Il futuro delle sanzioni

Fonte: Naša Versija –  31/03/2016; tradotto da Francesco Iovenitti; giornalista: Aleksej Sviščev

L’Ucraina cerca di convincere L’Unione Europea a mantenere le sanzioni contro la Russia

Mentre si avvicina l’ennesima votazione dell’UE sul futuro delle sanzioni nei confronti della Russia, l’Ucraina cerca attivamente di influenzare i membri dell’Unione affinché mantengano una posizione rigida nei riguardi di Mosca. Nel corso dei prossimi mesi l’Ucraina utilizzerà probabilmente diverse tattiche per mantenere l’unità dei membri dell’UE in merito alle sanzioni, che verranno riesaminate il prossimo luglio. Tuttavia, sino ad allora Kiev dovrà affrontare le urgenti questioni di politica interna ed estera.

La contrapposizione tra Russia e Occidente nella questione ucraina è divenuta causa di sostanziali stravolgimenti nella collocazione geopolitica di Kiev. In seguito alla rivoluzione avvenuta nel 2014, che prese il nome di “Euromaidan”, l’Ucraina voltò le spalle alla Russia, aprendo all’Occidente. Una delle conseguenze fu lo scoppio di un conflitto interno nelle regioni orientali del paese, dove la popolazione locale si oppose a questo nuovo orientamento. Nella sfera delle relazioni politiche ed economiche aumentò notevolmente il sostegno del mondo occidentale nei confronti dell’Ucraina. Inoltre USA e UE introdussero delle sanzioni contro la Russia per il suo ruolo nella crisi ucraina. Attualmente, trascorsi più di due anni dall’inizio del conflitto, l’UE non ha più una visione unitaria sulla questione delle sanzioni. Mentre in precedenza gli stati membri dell’UE votavano compatti per la loro conservazione, ora alcuni di essi lasciano intendere che alla prossima votazione potrebbero non sostenere più un provvedimento del genere. Il termine di validità delle sanzioni scadrà il 31 luglio, a meno che non venga prolungato automaticamente. Italia e Ungheria, paesi che mantengono tradizionalmente una posizione moderata per tutelare le loro strette relazioni economiche con la Russia, hanno ammesso che il prolungamento delle sanzioni non è garantito.

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Un possibile cambiamento di rotta

Il governo ucraino è molto infastidito da questa prospettiva. Kiev ha usato l’Unione Europea non solo per punire la Russia, ma anche come sostegno nell’ambito delle negoziazioni di Minsk, tuttora in corso. Le negoziazioni sono finite in un vicolo cieco per alcune divergenze tra le parti sull’attuazione di un accordo stipulato in precedenza. Kiev comunica che le misure di sicurezza, tra cui il cessate il fuoco e la ripresa del controllo del confine con la Russia, devono essere pienamente attuate prima che venga intrapresa qualsiasi altra iniziativa. Di tutta risposta le milizie irregolari affermano che l’Ucraina deve concedere in primo luogo grande autonomia politica alle regioni orientali. Finora l’UE ha sostenuto la posizione ucraina, esercitando pressione sulla Russia, cercando così di attuare gli accordi di Minsk: tuttavia tra i membri dell’UE non c’è più unità sulla questione. Il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevičius ha annunciato che durante una recente assemblea del Consiglio degli Affari Esteri dell’UE, alcuni paesi hanno rivolto un appello all’Ucraina per una decentralizzazione, finché non fosse migliorata la situazione interna. L’annuncio di Linkevičius si accoda sostanzialmente alla posizione della Russia. Sebbene queste parole non abbiano valore ufficiale, ad ogni modo testimoniano la crescita del numero degli stati membri pronti a riesaminare la questione della riduzione o della completa revoca delle sanzioni nei confronti della Russia. Tuttavia non si può ancora dire con sicurezza che le sanzioni dell’UE non verranno prolungate. La Germania, stato leader in Europa, con la capacità di influenzare gli altri membri, è irremovibile sulla decisione di mantenere le sanzioni fino a quando tutti i punti degli accordi di Minsk non verranno attuati. Italia, Ungheria e Grecia, gli stati che sembrerebbe possano pronunciarsi contro, quando arriverà il giorno del voto daranno ascolto a Berlino. Nonostante la retorica amichevole della vigilia nei riguardi della Russia.

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I problemi di politica interna

Ma in Ucraina ci sono anche altri problemi, quelli interni, che devono essere risolti a breve. Tre membri della coalizione di governo ne sono appena usciti, mentre si continuano a chiedere con insistenza le dimissioni del primo ministro Arsenij Jacenjuk, sebbene a febbraio non sia passato in parlamento il voto di sfiducia al governo. I progetti di rinnovo della squadra di governo e di sostituzione di Jacenjuk possono essere realizzati entro la fine di aprile. La maggioranza dei politici influenti, inclusi Porošenko e Jacenjuk, non hanno interesse a prendere decisioni straordinarie in tempi brevi, dal momento che viene minacciata la sospensione dell’afflusso di capitali dal Fondo Monetario Internazionale. Inoltre alcuni membri dell’UE fanno trapelare scetticismo verso l’Ucraina per la sua instabilità politica, mostrandosi al contrario ben disposti verso la Russia. E continuano ad accusare i poteri locali di temporeggiare sulle riforme, nonostante Porošenko abbia di recente annunciato che l’Ucraina ha bisogno dell’Occidente più di quanto l’Occidente abbia bisogno dell’Ucraina, e il governo non è in condizione di poter esercitare pressione sull’UE. Proprio per questo Kiev continuerà a mettere in campo precise tattiche, come provvedimenti diplomatici e minacce di rimettere in moto il conflitto se le sanzioni contro la Russia verranno ridotte. Ciononostante, nella decisione in merito alle sanzioni, l’UE andrà a considerare diversi elementi su cui l’Ucraina non ha alcuna voce in capitolo.

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione

Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione