Khodorkovskij ha elencato le condizioni per il suo ritorno in Russia

Fonte: RBK 18/03/2016; tradotto da Luca Marconi; autore Julia Kotova.

Khodorkovskij ha dichiarato che tornerà in Russia non appena l’attuale regime avrà cominciato a sfaldarsi. Secondo lui, tra meno di 10 anni Putin dovrà fare i conti con una crisi di lealtà nei suoi confronti.

L’ex-presidente della Yukos Mikhail Khodorkovskij, trasferitosi all’estero in seguito alla sua scarcerazione nel dicembre del 2013, in un’intervista al Daily Beast ha dichiarato di stare preparando il suo ritorno in patria. “Tornerò, non appena il regime inizierà a sfaldarsi” ha promesso. “Ed ora sto facendo molto, tutto quello che posso fare per evitare che, quando questo regime comincerà a crollare il collasso avvenga diversamente, così che non si ripetano gli stessi errori commessi agli inizi degli anni 90” ha spiegato.

E’ verosimile pensare che il sistema politico costruito dal presidente Putin scompaia in meno di 10 anni. “La situazione è decisamente instabile, il suo entourage già pensa a quello che verrà dopo di lui. Il modello che ha costruito finora non potrà durare a lungo. Tra 10 anni, quando Putin ne avrà 70 ed i suoi sottoposti solo 40, dovrà fare i conti con una crisi di lealtà”. Questo governo “ha fatto molte cose cattive” e ci saranno inchieste giudiziarie e processi per i quali verranno fornite tutte le prove necessarie, ha dichiarato Khodorkovskij. Secondo la sua opinione, sarebbe impossibile processare tutti i colpevoli. “Verrà loro concessa l’amnistia, a condizione che rinuncino al diritto di coprire cariche pubbliche e che restituiscano tutte le loro proprietà”. Contemporaneamente l’ex-presidente della Yukos ha ribadito di essere “contrario alle persecuzioni. La nostra storia ne ha viste abbastanza” ha detto. Nell’intervista al Daily Beast il politico ha inoltre sollevato la questione della ridistribuzione delle entrate derivanti dalla vendita delle risorse naturali. Secondo le parole di Khodorkovskij, è necessario “impiegare i frutti della vendita delle risorse naturali e darle alla gente, sotto forma di pensioni individuali, come fanno in Norvegia”, ritiene.

Khodorkovskij venne arrestato nel 2003 con le accuse di evasione fiscale ed appropriazione indebita di materie prime (petrolio), ha trascorso in reclusione più di 10 anni. Nel dicembre del 2013 Putin gli ha dato la grazia. Subito dopo la liberazione e l’uscita dal carcere, l’ex-presidente di Yukos ha lasciato la Russia. Poco tempo dopo ha dichiarato di essere disposto a tornare nel caso in cui gli venga data la garanzia di poter liberamente uscire dal paese. Nel 2015 Khodorkovskij non ha escluso un suo ritorno in caso di “cambio di regime”.

“Tornerò, non appena sentirò che rimandarmi in cella sarebbe pericoloso. Credo che tale situazione sia piuttosto vicina” ha detto.

Nel dicembre 2015 Khodorkovskij è stato condannato in contumacia per l’omicidio del sindaco di Neftejugansk in Siberia, Vladimir Petukhov. (Il caso risale al 1998, ndt.) A febbraio il procuratore generale Juri Čajka ha dichiarato che, nei confronti dell’ex-presidente della Yukos, la Russia avrebbe spiccato un mandato di cattura internazionale tramite l’Interpol.

Traduttore, appassionato di lingua e cultura russa, per questi motivi collaboro con RIT

Luca Marconi

Traduttore, appassionato di lingua e cultura russa, per questi motivi collaboro con RIT