secondo i risultati dell’anno, in Russia si metteranno in funzione più di 4,6 GW di nuovi generatori di energia. Secondo quanto detto da Putin, nonostante la chiusura dell’accesso ai mercati esteri, La Russia porterà a termine pienamente i propri obblighi verso le organizzazioni di credito internazionali, e il suo debito esterno è calato del 13%. Inoltre, la dimensione dei fondi indipendenti della Federazione Russa si trova a un buon livello dell’11,8% del PIL.

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L’uccisione di Boris Nemtsov

“Ho subito detto che questa è una pagina vergognosa della nostra storia contemporanea, e gli omicidi devono essere trovati, smascherati e puniti”, così il presidente russo ha commentato l’uccisione dell’oppositore politico Boris Nemtsov avvenuta presso le mura del Cremlino nella notte del 28 febbraio. Il politico è stato colpito sul ponte Zamoskvoretskiy, lungo il quale passeggiava accompagnato dalla sua fidanzata ucraina di 23 anni, la top model Anna Duritskaya.

Per “l’affare Nemtsov” sono state indagate cinque persone: colui che si presuppone abbia commesso l’omicidio Zaur Dadaev e i suoi complici Chamzat Bakaev, Temirlan Eskerchanov, i fratelli Anzor e Shadid Gubashevy. Per l’organizzazione dell’omicidio è stato accusato l’ufficiale del battaglione Sever, Ruslan Muchudinov, secondo la versione delle forze di polizia, nascosto negli Emirati Arabi Uniti. Nelle loro testimonianze Dadaev e Gubashev hanno spiegato la decisione dell’omicidio con l’odio viscerale verso Nemtsov, il quale supportava la pubblicazione delle caricature del profeta Maometto da parte del giornale francese Charlie Hebdo.

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Lo scandalo FIFA

Il “FIFA-gate”, il più grande scandalo nella storia del principale organo di governo del calcio mondiale è accaduto poco prima della elezione di un nuovo capo dell’organizzazione. Nei mesi di maggio e giugno 2015 la polizia svizzera su segnalazione dell’FBI ha arrestato almeno 14 funzionari di alto rango della FIFA con l’accusa di organizzazione di attività criminali, tangenti per più di 100 milioni di dollari e una serie di altri reati connessi, in particolare alla scelta dei paesi ospitanti dei campionati del mondo nel 1998, 2010, 2018 e 2022. Proseguendo nelle indagini, è stato un ex membro del comitato esecutivo, Chuck Blazer, a dire all’FBI di aver accettato tangenti nel 2011 per la scelta di Francia e Sud Africa come paesi ospiti delle edizioni dei mondiali 1998 e 2010. Lo scandalo non ha impedito la rielezione di Joseph Blatter per un altro mandato, tuttavia egli ha deciso di ritirarsi il 2 giugno.

Il 25 settembre l’ufficio federale di giustizia svizzero ha aperto un caso contro Blatter, accusandolo di aver trasferito illegalmente due milioni di franchi svizzeri verso il capo della Michel Platini nel 2011. Questi soldi sarebbero stati un pagamento per il lavoro svolto dal gennaio 1999 al giugno 2002. Il 21 dicembre il Comitato Etico della FIFA ha estromesso Blatter e Platini dal calcio per otto anni. Platini ha definito la decisione una farsa. Blatter, a sua volta, ha detto che si potrebbe trattare solo di un errore amministrativo che non ha nulla a che fare con l’etica, e poi ha annunciato il ritiro definitivo dal calcio.

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La costruzione del ponte in Crimea

In primavera, è partita la costruzione del ponte di Kerč’, collegamento tra la penisola e la terraferma, che unirà definitivamente la Crimea alla Russia. La costruzione è cominciata dalla regione del Kuban: il primo ponte ausiliario collegherà l’area di Taman compresa nella regione di Krasnodar con l’isola di Tuzla. Altri due ponti che arriveranno fino a Kerč’ saranno costruiti verso l’estate del 2016. È attualmente in costruzione anche un’autostrada con funzione di raccordo con il futuro ponte.

Le autorità dello stato hanno posto una data di scadenza: “questo progetto strategico, così come l’autostrada, dovranno essere terminati entro la fine del 2018”.

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La rimozione delle sanzioni contro l’Iran

Nella notte del 14 luglio, l’Iran insieme a sei negoziatori internazionali (5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU più la Germania) ha raggiunto un accordo storico sulla risoluzione dei problemi di lungo termine dell’atomo iraniana. Mesi di trattative hanno completato l’adozione di un piano d’azione comune, la cui attuazione eliminerà completamente le sanzioni economiche precedentemente imposte all’Iran da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti e dall’Unione europea, in cambio della verifica della natura pacifica del programma nucleare iraniano.

In Iran, questo evento è diventato una festa nazionale, dopo il raggiungimento degli accordi nelle strade si è riversato “tutto il paese”: feste popolari con balli e canti sono continuate fino a tarda notte.
L’accordo non sarebbe stato raggiunto senza la partecipazione della Russia ai negoziati, a questo proposito Barack Obama ha riconosciuto il “ruolo speciale” di Mosca nel prendere questa decisione storica. Tuttavia, il Dipartimento di Stato ha osservato che l’accordo sull’Iran annulla piani per costruire un sistema di difesa missilistica in Europa.

La rimozione delle sanzioni contro l’Iran ha cambiato seriamente l’equilibrio di potere in Medio Oriente. Questo passo, in particolare, ha permesso all’Iran di espandere il volume di ordini di materiale militare russo – è stato siglato un accordo per la fornitura all’Iran di sistemi di difesa aerea S-300 – e questo non sarà certamente l’ultimo affare. Un altro aspetto importante: sul mercato del petrolio, che sta vivendo momenti difficili, torna uno dei principali attori che nel tempo non farà che aumentare la propria influenza.

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La crisi dei rifugiati in Europa

Le crisi in Medio Oriente e l’instabilità in Nord Africa ha creato nel Vecchio Mondo la crisi dei rifugiati più grande dalla Seconda Guerra Mondiale. Circa 1,2 milioni di cittadini siriani e provenienti da altri paesi del Medio Oriente sono arrivati ​​in Europa attraverso le porte meridionali dell’Europa: la Turchia e la Grecia. Molti rifugiati non sono stati in grado di raggiungere il continente a causa dei numerosi casi di naufragio. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), più di 3600 persone sono morte in mare. Coloro che sono riusciti a entrare nella UE, hanno cercato di muoversi ulteriormente lungo la “rotta balcanica”, di preferenza verso la Germania, dove alla fine si è raccolto il maggior numero di rifugiati.

A causa della crisi migratoria, tra i membri della Comunità europea sono sorte obiezioni in merito ad un principio importante per il funzionamento dell’Unione europea: il trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione. Per contrastare il flusso di migranti provenienti Austria, Germania, Slovacchia, Ungheria e Bulgaria hanno introdotto controlli all’interno delle frontiere Schengen, sono stati costruiti muri e recinzioni temporanee con filo spinato. Sono state portate avanti anche iniziative più radicali, per esempio la chiusura delle frontiere esterne, e si considerano misure per introdurre quote per la distribuzione uniforme dei rifugiati in tutti gli Stati membri.

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Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com

Simona Fonti

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com