Il Servizio Federale per il controllo veterinario e fitosanitario ha intenzione di istituire controlli su prodotti agricoli in Siria ed Egitto

Fonte RIA Novosti 01/04/2016. Tradotto da Simona Fonti

L’intenzione dell’ente nasce, in particolare, dall’impossibilità  di stabilire punti di contatto per la regolazione della domanda, legata all’aumento delle forniture, ma anche alla presenza di organismi da quarantena negli ortaggi diretti in Russia.  

Mosca, 1 aprile‒ Ria Novosti. Venerdì, l’ente ha annunciato che il Servizio Federale per il Controllo Veterinario e Fitosanitario desidera istituire sistemi di controllo degli ortaggi in Siria ed Egitto. Così l’ente ha preparato un documento per il Ministero delle Politiche Agricole e delle Riforme Agricole della Siria in relazione all’impossibilità di stabilire rapporti reciproci con la controparte siriana per la regolazione della domanda, legata all’aumento delle forniture di prodotti ortofrutticoli provenienti dal suddetto paese.

«Nel documento è contenuta la richiesta di considerare la possibilità di accogliere la delegazione del Servizio Federale al fine di ragguagliare in merito al sistema di controllo fitosanitario che si effettua in Siria, ma anche di visitare i luoghi in cui si coltiva e si conserva la produzione sotto quarantena, destinata all’esportazione in Russia», come riportato nel documento.

Un documento analogo è stato scritto e indirizzato all’amministrazione centrale della quarantena agricola del Ministero delle Politiche Agricole e della Bonifica egiziano nel settore del controllo fitosanitario dei pomodori a causa dell’individuazione in tali prodotti di organismi da quarantena per la Russia.

In precedenza l’ente aveva rilevato un abbassamento della qualità degli ortaggi provenienti dall’Egitto a causa dell’aumento della domanda delle forniture. Inoltre, il capo dell’ente Sergej Dankvert già giovedì aveva comunicato che in Siria sarebbero stati inviati rappresentati dell’Ente di controllo per la verifica dell’autenticità dei prodotti siriani, che devono poi essere inviati nella Federazione Russa. Una parte definita della produzione, secondo le sue parole, suscita dubbi all’interno dell’ente, visto che la Siria confina con la Turchia, dalla quale la Russia aveva già vietato l’importazione di prodotti ortofrutticoli.

La Federazione Russa dal primo gennaio 2016 ha vietato l’importazione dalla Turchia dei seguenti frutti e ortaggi: agrumi, uva, mele, pere, albicocche, pesche, incluse le nettarine, susine e prugne, fragoline di bosco e fragole, pomodori, cipolle, cavolfiore, broccoli, cetrioli e cetriolini. Sotto embargo sono caduti anche animali da macello e prodotti provenienti da galli e tacchini domestici, sale e chiodi di garofano. In precedenza Dankvert non ha escluso l’introduzione del divieto di importazione di tutti i prodotti turchi. Come motivo ha addotto il rilevamento di malattie pericolose e parassiti nei prodotti inviati e l’assenza di una risposta efficiente da parte dei colleghi turchi alle richieste russe.

 

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com

Simona Fonti

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com