I russi si impoveriranno più velocemente – di fronte c’è ancora un anno di recessione

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha rivisto le previsioni per il 2016: recessione anziché crescita

Fonte: Vedomosti del 15/01/2016. Traduzione di Antonino Santoro – 15/01/2016

I funzionari di governo stanno discutendo riguardo l’aggiornata versione delle previsioni socio-economico del Ministero dello Sviluppo Economico (in possesso di “Vedomosti”): il PIL scenderà dello 0,8% contro una crescita attesa del 0,7%; il tasso medio annuale del cambio del Rublo sarà di 68,2 rubli / $; il prezzo dell’Urals sarà di $ 40, l’inflazione sarà del 8,5%; la fuga di capitali di $ 50 miliardi. Secondo un funzionario federale, i parametri di questa previsione potrebbero costituire la base degli emendamenti al bilancio. “Nelle prossime due settimane il primo ministro ha previsto una serie di incontri e riunioni con esperti sulla situazione socio-economica e sulla politica fiscale” – ha detto a “Vedomosti” la sua portavoce Natalya Timakova. Un rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico si è limitato ha ricordare le parole del ministro Alexei Ulyukayev: una nuova previsione la si avrà a gennaio.

Nel bilancio del 2016 potrebbe essere inserito il prezzo del petrolio a $ 40 al barile, ha detto il Ministro delle Finanze Anton Siluanov avvertendo però che è necessario prepararsi anche ad un prezzo di $ 30. Il Vice Ministro delle Finanze Maksim Oreshkin ritiene che in caso di un prezzo medio annuale del petrolio di $ 40 al barile, le prospettive di crescita economica sono “vicina allo zero”. Al momento il bilancio è calcolato in base ad un prezzo medio annuo del petrolio di $ 50.

Secondo i calcoli del Ministero dello Sviluppo Economico i russi continuano ad impoverirsi. Il salario reale si ridurrà non dello 0,2% ma del 3,5%, il reddito della popolazione si ridurrà del 4% e non dello 0,7% mentre la disoccupazione salirà al 6,3% (in precedenza era allo 5,8%).
La crescita (dello 0,6%) della produzione industriale è stata annullata dalla nuova previsione che vede invece il perdurare della flessione dello 0,4%.

La crisi degli investimenti durerà ancora per il quarto anno, si aspetta Natalia Akindinova del Centro sviluppo della Scuola Superiore di Economia ma, quel che è peggio, sarà un altro anno di caduta del tenore di vita della popolazione; e una ripresa dei consumi sarebbe l’unica cosa che potrebbe fare uscire l’economia dalla recessione. Secondo i nuovi calcoli i consumi diminuiranno del 2,5% al posto di una crescita prevista dello 0,4%. Gli investimenti continueranno a calare del 5%.

Secondo Vladimir Tichomirov capo economista della BKS, in generale si tratta di una previsione realistica. La flessione sarà inferiore rispetto al 2015 (3,7-3,8%, sono i dati del Ministero dello Sviluppo Economico). Ma se non si verificherà un rapido rimbalzo dei prezzi del petrolio, allora una seconda ondata di crisi darà il via ad un nuovo processo di adattamento con una riduzione dei costi aziendali, un aumento dei disoccupati, una caduta dei salari e dei consumi e questo si tradurrà in una recessione più profonda e prolungata, è l’opinione di Evgenij Nadorshin di PF “Kapital”.

Secondo alcune previsioni di “Vedomosti” nel 2016 il prezzo mediano del petrolio sarà di $ 50; il tasso medio annuo sarà di 68,4 rubli /$; i redditi delle persone, i consumi e gli investimenti continueranno a scendere. Secondo Aleksej Kuprin ex Ministro delle Finanze e Presidente del Comitato per le iniziative dei cittadini, uno scenario ottimistico per i prossimi 5-7 anni è quello del petrolio a $ 40-60 al barile: “Se ci prepariamo per un intervallo di $ 20-30 tutto il resto sarà per noi un bonus premio”.

E’ possibile discutere sui singoli parametri della previsione, ma anche nel caso di un rimbalzo del prezzo del petrolio è ovvio che una recessione vi sarà, ha detto Dmitry Polevoj di ING. Resta poi il problema se le misure annunciate riguardo all’ottimizzazione del bilancio saranno sufficienti per mantenere il disavanzo al 3%. Il governo ha già annunciato una riduzione del 10% delle spese di bilancio. Si intende poi raccogliere un altro trilione nei prossimi due anni attraverso le privatizzazioni. I sempre maggiori discorsi riguardo le privatizzazioni sono certamente positivi, ma vi è scetticismo circa la possibilità di attuarle nelle attuali condizioni, ha affermato Polevoj. Il dibattito pubblico è in gran parte incentrato sul bilancio federale ma una ottimizzazione delle spese è necessaria anche per i bilanci regionali e per i fondi fuori dal bilancio, dice Polevoj.

Secondo un funzionario federale è in discussione una ottimizzazione ancora più profonda. Fondi complementari possono essere trovati nelle aziende statali, nei ministeri e nelle regioni dove il dibattito non riguarda solo le spesa, ma anche il personale di ruolo. “Dobbiamo prepararci al peggio ma anche tenere a mente che l’adeguamento, seppur doloroso, è necessario”. Secondo un importante uomo d’affari, l’anno più duro non sarà questo ma il prossimo quando si esauriranno le riserve statali. “Con l’esaurimento delle riserve vi sarà un rinsavimento e le autorità capiranno che le riforme sono l’unico modo per far uscire l’economia dalla crisi” si augura.

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Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com