Senza mettere blocchi

Perché possono vietare Yandeks.Novosti e Google News – Fonte Lenta.ru 25/02/16 Traduzione di Marcello De Giorgi

I deputati Alexej Kazakov e Alexander Jušenko hanno portato alla Duma un progetto di legge, che di fatto equipara gli aggregatori di notizie, tra cui Yandeks.Novosti e Google News, ai mezzi di informazione. Cosa può portare questo e perché il Ministero delle Comunicazioni vi si oppone , “Lenta.ru” cerca di fare ordine.

Cosa vogliono i deputati?

I deputati, di fatto, intendono equiparare Google News, Yandeks.Novosti assieme ed una serie di altre risorse, con un pubblico di più di un milione di persone ai mezzi di informazione di massa. Per fare questo si apprestano ad includere nella legge sui mezzi di informazione di massa il concetto di “aggregatore di notizie”: una risorsa online che raccoglie, elabora e diffonde informazioni.

Per queste risorse entrerà in vigore un particolare regime giuridico, ed esse verranno multate per la pubblicazione di informazioni false. Inoltre si propongono di limitare al 20% la partecipazione straniera al loro capitale. Una tale limitazione si applica già a tutti i media russi.

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Il deputato Aleksander Jushenlo sostiene che il 60% degli utilizzatori legga notizie tramite gli aggregatori.

A cosa serve?

Il co-autore del disegno di legge Alexander Jušenko sostiene che circa il 60 per cento degli utenti legge le notizie attraverso programmi di ricerca e aggregatori di notizie, piuttosto che attraverso i media tradizionali. “Queste risorse definiscono l’ordine del giorno delle news, ordinando le notizie. Questa funzione richiede la stessa responsabilità di quella dei media ufficiali”, ha spiegato il deputato. Sui dati di quale studio si è basato non è stato precisato.

A chi si applica?

Una fonte del giornale Kommersant presso la Duma di Stato sostiene che il campo di applicazione della legge sarebbe allargato a 30 grandi aziende. Tra queste Yandex, Mail.ru, Google, Rambler, VKontakte, Sputnik, Facebook e Twitter.

Il consigliere del Presidente della Russia per quanto riguarda Internet, German Klimenko, ritiene che la lista sarà più breve, in quanto non tutti gli aggregatori raggiungono il milione di visualizzazioni al giorno.

Come funzionerà?

Sugli aggregatori si applicheranno le stesse leggi che si applicano ai mezzi di comunicazione, tra cui il divieto di propaganda di estremismo, di diffusione di armi e droga, ed il turpiloquio. Questo significa filtrare tutte le informazioni pubblicate su base giornaliera. Gli aggregatori faranno parte del registro del Roskomnadzor (il Servizio federale per la supervisione nella sfera della connessione e comunicazione di massa, Ndr), ed esso potrà richiedere la rimozione di informazioni errate.
Se l’aggregatore non rimuove le informazioni false, verrà multato da 400 mila rubli per gli individui fino a cinque milioni di rubli per le persone giuridiche.

Nel disegno di legge si parla inoltre di “misure per arginare la diffusione di false azioni di informazione” sotto denuncia di organismi autorizzati. Non è chiaro se si tratti di un blocco cautelare dei siti web, che potrà essere utilizzato quando un sito diffonde informazioni estremiste.

Cosa attende gli aggregatori?

Ancora non è chiaro. In primo luogo, elaborare l’intero volume dei messaggi negli aggregatori di notizie non è realistico. Ad esempio, il servizio Yandeks.Novosti indicizza automaticamente ogni giorno oltre 100 mila notizie da quasi settemila fonti.

In secondo luogo, gli aggregatori saranno responsabili per i contenuti di qualcun altro, anche se il messaggio originale viene riprodotto testualmente e con ogni riferimento. Secondo la legge sui media la responsabilità ricade esclusivamente sull’autore del messaggio.

A Yandex sono convinti che se il disegno di legge sarà approvato, Yandeks.Novosti dovrà chiudere.

Inoltre, per rispettare la legge, Google dovrà registrare una propria filiale in Russia. Jušenko propone a Google di registrare un soggetto giuridico russo sotto il nome di “Gugl.Novosti”.

Cosa pensano al Ministero delle Comunicazioni?

Si oppongono. Il vice ministro Alexej Volin, ha detto che con lo stesso concetto i media posso essere equiparati alle edicole.

“Possiamo vedere nella vetrina dell’edicola le copertine di giornali e riviste, e siamo in grado di leggerne i titoli, non sono forse aggregatorie di notizie?” ha dichiarato.

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Aleksej Volin

Inoltre si sono stupiti di come gli autori dell’iniziativa non abbiano effettuato alcuna consultazione con il loro ente, nonostante nella bozza del documento sia scritto che la conformità delle nuove regole debba essere subordinata al Ministero delle Comunicazioni.

Perché il consigliere del presidente è a favore?

German Klimenko ha sostenuto i deputati. Ritiene che una volta esistenti gli aggregatori di notizie, sia necessario dotarli di uno status giuridico. Egli chiede di non drammatizzare la situazione. In primo luogo, ha detto, questa legge non riguarderebbe tutti gli aggregatori, ma solo quelli al di sopra del milione di visite. In secondo luogo, il disegno di legge è ancora in discussione.

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.