Il sottosegretario al Ministero delle Finanze USA accusa il presidente Putin di corruzione

Il sottosegretario al Ministero delle Finanze USA, Adam Szubin, ha denunciato la partecipazione del presidente Vladimir Putin a schemi di corruzione. Lo ha dichiarato in un’intervista alla BBC.

Traduzione di Debora Pierozzi

«Abbiamo visto come arricchisce i suoi amici, i suoi alleati più stretti e come marginalizza coloro che non appartengono alla sua cerchia di amici e che non occupano cariche statali. Che si tratti della ricchezza energetica russa o di altri contratti statali, egli è disposto a concederli solo a chi crede possa essere al suo servizio, escludendo coloro dei quali dubita. A mio parere questa è corruzione», ha denunciato Szubin.

Secondo le sue parole, gli USA «già da molti anni» erano al corrente del coinvolgimento del presidente russo negli schemi della corruzione.

Il rappresentante del Ministero delle Finanze USA ha osservato che Vladimir Putin percepisce uno stipendio di circa 110 mila dollari all’anno, tuttavia ciò non è un indice preciso del suo patrimonio. Egli ha evidenziato che il presidente russo «ha lavorato per lunghi anni a vari modi per poter mascherare il suo patrimonio».

Come sostengono i giornalisti della BBC, l’ex direttore della “Sovkomflot”, Dmitrij Skarga, ha curato la cessione a Putin dello yacht “Olympia” da parte di Roman Abramovič per la cifra di 37 milioni di dollari. Egli stesso aveva raccontato alla compagnia che lo yacht era stato trasferito a Putin attraverso una società offshore ed era stato pagato con denaro proveniente dal budget statale.

La BBC osserva che il governo USA ha introdotto le sanzioni nei confronti dell’entourage del presidente russo, tuttavia questa è la prima volta che le accuse riguardano lo stesso Vladimir Putin.

Commentando la dichiarazione delle autorità USA ai giornalisti britannici, l’addetto stampa di Putin, Dmitrij Peskov, ha denunciato che «nemmeno una di queste domande necessita di una risposta, in quanto sono delle pure invenzioni».

Gli USA e l’Unione europea hanno introdotto sanzioni contro soggetti fisici e giuridici russi nel marzo del 2014. Le restrizioni, legate al conflitto in Ucraina e all’annessione della penisola della Crimea alla Federazione Russa, riguardavano le corporazioni statali russe e anche l’entourage del presidente Vladimir Putin. Da quel momento le restrizioni sono state prolungate più volte. In risposta Mosca a partire da agosto 2015 ha stabilito l’embargo sull’importazione di una serie di prodotti provenienti dai quei paesi che hanno aderito alle sanzioni antirusse.

 

Fonte: Novaja Gazeta del 25/01/2016

Debora Pierozzi

Collaboro al progetto di RIT spinta dalla passione per la lingua russa e dal forte interesse per il contesto post-sovietico