Cinque romanzi immortali di Umberto Eco

In Italia, è morto il famoso scrittore Umberto Eco. “Izvestia” ha creato una selezione di cinque romanzi che hanno dato vita alla fama letteraria dello scrittore

Umberto Eco ha iniziato la sua carriera letteraria non con opere d’arte ma con articoli scientifici. Così la prima opera stampata fu “Arte e bellezza nell’estetica medievale”, seguita da diverse altre raccolte dedicate alla letteratura, all’etica e alla semiologia, anche se la fama mondiale di Eco deriva dai suoi romanzi. “Izvestia” ha pubblicato una selezione dei libri più famosi dello scrittore.

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Cinque scritti morali

Nella prefazione della propria selezione Eco ha scritto: “I saggi qui raccolti hanno due caratteristiche comuni. In primo luogo, sono stati creati per caso, per essere trattati a conferenze e sedute. In secondo luogo, nonostante la varietà dei soggetti trattati tutti i saggi hanno un carattere etico, vale a dire, parlano di cosa è bene fare, cosa è male, e cosa non dovrebbe essere fatto in nessuna circostanza”.

In effetti, di tutti questi testi l’autore ha parlato davanti ad un pubblico. Il nome parla da sé e non ha bisogno di commento: “Fascismo eterno”, “Concettualizzare la guerra”, “Sulla stampa”, “Migrazione: la tolleranza e l’intollerabile”, “Quando la scena arriva un Altro”.

L’Italia durante la seconda guerra mondiale era coalizzata con la Germania nazista, cosa che costituiva un dolore distinto per lo scrittore. Eco è sempre rimasto uno strenuo oppositore della ideologia del Terzo Reich, e spesso è tornato su questo nelle proprie opere.

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Il nome della rosa

Il primo romanzo di Eco, che è ancora oggi ristampato con successo in diverse lingue, è uscito in Italia nel 1980. In Russia è stato pubblicato nel 1989, tradotto da Elena Kostjukovič. Il protagonista, l’ex inquisitore Guglielmo da Baskerville, indaga su una serie di delitti in un monastero di monaci benedettini. “Che cos’è l’amore? In tutto il mondo né l’uomo, né il diavolo, né qualsiasi altra cosa mi ispira tanto sospetto quanto l’amore, poiché esso penetra nell’anima più profondamente che in tutti gli altri sensi. Niente al mondo ti prend a tal modo, in tal modo da ti ghiaccia il cuore, come l’amore. Pertanto, se non si dispone nell’anima di un arma, per domare l’amore, l’anima è vulnerabile e non ha alcun scampo “.

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Il pendolo di Foucault

Il secondo, e forse il più complesso romanzo di Eco ha creato un proprio dizionario a parte. Il libro è pieno di riferimenti alla Kabbalah, a trattati medievali sull’alchimia e ad altre conoscenze segrete. Come soggetto ha tre amici editori che per scherzo decidono di creare la loro società segreta basata sulla lettura di libri sul occulto. Tuttavia lo scherzo non è più così innocuo dato che uno dei personaggi inizia la ricerca di una vera società segreta, sicuro di aver trovato la chiave per il tesoro perduto dei Cavalieri Templari. “Il mondo è monotono, la storia non insegna nulla alle persone, e in ogni generazione vi sono le stesse paure, le medesime passioni, gli eventi non si ripetono, ma non lo si ricorda… Novità, scoperte, rivelazioni, tutto diventa obsoleto.”

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Baudolino

Il romanzo, che è considerato essere di genere fantasy, racconta la vita di un giovane contadino, adottato dal famoso imperatore tedesco Federico Barbarossa. Dopo aver sentito storie di terre sconosciute e avventure straordinarie, Baudolino va alla ricerca del regno del Prete Giovanni, incontrando lungo il percorso l’intero bestiario antico e medievale. In questo libro, Eco ha creato un a lingua artificiale, una miscela di linguaggi medievali.

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Storia della bruttezza

Il libro, la doppia “Storia della bruttezza”, è stato pubblicato a cura di Umberto Eco. In esso Eco esamina il fenomeno del brutto, trattando il tema della bruttezza sempre collegata al male. L’opera si basa del lavoro scientifico di Eco “Arte e bellezza nell’estetica medievale.”

“Esiste un canone di bellezza, lo studio della proporzione e dell’armonia, esistono un numero impressionante di definizioni filosofiche di bellezza nella natura e nell’arte. Quando si tratta del brutto, è difficile trovare una definizione sintetica e efficace. L’ideale della bruttezza non esiste, e di fronte a questo regno multiforme uno storico della cultura è costretto a cercare un concetto generale, e dare il più possibile un catalogo dettagliato del vile, dell’orribile, del disgustoso”.

Fonte Isvestija.ru 23/02/2016 – Traduzione di Marcello De Giorgi

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.