Come siamo poveri

All’Accademia Presidenziale Russa per l’Economia Nazionale e la Pubblica Amministrazione hanno descritto le conseguenze della crisi per le famiglie

Fonte Kommersant  18/03/2016 Traduzione di Antonino Santoro

L’Accademia Presidenziale Russa per l’Economia Nazionale e la Pubblica Amministrazione ha constatato che dall’inizio della caduta del volume di affari al dettaglio – dal gennaio del 2015 – la popolazione russa ha diminuito gli acquisti di prodotti alimentari del 6,3% e dei prodotti non alimentari dell’8,2%. Dall’inizio del 2016 i consumi delle famiglie povere sono caduti meno rispetto alla media del paese. Nel sud della Russia e nella zona del Volga il calo dei redditi e dei consumi è iniziato più tardi rispetto alle altre regioni e si sta verificando in modo più lieve. Secondo i ricercatori, a parte badare maggiormente al risparmio, la popolazione non ha programmato delle strategie di adattamento alla crisi: la gente ha solo fermamente deciso di risparmiare.

Nell’edizione di marzo pubblicata ieri del “Monitoraggio della situazione socio-economica e dello stato di salute della popolazione” l’Istituto per l’analisi sociale e le previsioni dell’Accademia Presidenziale Russa per l’Economia Nazionale e la Pubblica Amministrazione è stato presentato un elenco di dati inediti che permettono di descrivere con più precisione gli effetti a breve (gennaio-febbraio 2016) e a medio (dall’inizio del 2015) termine dell’attuale fase di recessione economica sui redditi e sulle spese delle famiglie ed anche sul mercato del lavoro.

Anche se, secondo i sondaggi di questo lavoro, una grande parte della popolazione (67,3%) nel febbraio 2016 si aspettava che il peggioramento della situazione economica continuasse per più di un anno (nel novembre del 2015 tale percentuale era del 46,1%), gli analisti osservano una frenatura della caduta del mercato al dettaglio la quale dura già da 13 mesi mesi di fila. In questo periodo, fanno notare nell’Accademia, la popolazione ha diminuito il consumo fisico di prodotti alimentari del 6,3%, di quelli non alimentari dell’8,2% (un calo significativo riguarda l’acquisto di automobili).

La capacità d’acquisto della popolazione dall’inizio della crisi è diminuita ma in modo abbastanza non uniforme: ecco che il calo dei prezzi di verdure, maiali e polli hanno persino ridotto il costo base del paniere alimentare delle famiglie povere. Facciamo notare che secondo l’Accademia il problema più grave per le famiglie povere e medie è rappresentato dal calo del consumo di farmaci la cui domanda non è generalmente soddisfacente: nelle famiglie povere in un anno, dal febbraio 2015, il consumo di medicine è diminuito del 7%.

Una statistica regionale presentata da Rosstatom, constatano nell’Accademia, in alcuni casi discutibile (soprattutto nelle repubbliche più povere con un grande debito “ombra” in economia), permette di concludere che la cartina geografica del calo dei redditi non è uniforme. Ecco che nella zona del Volga e nel sud della Russia, ovvero nelle regioni con sviluppati complessi agroindustriali, la crisi dei redditi è iniziata in ritardo ed è più lieve rispetto al Distretto Federale Centrale, agli Urali, alla Siberia, al nord-ovest.

L’aumento della migrazione, come proposto dall’Accademia a gennaio, nel 2015 è stato il più basso dal 2002 e di fatto si è mantenuto solo grazie all’esplosione della migrazione dall’Ucraina. La migrazione interna ha di fatto cessato di crescere: nella Federazione Russa i rifugiati nel 2015 sono stati l’1,5% in più rispetto al 2014. I centri di reinsediamento interni sono Mosca e la sua oblast’ la cui popolazione è aumentata di 200 mila persone (80% di migranti sono cittadini della Federazione Russa), il kraj di Krasnodar (58 mila nuovi abitanti), San Pietroburgo e la sua oblast’ (37 mila). Secondo i calcoli dell’Accademia il numero di lavoratori migranti temporanei dall’inizio del 2015 all’inizio del 2016 è diminuito da 11,1 milioni a 9,9 milioni di persone. Questo significa che nel mercato del lavoro per gli abitanti “locali” non è quasi aumentata la concorrenza dei migranti russi né dei migranti stranieri.

Il calo dei consumi in tutte le regioni ha superato il calo dei redditi – nel 2015, constatano nell’Accademia, la popolazione ha creduto seriamente ad una lunga crisi. Ciò nonostante non sono state ancora elaborate delle strategie di adattamento. Solamente il 4,7% della popolazione ha trovato un secondo lavoro, il 18,6% ha trovato lavori ad ore o regolari e circa l’80% non ha intenzione di fare ciò. Il 14% della popolazione si è creato dei “cuscini di protezione” finanziari ma il 9% dei cittadini della Federazione Russa crede che sia già arrivato il momento di utilizzare tale “cuscino”. L’economia, constatano nell’Accademia, è una strategia di adattamento per il 77,8% della popolazione del paese.

 

Dmitrij Butrin

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com