Gli stipendi russi potrebbero subire ancora diversi tagli

Il risparmio sul personale frena l’aumento dei disoccupati

Molti russi non lascerebbero il proprio lavoro anche se gli venisse ridotto lo stipendio di due o tre volte, ha evidenziato un sondaggio di “NG”. A fissare tale schema vi sono anche dagli esperti dell’Accademia presidenziale dell’Economia Nazionale. Gli esperti ritengono che la riduzione degli stipendi reali e addirittura anche di quelli nominali frena l’aumento dei disoccupati nella Federazione Russa. Il numero dei disoccupati registrati nella Federazione Russa cresce dell’1-2 % alla settimana ed ha già superato il milione di persone. Ancora più velocemente cresce l’esercito dei “licenziati a tempo determinato” ovvero di coloro che sono mandati in congedo non retribuito oppure sono impiegati con orari settimanali ridotti.

“L’insignificante crescita degli stipendi in termini nominali e l’alto livello di inflazione hanno comportato nel 2015 ad una riduzione media degli stipendi, in termini reali, del 9.5 %.

Si tratta di un calo ben peggiore rispetto alla precedente crisi quando con una caduta del PIL del 7,8% nel 2009 gli stipendi reali erano diminuiti solo del 3,5%” ha dichiarato Viktor Ljashok dell’Accademia Russa dell’Economia Nazionale e della Pubblica Amministrazione. Secondo la sua opinione la crescita degli stipendi nominali si è gradualmente abbassata negli ultimi due anni e adesso è praticamente uguale a zero. La diminuzione degli stipendi reali e l’accelerazione dell’inflazione hanno portato al fatto che per i datori di lavoro conviene molto raramente licenziare i propri impiegati.

Le riserve per la diminuzione degli stipendi, sembrano essere ancora molto significative. Il sondaggio di “NG” condotto su un campione casuale di lavoratori russi dimostra che persino una triplice diminuzione dello stipendio non spingerebbe i russi a licenziarsi in tronco. Ecco che quindi è possibile tagliare tranquillamente anche lo stipendio di lavoratori fortemente indebitati o di cittadini anziani. Tale sondaggio non può essere considerato assoluto ma mostra comunque una situazione generale del mercato del lavoro.

D’altronde esistono anche dei gruppi più mobili che in modo relativamente facile troverebbero un nuovo lavoro e si licenzierebbero persino per una diminuzione poco significativa dello stipendio. “Nel business nella ristorazione gli stipendi del personale di linea non sono alti e per questo motivo una loro diminuzione del 30% porta in genere i lavoratori a licenziarsi rapidamente” – dice Ekaterina Starodubceva fondatrice della compagnia Burma Recruitment.
“Nelle città monoproduttive i lavoratori accettano qualsiasi diminuzione dello stipendio che non porti ad un totale azzeramento del guadagno. Una situazione simile avviene anche in molti impianti industriali i cui lavoratori con molta difficoltà troverebbero un analogo impiego senza doversi trasferire in un’altra città. A tenersi ancora più stretti i propri lavori saranno poi i cittadini della campagna o dei piccoli centri regionali” – afferma Tamara Kas’janova socio amministratore della compagnia “2K”. La situazione è diversa per le grandi città. “Quando nella capitale o nei grandi centri regionali si prova a tagliare gli stipendi, si verificano dei vivaci spostamenti del personale” – considera la Kas’janova.

“Le unità di lavoratori di base spesso vedono una riduzione dello stipendio del 50-60% e l’introduzione di premi extra legati al raggiungimento di alcuni obbiettivi. Per le unità ausiliarie gli stipendi potranno essere temporaneamente tagliati del 20-60%. Al momento attuale, tali accordi extra vengono firmati con gli impiegati solo per un tempo determinato di alcuni mesi” – racconta Kirill Jakovenko analista della compagnia “Alor Broker”. Ma tale situazione si verifica solo nelle grandi città. Nelle regioni le persone, di norma, sono disposte a lavorare per diversi mesi senza ricevere alcuno stipendio dato che i cittadini non hanno in pratica alcuna alternativa.

E’ d’altronde impossibile cercare di salvare completamente i posti di lavoro attraverso un abbassamento degli stipendi. “Dal 3 al 10 febbraio il numero dei disoccupati registrati è aumentato dell’1,3% contando 1029795 persone” ha dichiarato ieri il Ministero del Lavoro russo. In modo ancor più veloce cresce il numero di cittadini non completamente occupati. “Il numero totale dei lavoratori non a tempo pieno e di quelli messi in congedo concordato è cresciuto del 5,3% fermandosi a 268mila persone” ha riferito il Ministero del Lavoro esponendo i dati del monitoraggio quotidiano sul mercato del lavoro. Al Ministero hanno poi fatto notare come alla fine di gennaio il numero di offerte lavorative dichiarate dai datori di lavoro negli uffici di collocamento era di 1,1 milione.

Secondo i dati del Ministero del Lavoro una crescita dei disoccupati è stata avvertita in 77 regioni del paese. Di queste, 69 regioni hanno osservato un aumento della disoccupazione maggiore dell’1%. La crescita più significativa di disoccupati è avvenuta nelle oblast’ di Sachalin, Magadan, Lipeck, Omsk e Astrachan’.

Fonte: NG 15/02/2016 Traduzione di Antonino Santoro

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com