Il Museo di Architettura della capitale russa inaugura la mostra “Metropolitana di Mosca: una grande opera di architettura sotterranea”

 

Fonte: Vedomosti del 17/ 03/ 2016; tradotto da Francesco Iovenitti; giornalista – Anna Pravdjuk.

Presentate al Museo le quattro fasi di edificazione della metropolitana con l’esposizione di disegni architettonici e fotografie

Alla mostra “Metropolitana di Mosca: una grande opera di architettura sotterranea” i visitatori possono osservare nel dettaglio i progetti non portati a termine per le stazioni attualmente funzionanti. I disegni architettonici, che costituiscono la base della mostra, svelano i vestiboli delle stazioni, dando accesso a una sorta di regno sotterraneo: dagli anni ’30 con le colonne-tulipani della stazione “Kropotkinskaja” di Aleksej Duškin fino agli anni ’80 con i lacunari illuminati della stazione “Nachimovskij Prospekt”, progettata da una squadra di architetti. Lungo la fuga di stanze del Museo di Architettura A.V. Ščusev vengono illustrate le quattro fasi dell’edificazione della metropolitana di Mosca attraverso disegni architettonici, fotografie e sezioni longitudinali e trasversali.

La mostra apre i battenti con i lavori dei maestri più celebri: Aleksej Ščusev, Ivan Fomin e Aleksej Duškin. I progetti consegnati per la stazione metro “Krasnye vorota” (Porta rossa) non si limitano a occupare solo un angoletto, ma si estendono lungo un’intera fila rossa. L’effetto degli archi scarlatti di marmo lungo l’androne delle banchine e delle colonne rossonere nell’atrio superiore, nel progetto di Fomin si risolve in uno scorcio del padiglione in superficie, realizzato con la matita sanguigna per ottenere un risultato migliore. Il tono rosso dell’atrio della stazione subentra all’arco di trionfo di “Krasnye vorota”, celebrazione comunista “della stazione metro più bella al mondo”.

Non sono molti i progetti che possono vantare lo status di “realizzati”: molti sono rimasti su carta, rinchiusi negli archivi del Museo di Architettura. Questo è stato il destino di entrambi i progetti dell’architetto Georgij Gol’c (1944-45, quarta fase) per la stazione “Kievskaja” della linea “Kol’cevaja”. Il progetto fu portato a termine nel 1954, ma senza la partecipazione di Gol’c: alle colonne bianche intrecciate da luppolo ed edera fu preferita una struttura in piloni con pannelli in mosaico. Uno dei due progetti per la “Kievskaja” sarebbe potuto essere a due piani, come illustrano le fotografie del progetto di Ivan Taranov del 1947.

Già altre volte erano stati esposti i progetti delle singole stazioni, sia in Russia sia all’estero, ma è la prima volta in cui una così grande quantità di disegni architettonici viene raccolta e integrata dalle fondazioni del museo e per la mostra è stato anche compiuto qualche restauro. “L’unicità della nostra collezione sta nel fatto che tali documenti sono prettamente funzionali. Sono stati creati per scopi ben precisi, ma col passare del tempo si sono rivelati delle vere e proprie opere d’arte” – spiega il curatore della mostra Maria Kostjuk – “Possiedono un valore artistico assolutamente peculiare in quanto manoscritti di disegni architettonici del periodo sovietico. È un materiale davvero unico, che non ha eguali e ormai non ci sarà più nulla del genere perché nessun progetto sarà più su carta”. Mai più inchiostro di china, né matite, né acquerelli e tanto meno applicazioni decorative (usate per il progetto della stazione “Tul’skaja”, 1983).

Nel 1934 le eleganti colonne della stazione “Dvorec Sovetov” (Kropotkinskaja) ancora per poco avrebbero offerto sullo sfondo un cielo di pace, nel 1948 Assol’, una ragazza del Komsomol’, viene impressa sull’atrio della stazione “Taganskaja” e sulla banchina della stazione “Kurskaja” una madre trascina per mano la propria figlioletta. I progetti delle stazioni metro rivelano quindi non solo la storia dell’architettura sotterranea di Mosca, ma anche la quotidianità sovietica. Qui si può scoprire la moda dell’epoca, i rapporti tra le persone e l’atteggiamento dell’uomo russo verso la metropolitana, rispettoso e superficiale allo stesso tempo. La metropolitana si ergeva a stile di vita dell’uomo sovietico: non tanto un supplizio quotidiano, quanto invece una concentrazione di aspirazioni spirituali, sebbene solo sulla carta.

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione

Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione