I presidenti di Russia e Stati Uniti discutono la situazione in Siria e in Ucraina

La conversazione telefonica, in base alla comunicazione del Cremlino “ha avuto un carattere di lavoro ed apertura “

Fonte: Kommersant 14/02/2016. Traduzione di Marcello De Giorgi

Vladimir Putin e Barack Obama hanno discusso nel corso di una conversazione telefonica quanto sta accadendo in Siria e in Ucraina. Secondo il servizio stampa del Cremlino, il dialogo è stato avviato dalla parte americana. Il presidente russo, parlando della lotta allo “stato islamico”, ha ricordato la creazione di un fronte unito contro il terrorismo. Per quanto riguarda la situazione in Ucraina, Vladimir Putin ha espresso la speranza di una rapida risoluzione del conflitto nella parte orientale del paese, secondo gli accordi di Minsk.

Oggi, 14 febbraio, i presidenti della Russia e degli USA, Vladimir Putin e Barack Obama in una conversazione telefonica hano discusso una serie di questioni. Si fa notare che la conversazione è stata avviata da parte americana, e che essa ha avuto “un carattere di lavoro e di apertura”.
Il principale argomento di conversazione è stato la risoluzione del conflitto siriano. “Al centro dello scambio di opinioni è stata la questione siriana. Da entrambe le parti è arrivata una valutazione positiva dei risultati della riunione del gruppo internazionale di sostegno alla Siria avvenuta a Monaco il 11-12 febbraio. Il presidente russo ha sottolineato ancora una volta l’importanza di creare un fronte comune contro il terrorismo ed il rifiuto ad un duplice standard”, – ha detto in un comunicato pubblicato sul sito del presidente. Inoltre, le parti hanno convenuto di intensificare la cooperazione a livello diplomatico e anche per quanto riguarda altri enti.

Durante i colloqui si è anche trattato della situazione in Ucraina. Le parti russe e statunitensi, come è stato comunicato, hanno considerato ciò che sta accadendo in questo paese, ed una serie di misure per cessare il conflitto, sulla base degli accordi di Minsk il 12 Febbraio 2015 per risolvere il conflitto. A questo proposito, Vladimir Putin “ha espresso la speranza che le autorità di Kiev adotteranno misure concrete per un rapido adempimento dei loro obblighi, tra cui la creazione di un dialogo diretto con il Donbass, l’attuazione di una amnistia, una riforma costituzionale, il coordinamento con i rappresentanti di Donetsk e Lugansk, e l’entrata in vigore delle modifiche alla legge sullo statuto speciale “.

Perché le sanzioni contro la Russia possono venire ritirate nei prossimi mesi

Nei prossimi mesi gli accordi di Minsk per la risoluzione della situazione in Ucraina possono essere utilizzati per aprire la strada alla revoca delle sanzioni nei confronti della Russia. Lo ha affermato in occasione della sessione del World Economic Forum di Davos, il Segretario di Stato americano John Kerry. Anche a Mosca sono ottimisti: come ha detto cenerdì il capo della VTB Andrej Kostin, ci sono segnali incoraggianti per l’abolizione delle sanzioni anti-russe da parte di UE e USA o per un loro abbassamento nel 2016 o 2017.

La Costituzione e gli accordi di Minsk

Il governo di Ucraina all’inizio del 2016 ha cambiato drasticamente le tattiche di modifica della Costituzione in termini di decentramento, l’adozione della quale è una delle condizioni dell’accordo di Minsk riguardante la pacificazione del Donbass. Se nell’ultima settimana l’enfasi era sul convincere i deputati del Parlamento a votare le modifiche entro la fine di questa sessione parlamentare, ora la questione si pone in modo diverso e il presidente Petro Porošenko e il primo ministro Arsenij Jacenjuk si sono mostrati a favore di un rinvio degli emendamenti costituzionali.

“Questo include tutte le parti in conflitto, con l’eccezione di terroristi”

Nella notte del 12 gennaio, prima dell’apertura della conferenza sulla sicurezza, a Monaco ha avuto luogo un incontro del gruppo internazionale di sostegno alla Siria i cui membri hanno convenuto di per ottenere un cessate il fuoco nel paese entro la settimana, nonché di ampliare e organizzare la consegna di aiuti umanitari ai siriani. La Russia era rappresentata dal ministro degli Esteri Sergej Lavrov. Insieme a lui, per risolvere le divergenze che ostacolano la ripresa dei negoziati sulla situazione siriana, hanno lavorato delegazioni di due dozzine di paesi.

Julija Alekseeva

 

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Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.