Gli strani pensieri del Booker Prize

Fonte Gazeta.ru 14/04/2016. Traduttore Marcello De Giorgi
Annunciata la lista del Booker International Prize

Orhan Pamuk, una misteriosa italiana, la storia della Cina e dell’Angola, vegetariani dalla Corea e i veterani austriaci della seconda guerra mondiale sono stati dichiarati candidati al Booker International Prize.

Il Booker International Prize è stato concepito nel 2005 come alternativa al principale Booker Prize, destinato a scrittori del Commonwealth britannico, Irlanda e Zimbabwe. La versione internazionale può essere consegnata a qualsiasi autore, ma solamente se il suo lavoro è stato tradotto in lingua inglese e pubblicato nel Regno Unito. È un premio per il contributo alla letteratura che viene assegnato ogni due anni; i suoi vincitori sono stati Ismail Kadare dall’Albania, il nigeriano Chinua Achebe, la canadese Alice Munro (che nel 2013 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura), due americani: Philip Roth e Lydia Davis, e l’ungherese László Krasznahorkai.

Ma essendo cambiato il “Booker” principale, a cui da un paio di anni è concessa la partecipazione ad autori da tutto il mondo, è stato costretto a cambiare anche il Booker International Prize.

Dal 2016 questo premio è diventato annuale ed è diventato un premio per il libro e per la sua traduzione. Il montepremi è aumentato: invece di quindicimila sterline (che riceveva uno dei traduttori dell’opera, scelto dal vincitore) ora è di cinquantamila sterline, da dividere tra scrittore e traduttore.

Tra i finalisti del primo Booker International Prize dopo l’introduzione delle nuove norme appaiono lo scrittore turco Orhan Pamuk (con il romanzo “La stranezza che ho nella testa”), l’italiana Elena Ferrante (“Storia della bambina perduta (L’amica geniale)
“), il cinese Yan Lianke (“Four books”), Jose Eduardo Agualuza dall’Angola (“Teoria General do Esquecimento”), la scrittrice sudcoreana Han Kang (“The Vegetarian”) e l’autore austriaco Robert Seethaler (“Una vita intera”).

Pamuk ha aimé bisogno di meno presentazioni rispetto ai suoi rivali.

Premio Nobel per la letteratura “perché nelle ricerche di un’anima malinconica della sua città natale ha trovato nuovi simboli dello scontro e dell’intreccio di culture”, è uno scrittore con una forte posizione civile sul genocidio di curdi e armeni in Turchia (in contrasto con la posizione delle autorità turche), autore di molti romanzi che hanno vinto premi in diversi paesi. Il romanzo “La stranezza che ho nella testa” (pubblicato in russo da “Azbuka-Atticus” nel gennaio di quest’anno) è dedicato alla vita di Mevlut, un venditore ambulante di Istanbul che conosce la sua città meglio delle guide ufficiali.


Il membro più misterioso tra i finalisti è la scrittrice italiana Elena Ferrante.

Si sa che questo non è il suo vero nome ma uno pseudonimo, ma chi si celi dietro di esso è un mistero. La Ferrante non si è mai vista in occasione di eventi, e con il traduttore delle sue opere in inglese comunica solo via e-mail e attraverso l’editore italiano. Una delle ipotesi che stanno dietro allo pseudonimo si nasconde una professoressa di Napoli (dove si sviluppa l’azione del libro in lizza) Marcella Marmo, ma questa ipotesi non ha ricevuta conferma.

Anche il giornalista e scrittore dell’Angola Jose Eduardo Agualuza è famoso ed ha vinto numerosi premi di prestigio; tra cui il britannico Independent Foreign Fiction Prize, che quest’anno è stato assorbito dal Booker International Prize. Nel libro “Teoria General do Esquecimento” Agualuza racconta la storia dell’Angola dal punto di vista di una donna che per trenta anni – dal momento della dichiarazione di indipendenza – non è uscita di casa. Lo scrittore e pubblicista cinese Yan Lianke è stato nominato per “Four books” nel quale si descrive la storia della fine degli anni ’50 e delle persone nei campi di lavoro.

Per Han Kang dalla Corea del Sud “The Vegetarian” è il primo romanzo tradotto in inglese.

Il libro dell’austriaco Robert SeethalerUna vita intera” è dedicato ad un nativo di una piccola valle nelle alpi austriache, che la lascia per servire nell’esercito durante la seconda guerra mondiale e, una voltra tornato, scopre che il mondo esterno ha già cambiato la sua casa.

     

“La nostra scelta ha dimostrato che i migliori libri tradotti stanno espandendo i confini non solo del nostro mondo, ma del romanzo” – ha detto il presidente della giuria, lo scrittore e critico Boyd Tonkin.

Il vincitore del Booker International Prize 2016 sarà annunciato il 16 maggio.

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.