Un odio reciproco di diversa natura

Fonte: Vedomosti, 15/03/2016. Tradotto da Debora Pierozzi. Autore Andrej Sinicyn.

L’atteggiamento dei russi verso l’Ucraina cambierà con la propaganda, gli ucraini non perdoneranno la Russia in tempi brevi

Un progetto congiunto del «Levada-Center» e dell’Istituto internazionale di sociologia di Kiev mostra che tra russi e ucraini vi è una forte antipatia reciproca. I risultati dell’indagine di gennaio – febbraio indicano che in Ucraina il 36% degli intervistati è ben disposto nei confronti della Russia (nel settembre 2015 era il 34%), in Russia verso l’Ucraina il 27% (nel settembre 2015 era il 33%). Il 47% degli ucraini è negativamente predisposto verso la Russia (nel mese di settembre era del 53%), il 59% dei russi non ama l’Ucraina (nel mese di settembre era del 56%). Il deterioramento del rapporto da parte dei russi negli ultimi mesi, probabilmente, è dovuto al fatto che la propaganda russa accusa Kiev di non aver rispettato gli accordi di Minsk.

Del resto, l’atteggiamento dei russi nei confronti dell’Ucraina dipende principalmente dalla propaganda, dal momento che essi apprendono le notizie dalla televisione. Appaiono evidenti, invece, agli occhi degli ucraini, l’occupazione di una parte del proprio territorio e il conflitto militare persistente nella zona orientale del paese, di cui accusano il governo russo (il 63% ritiene che sia in corso una guerra con la Russia; tra i russi, al contrario, il 65% ritiene che la guerra non ci sia).

È logico supporre che se si modificasse il discorso propagandistico, l’odio russo verso l’Ucraina scomparirebbe abbastanza velocemente. E per quanto riguarda invece l’odio ucraino nei confronti della Russia? Aleksej Levinson del «Levada-center» ritiene che a livello comportamentale le relazioni si ristabiliranno dopo la risoluzione politica del conflitto (che avverrà presto). Mentre a livello di predisposizione mentale la situazione non cambierà come minimo per due generazioni a venire. Gli ucraini non perdoneranno la Russia a breve. Per loro il conflitto attualmente in corso è una tragedia nazionale, nella quale rivestono un aspetto particolare i rapporti tra il Donbass e la restante parte dell’Ucraina.

Il politologo Aleksej Makarin la pensa allo stesso modo: l’avversione degli ucraini verso la Russia durerà a lungo. In Ucraina persiste la paura di riprendere azioni su vasta scala, visto che il conflitto cova latente. La nostalgia per l’URSS ormai non esiste più e per i giovani la Russia rimane un elemento di minaccia. Inoltre, a causa del conflitto, è completamente scomparsa la fazione filorussa dalla classe politica di Kiev e non è rimasta alcuna base su cui poter elaborare un’agenda minimamente positiva per il rilancio dei negoziati.

La situazione non assomiglia a quella che si sviluppò in Georgia dopo la guerra del 2008. I georgiani avevano già capito prima della guerra che non avrebbero controllato i territori contesi dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud (e dopo la guerra la Russia non li ha inclusi nella Federazione); è stata una guerra lampo; l’Occidente non introdusse sanzioni significative contro la Russia. L’odio verso la Russia era alto a quei tempi, ma i contatti politici e commerciali ripresero abbastanza velocemente. Oltretutto, in Georgia, molti non erano soddisfatti dell’allora presidente Mikhail Saakašvili, attribuendogli in parte la responsabilità della guerra. Il suo ritiro ha portato con sé anche una parte dei problemi nei rapporti con Mosca. In Ucraina il presidente Porošenko, al contrario, è stato eletto sullo sfondo della perdita della Crimea e della guerra non dichiarata nel Donbass. Inoltre, la scarsa efficienza delle autorità di Kiev non influisce in alcun modo sull’atteggiamento che gli ucraini hanno nei confronti di Mosca.

Collaboro al progetto di RIT spinta dalla passione per la lingua russa e dal forte interesse per il contesto post-sovietico

Debora Pierozzi

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