Chi salverà il patrimonio della Crimea

Anna Kočarova è venuta a conoscenza di come i lavoratori del museo della Crimea in difficili condizioni salvano le riserve, conservano i monumenti e potenziano i musei, cercando anche di avviare una collaborazione con le organizzazioni internazionali.

Dall’antichità al ventesimo secolo

L’essenza culturale della Crimea sta in novemila monumenti, essa è paragonabile all’Italia o alla Grecia. Vi sono anche dei campeggi primitivi, dei tumuli sciti, antiche rovine e delle città città del Medio Evo, inoltre vi si trova architettura moderna e stile sovietico.

Ma per il momento l’unico monumento nel territorio della Crimea registrato nella Lista Mondiale del patrimonio UNESCO è Cherson. Nel corso degli ultimi due anni la riserva ha ampliato il territorio e, a partire dal gennaio 2016, è divenuta oggetto di importanza federale. Sembrerebbe che dietro la formale decisione del governo russo ci sia la possibilità di svilupparsi, di ricevere gli adeguati finanziamenti, costruire nuove mostre e gestire i lavori scientifici. Tuttavia il fatto che la maggior parte dei membri delle Nazioni Unite non riconoscono la Crimea come territorio russo, complica notevolmente la vita del museo.

Un frammento della riserva nazionale “Chersoneso” – le rovine dell’antica città di Cherson| © РИА Новости. Владимир Астапкович

“Tutti i lavori che saranno effettuati sul posto dall’ UNESCO, devono coordinarsi con i direttori degli organi, — racconta la direttrice ad interim della riserva Larisa Sedikova. — Ora questo è molto difficile da fare. Abbiamo ricevuto un finanziamento e abbiamo contato di aprire una nuova mostra della sezione classica, proponiamo l’elaborazione di progetti di restauro, vogliamo migliorare le infrastrutture, sostituire le reti elettriche ed il rifornimento idrico, modificare l’area d’ingresso della riserva…  Vorremmo contattare gli organi dell’UNESCO, dal momento che ci sono norme di interazione. Ma per il momento stiamo cercando di realizzare questo solo attraverso delle connessioni personali “.

La prima squadra di esperti russi nell’area della conservazione dei beni culturali è venuta in Crimea poco dopo il referendum, nella primavera del 2014.

Nel corso degli ultimi due anni sono state adottate delle leggi che in teoria dovevano garantire l’incolumità dei monumenti. Tuttavia, nella pratica, il sistema spesso non funziona, sostengono gli esperti ed i lavoratori del museo.

Konstatin Michailov, coordinatore del movimento sociale “Archnadzor” e membro del Consiglio della Cultura e delle arti accanto al presidente, ha raccontato in un’intervista per RIA Novosti che due anni fa lo stato dei monumenti lasciava molto a desiderare, ma ora il radicale cambiamento non ha ancora avuto luogo.

“Nel 2014 sul luogo di alcuni progetti abbiamo trovato terreni abbandonati o già abitati, — ha risposto Michail. — Per esempio alcune ville in prossimità di Sebastopoli nella baia di Balaklava sono già state distrutte dall’inizio del 2000. Le ville in Simeiz si trovavano in uno stato di abbandono.”

Vecchie città e nuove costruzioni

Questa settimana si è verificato un evento importante: Sebastopoli è stata aggiunta alla lista degli insediamenti storici di rilevanza federale.

L’aspetto architettonico della città, restaurato in soli 5 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, è considerato unico. Il termine legale — insediamento storico — significa che il nuovo documento definisce lo stato di sviluppo della città e della procedura. Tuttavia, secondo i rappresentanti della sezione locale della Società pan-russa per la tutela dei monumenti storici e culturali (VOOPIK), loro non erano autorizzati a lavorare su questo documento.

Museo della Flotta del Mar Nero a Sebastopoli | © РИА Новости. Рамиль Ситдиков

“Abbiamo più volte fatto appello alle autorità cittadine con le nostre proposte, volevamo partecipare ai lavori, — si lamenta un rappresentante della sezione Sebastopoli di VOOPIK, Yuri Padalka —. Di conseguenza gli architetti hanno creato una definizione dell’insediamento storico

Tuttavia gli architetti dichiarano anche che ancora non esistono dei piani urbanistici distinti. “Il problema principale è la mancanza di qualità della pianificazione del territorio, non solo a Sebastopoli, ma per tutta la Crimea”, —  dice il presidente dell’Unione degli Architetti della Russia Andrej Bokov.

L’edificazione puntualizzata nelle aree protette, ovvero la comparsa di nuovi edifici moderni accanto ai monumenti, nei territori in cui è vietata la costruzione è un fatto importante ed è ciò che temono gli avvocati e gli specialisti.

È dove c’è una costruzione attiva che sta il problema attuale, — risponde Artem Demidov, vice presidente del consiglio centrale VOOPIK. Eppure, secondo la legislazione russa, la zona protetta deve essere collocata relativamente ad ogni progetto concreto preso a parte. In due anni è difficile che si possano determinare tali zone in tutti i monumenti, continua  l’esperto, sono nove mila. Di conseguenza vengono a formarsi situazioni in cui un ente rilascia permessi per il lavoro e un altro poi li vieta.

D’altronde  le nuove costruzioni non sono cominciate né oggi né ieri.

“Il parco marittimo di Yalta, infatti, è divenuto un locale del nuovo complesso residenziale d’élite, — racconta Nikolaj Vasil’ev, storico dell’architettura e segretario generale del gruppo internazionale di conservazione degli edifici DOCOMOMO in Russia. — Lì hanno costruito una serie di grattacieli con attici e ristoranti. Secondo la carta questo è territorio del parco come prima. Non è chiaro come tutto questo abbia accordato le autorità ucraine . E non è chiaro cosa farne adesso con esso”.

Edificio residenziale “Artek”| © РИА Новости. Макс Ветров

Molte costruzioni odierne richiedono del tempo. Secondo Nikolaj Vasil’ev, è in corso un lavoro attivo sul territorio del campeggio per bambini “Artek”. I vecchi edifici residenziali del 1960 non soddisfano i requisiti moderni. Ma spesso, osserva lo storico dell’architettura, vengono modificati degli edifici che potrebbero essere conservati.

“Un tempo in “Artek ” sono stati costruiti sette campi, ognuno aveva una propria infrastruttura, compresi gli edifici pubblici, mense, barbecue. Tutto questo è stato molto bello. Nei riguardi di questi edifici non dovrebbero esservi tali rigide richieste come per gli alloggi residenziali, anche loro nonostante tutto si rompono, — racconta Vasil’ev, che era nel campo sei mesi fa. — Gli edifici a volte si ricostruiscono interamente dai nuovi materiali, altre volte sono fabbricati ex novo, conservando solamente i connotati esterni: per esempio, un edificio con la terrazza sul tetto”.

Formalmente la legge non viene violata:  nel registro dei monumenti “Artek” è presentato solo come monumento. Eppure, l’esperto ritiene che la ricostruzione del campo porterà ad una perdita irreparabile.

Gli esperti parlano della necessità di salvare le famose ville di epoca moderna a Alušta, Cimeiz, Yalta e Feodosia, che sono state costruite sulla costa agli inizi del XX secolo; occorre rafforzare la fondazione dell’illustre “Nido di Rondine”. Bisogna  fondare un centro di restauro della Crimea, altrimenti bisognerà inviare gli oggetti esposti ai musei per il restauro in altre regioni della Russia e questo è molto costoso e richiede molto tempo. È necessario mettere in ordine i luoghi di cura sovietici degli ultimi venti anni, costruiti e ricostruiti per far contenti i proprietari. Una particolare attenzione dovrebbe essere data alle rare città primitive e ai luoghi degli scavi archeologici in cui, come spesso accade, adesso mendicano i clandestini. L’aspetto e la bellezza della Crimea dovrebbero rimanere non solo nelle cartoline ma anche nella realtà.

Fonte: RIA Novosti 17.03.2016. Tradotto da Elisabetta Di Cicco. Anna Kočarova, MIA “Russia oggi”

Elisabetta Di Cicco

Appassionata di letteratura, cinema ed arte russa mi sono unita all'idea RIT per approfondire ogni campo della vita culturale in Russia