Come la Russia ha vissuto un anno senza Boris Nemtsov

La morte del politico non è diventata un sacrificio espiatorio

Fonte: Vedomosti 26/02/2016. Traduzione di Marcello De Giorgi

La notte del 27 febbraio, nel cuore di Mosca, è stato ucciso uno dei leader dell’opposizione: Boris Nemtsov. L’omicidio su commisione presso le mura del Cremlino ha dimostrato che il paese e la società hanno attraversato un limite, oltre il quale la sicurezza personale non è garantita nemmeno vicino alla residenza del capo dello Stato. Lo stato ha perso il monopolio della violenza, che è sempre più utilizzato da coloro che credono che la lotta contro i “nemici” non sia abbastanza energica.

Vladimir Putin ha subito definito l’uccisione “provocatoria” ed ha chiesto ai capi dei servizi speciali il controllo sulle indagini. FSB ed il Comitato Investigativo della Russia hanno rintracciato e arrestato rapidamente i colpevoli (che presto dovranno presentarsi al processo), dei collaboratori del ministero dell’Interno ceceno. Tuttavia dopo di questo le indagini si sono fermate. Gli investigatori non sono stati in grado di arrivare al ufficiale del battaglione “Sever” Ruslan Geremeev, che potrebbe a sua volta essere coinvolto nel caso di omicidio. Il capo della Cecenia ha definito Zaur Dadaev, accusato dell’omicidio, un “partiota della Russia”. Lo stesso Kadyrov non è stato messo in discussione, nonostante la richiesta dei parenti di Nemtsov e dei suoi avvocati. Le indagini definiscono ora l’autista Geremeeva Ruslan Muhudinova come mandante ed organizzatore (egli è sulla lista dei ricercati internazionali), oltre ad “altre persone non identificate”.

Dopo l’assassinio di Nemtsov le provocazioni contro la “opposizione al sistema” sono diventate più frequenti. Ramzan Kadyrov ei suoi sostenitori hanno definito gli oppositori “nemici del popolo” ed hanno caricato in rete video provocatori. È avvenuta una serie di piccoli attacchi contro i leader dell’opposizione. Stanno cercando di presentare la caccia agli oppositori come una farsa, ma questo non significa che i direttori di cattive commedie abbiano abbandonato generi più brutali.

Le autorità sono alle prese con la memoria della politica. Gli attivisti filo-governativi distruggono periodicamente il memoriale informale a Nemtsov sul ponte bol’šoj kamennyj. In alcune città, le autorità hanno dato con difficoltà il consenso agli eventi per l’anniversario della morte.

La morte Nemtsov non è diventata sacrificio espiatorio, dopo il quale le autorità e la società hanno capito che non si può più vivere in questo modo. In sostanza la vita è rimasta la stessa, dice Alexej Makarkin. I partiti liberali continuano nelle loro lotte intestine.

I parlamentari si esercitano ad una legiferazione proibitiva, esacerbando il clima di paura, secondo il politologo Alexander Kynev. I cittadini, secondo il “Levada-Center”, non provano alcun sentimento in relazione alla morte di Nemtsov. È solamente aumentato dal 44 % al 52% la quota di quelli convinti che l’uccisione non verrà chiarita.

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.