Sergej Lavrov a Muscat ha parlato di petrolio e Siria

L’incontro nella capitale dell’Oman si è rivelato produttivo

Traduzione di Antonino Santoro

Il Capo del Ministero degli Esteri russo Sergej Lavrov il 3 febbraio è atterrato a Muscat, capitale dell’Oman. Secondo una fonte di “Izvestija” la visita in Oman ha una importanza diplomatica sullo sfondo della crisi siriana e della situazione nel mercato petrolifero soprattutto a causa della posizione estremamente moderata dell’Oman riguardo tali questioni.

L’Oman è un importante produttore di petrolio ma non fa parte dell’OPEC. A metà gennaio il ministro dell’Energia Mohammad Al-Rumhi ha annunciato che l’Oman è pronta a diminuire la produzione petrolifera del 5-10% per mantenere il prezzo sul mercato ed ha invitato altri paesi a fare altrettanto. In questo modo se si dovesse tenere un non pianificato incontro tra paesi membri dell’OPEC ed altri stati produttori di petrolio, allora la Russia avrebbe almeno un alleato su tale questione.

Questo risulta molto importante se si tiene conto del desiderio degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita di diminuire le estrazioni.

Il Capo dell’ente per la politica estera russa è stato ricevuto dal Vice Presidente del consiglio dei ministri del Sultanato dell’Oman Fahd bin Mahmud Al-Said ed anche dal suo collega Yusuf bin Alawi Ministro degli Esteri dell’Oman.

Alla fine delle trattative il Ministro russo ha confermato la disponibilità di Mosca al dialogo sia con i paesi OPEC sia con i paesi produttori di petrolio ma che non fanno parte di tale organizzazione.

“Noi discutiamo oggi di questo argomento con il collega dell’Oman, ieri ad Abu Dabi abbiamo parlato con altri produttori petroliferi. I vecchi meccanismi non funzionano più. Questa è una posizione comune. Io non credo che vi sia anche un solo partecipante che capisca fino in fondo i meccanismi del mercato attuale. Il mercato petrolifero dipende da molti fattori” ha annunciato il Ministro russo.

E’ avvenuto anche uno scambio di opinioni sulla situazione nel vicino Oriente con particolare riguardo alla situazione del Golfo Persico alla luce della crisi politica interna in Yemen.

Il tema principale è stata la situazione in Siria: una soluzione politica e la lotta al terrorismo nella regione sullo sfondo del lancio dei negoziati di Ginevra.

Il Ministro russo ha osservato “malumore” tra i partecipanti ai negoziati siriani. Dato che gli oppositori di Rjad sono arrivati vantando delle condizioni, adesso anche l’opposizione, la cui lista è stata formulata nei negoziati al Cairo e a Mosca, non vuole sedersi al tavolo delle trattative se non a patto che vengano realizzate alcune richieste. Secondo Lavrov un tale atteggiamento non porterà ad una pacificazione della situazione in Siria.

Mosca a sua volta ha adempiuto tutte le condizioni. Una delegazione del governo siriano è arrivata a Ginevra senza alcun genere di condizioni ed è pronta a sedersi al tavolo dei negoziati con tutte le parti dell’opposizione.

La posizione di Mosca e di Muscat in tale questione coincidono: il destino della Siria può essere deciso solo dal popolo siriano.

Verso la fine degli incontri è avvenuta la firma di un accordo tra il governo della Federazione Russa e il Sultanato dell’Oman riguardo la reciproca abolizione dei visti per coloro che posseggono un passaporto diplomatico, speciale o di servizio.

Fonte:Izvestija 3/02/2016

Potrebbe interessarti

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com