La nuova musica russa

Il giornalista musicale e critico Artemij Troickij ad una conferenza presso il negozio di vinili Imagine Club ha raccontato come i musicisti russi sperimentino il fascino delle lingue straniere ed il motivo per cui oggi i gruppi russi cantano in inglese. Di come le Pussy Riot abbiano rovinato buoni collettivi di Mosca, di chi a San Pietroburgo unisce elettronica e inni ortodossi e del motivo per cui è il momento di gioire per la provincia russa.

Nella nuova musica russa mi sento molto meno a mio agio rispetto, ad esempio, al trovarmi in Nuova Zelanda: li tutto è ordinato mentre da noi, come sempre, siamo in un campo selvatico. Per scavare in questa nuova musica è necessario impegnarsi seriamente. Secondo la mia amara esperienza, direi che la musica nazionale, quella che si sente nelle radio commerciali e alla televisione (dove sta accadendo un totale genocidio musicale) non merita nemmeno l’onore di essere chiamata musica. Si tratta di un “prodotto”.

La musica nel nostro paese è assolutamente polarizzata: da un lato vi è quella che la maggior parte della popolazione intende per musica nazionale, dall’altro c’è una nuova musica russa, della quale voglio trattare. Il suo habitat principale è internet e i concerti nei piccoli club, nelle cantine, nei caffé, e nel periodo estivo anche nei festival.

Dei nostri nuovi gruppi non si ha quasi nessuna informazione. Ci sono le registrazioni, il programma dei concerti, ma per paura e riluttanza non li si fa suonare. A volte è colpa della sciatteria dei musicisti stessi non si fanno una particolare pubblicità. Trovare una qualche informazione non è facile, per questo parlerò molto poco degli artisti.

Race to Space è una nuova band moscovita. Vi partecipano dei noti giovani attori moscoviti, e canta una ragazza dal nome non russo, Miriam Sekhon. Non canta in russo ma in inglese, una tendenza che risulta popolare. Ascoltate il brano chiamato I see Stars.

L’album si intitola Is This Home?

È interessante notare che il design di questo album è stato curato da Pavel Pepperstein, uno dei nostri migliori pittori, figlio di un artista ancora più famoso: Viktor Pivovarov.

Negli anni ’60 e ’70 tutte le nostre rock band underground, con rare eccezioni, come i “Санкт-Петербург” (Sankt-Peterburg Ndr) di Vladimir Rekšan e i “Mašina Vremeni” (Macchina del tempo, Ndr) di Andrej Makarevič, cantavano in inglese. Avevano nomi russi, come “Skomorochi”, “Skifi”, “Lesnye brat’ja”, ma cantavano canzoni dei Beatles, Rolling Stones, Doors, Jimi Hendrix. La lingua russa non era quasi presente nel rock nazionale. Poi è arrivata principalmente da San Pietroburgo, una nuova ondata: Майк (Majk), “Аквариум” (Akvarium), “Кино” (Kino) e infine i “ДДТ” (DDT), i “Наутилус Помпилиус” (Nautilus Pompilius) e un sacco di gruppi di Mosca. In generale il rock russo è cominciato tra la fine degli anni ’70 e i primi anni 80′. E l’inglese qui era come misteriosamente scomparso, se ne era andato.

I nostri artisti rock and roll hanno cominciato a scrivere canzoni molto importanti nella loro lingua madre, le conoscete bene, sono – «Скованные одной цепью» (Skovannye adnoj cep’ju / Bloccati ad una catena Ndr), «Этот поезд в огне» (Etot poezd v ogne/ Questo treno nel fuoco, Ndr), «Мы ждем перемен» (My ždem peremen – Aspettiamo un cambiamento, Ndr) e molte ancora.

Negli anni ’90 questa tendenza è continuata in molti modi – “Мумий Тролль” (Mumij Troll’), Zemfira, “Ленинград” (Leningrad). Alla lingua russa è stato aggiunto il gergo, ma restava sempre la stessa lingua. Ma poi la tendenza si è interrotta ed ora molti, non meno della metà delle nostre band più o meno prominenti, canta in lingua straniera (di solito in inglese). Penso che questo sia dovuto principalmente ad internet: dà a chiunque la possibilità a ciascun artista di farsi conoscere immediatamente all’intero globo. Questo, naturalmente, è molto attraente. Ma per farti capire ed essere competitivo, è necessario cantare in lingue internazionali. Il passaggio a lingue straniere è anche legato al fatto che i musicisti hanno nulla da dire. Capisco che se un russo scrive una canzone in inglese, senza essere Vladimir Nabokov, significa davvero che non gli importa di ciò che si tratta nella canzone. La Russia non è come Olanda o Svezia dove l’inglese è quasi una lingua madre, quindi credo che sperare di essere compresi qui sia molto ingenuo. In passato ho avuto un atteggiamento fortemente negativo verso questa tendenza e l’ho considerata una vergogna per i nostri rocker, ma ora ho iniziato ad avere un approccio di maggior comprensione. Ho pensato che in realtà è abbastanza intrigante, iniziare improvvisamente a cantare in inglese per farti ascoltare in tutto il mondo ed essere invitati in un tour dei pub in Germania o in Inghilterra potrebbe essere molto figo.

Ma ci sono esempi contrari. Alla fine dei duemila, inizio anni dieci, a Mosca era molto popolare un gruppo di hipster Moremoney con voce solista Nadja Grickevič. Cantavano solo in inglese, suonando musica attuale: elettronica e trip-hop. E all’improvviso Nadia ha cominciato a cantare in russo, con un suo progetto chiamato Наадя (Naadja), ha già pubblicato il suo primo album. Ascoltiamo la canzone “Омут” (Omut / Vortice).

Piuttosto tipico della nostra nuova musica non-mainstream è una registrazione attuale e di livello: unsuono di tendenza, con grande competenza musicale.

Il gruppo successivo è il più alla moda a Mosca a causa delle ultime ondate hipster, si chiama “Окуджав” (Okydžav). Il loro stile è l’indie-pop, ma in modo ironico, molto sexy e danzante. Il trio: l’autore Vadim Korolev, Daniel Šajchinurov un ragazzo molto interessante che suona nel gruppo La Vtornik e la cantante Katja Pavlova da Ekaterinburg, solista abbastanza popolare della band “Обе Две” (Obe Dve). Ascpltiamo il pezzo dei “Okydžav“, “Цирк” (Cirk / Il circo).

Katja Pavlova, che nei “Okydžav” partecipa come corista, in aggiunta al suo progetto “Obe Dve” canta anche nel gruppo di musica elettronica Alpha-Beta. Suonano prettamente musica dance giovane, tutte canzoni lunghe con lunghe intro.

Personalmente mi fa scaldare che la nuova ondata di musica russa non sia così concentrata solamente nelle capitali. In precedenza tutto accadeva a Mosca e San Pietroburgo, con l’eccezione di Ekaterinburg, tutti si concentravano su queste due megalopoli. Ora, per fortuna, la geografia è diventata più diversificata e, in particolare, un intero movimento si è formato a Nižnij Novgorod, che dai tempi di Feodor Šaljapin non raggiungeva particolari successi musicali. Ora ci sono un sacco di gruppi interessanti, in particolare, “Пралине” (Praline). Si tratta di un duo: Ksenija Maus (voce) e Stas soprannominato Frinetik (agli strumenti). Questi ragazzi hanno registrato il loro secondo album “Свет” (Svet / Luce). I “Praline” hanno uno stile pop barocco, molto originale per la nostre scena musicale. Direi che il nostro principale compositore barocco-pop è Gennadij Gladkov, che ha scritto anche per le commedie di Leonid Gajdaj, oltre alla brillante musica per la serie tv “Обыкновенное чудо” (Obyknovennoe čudo / Un ordinario miracolo). Proprio in questo stile si inserisce il gruppo Praline.

Un altro gruppo di Nižnij Novgorod è chiamato “Июльские дни” (Ijul’skie dni / Giorni di luglio) Questo gruppo è stato chiaramente colpito alla testa da Viktor Coj e dal gruppo “Кино” (Kino) e da allora non sono più rinvenuti. Possiamo dire che esse suonano una convinvente musica “post-Coj”.

Se siete interessati alla storica band russa dei Kino, potete acquistare i loro album online, come il celebre disco del 1988 Gruppa krovi, disponibile anche su Amazon.

Concludiamo la nostra introduzione alla pimpante scena di Nižnij Novgorod con probabilmente il più famoso di lì il gruppo alternativo: “Иллинойз“(Illinoyz). Il loro secondo album, Для Никого (Dlja Nikogo / Per nessuno) è stato pubblicato questa primavera con l’etichetta moscovita “Geometrija”. Si tratta di un gruppo rock sperimentale che potrebbe benissimo aprire i concerti di “Аукциона” (Aykciona).

Come ho già detto, molti dei nostri giovani gruppi sperano di poter diventare famosi non solo in patria ma anche in altri paesi. Questa situazione è molto diversa da quella dei decenni precedenti. C’è stato un periodo molto breve nella musica rock russo dove l’Unione Sovietica è diventata di moda in tutto il mondo, c’era anche una parola “gorbimania”, non so in onore di chi, ma questo è successo alla fine degli anni ’80. E in questo periodo, non tanti, ma alcuni dei nostri artisti hanno cominciato a viaggiare all’estero in tour, ed alcuni di loro hanno firmato contratti con etichette estere. In particolare, Boris Grebenščikov, che ha pubblicato un album prodotto da Dave Stewart degli Eurythmics. Zvuki Mu firmarono un contratto con la Warner Brothers. Così i Gorky Park, i Centr e un certo numero di gruppi. Purtroppo tutta questa espansione del rock russo è naufragata, anche i primo album non andarono bene. L’attenzione internazionale per i nostri musicisti si è fermata.

Il nostro gruppo solo pop ad avere successo all’estero è stato, purtroppo, t.A.T.u. e non abbiamo fatto nulla di male per meritarcelo. Anche Stas Michajlov non è riuscito a diventare famoso all’estero. Quindi, se sentite dalla bocca di Prigožin (produttore musicale, Ndr) che la cantante Valerija è popolare ovunque nel Regno Unito, dovete tenere presente che lui, per usare un eufemismo, scambia quello che desidera con la realtà. Sviluppa i budget di alcuni ragazzi in felpa investendo un sacco di soldi in pubblicità: ho visto un autobus di Londra con dei manifesti sopra che dicevano ” Valerija – la Madonna russa” o qualcosa di simile. È interessante che Prigožin abbia chiamato la stessa Madonna dopo che aveva parlato a sostegno delle Pussy Riot con quella parola lettera “p”.

Ascoltiamo una canzone di un ragazzo molto giovane e a me molto vicino: Philipp Gorbachev. Il nome di suo padre è Mikhail Gorbachev ma non è quel Gorby, è invece il figlio del primo comandante sovietico di Berlino ne ’45-’46, un mio caro amico e vicino di dacia. Suo figlio Philipp, che da adolescente suonava la batteria nella band Upstairs della dacia accanto alla mia, è poi andato a studiare a Berlino e li è entrato nel mondo dell’elettronica sotto la protezione del famoso cileno Matias Aguayo. Philipp ha pubblicato il suo album di debutto Silver Album. È interessante notare che questa è musica dance, prettamente da club, di una Berlino cosmopolita, ma Philipp ha scritto l’album in russo.

Alcune delle nostre nuove band a volte attirano l’attenzione delle etichette occidentali e pubblicano con loro i loro dischi. Di solito è ben meritato, in quanto le etichette si accorgono della qualità di una musica insolita.

Un esempio di questo fenomeno: di recente è uscito in Germania presso la prestigiosa etichetta Denovali l’album di un trio moscovita. Non è chiaro chi vi suoni, nessun nome e cognome, sappiamo solamente che questo trio si chiama Fogh Depot e che suonano un dark-jazz, una musica strumentale lenta e cupa con elementi di jazz e ambient.

È interessante notare che a Mosca nessuno conosca questo gruppo. Sono usciti in Germania, con una bella etichetta in mezzo ad artisti molto prestigiosi, ma nella loro città natale persino gli specialisti non sapevano nemmeno chi fossero.

Un altro artista che per ora non ha raggiunto nulla, ma ha le possibilità per essere conosciuto a livello internazionale, si chiama Anton Sergeev ma si fa chiamare con lo pseudonimo di  Maskeliade: Anton Maskeliade. Un tipo molto divertente con un grande potenziale. Suona musica elettronica dal vivo, e questa cosa è abbastanza noiosa: non c’è cosa più angosciosa che essere a un concerto di musicisti elettronici che arrivano con i loro computer portatili per sedersi in una fila per due o, peggio ancora, per far partire stupidi video.

Anton ha rotto con questa tradizione interamente grazie a cose semplici e poco costose – il programma Leap Motion, che permette di tradurre i movimenti in suoni musicali ed anche video. C’è uno strumento, il theremin (inventato da Leon Theremin in Unione Sovietica, ed il cui primo ascoltatore è stato Lenin), con il quale è possibile creare diversi suoni e riprodurre musica. Ad oggi il miglior performer con un theremin è Lidija Kavina, una bella ragazza, che ha registrato con Tom Wates. Anton Maskeliade fa interessanti movimenti con le mani ed è fantastico!

Un’altra storia interessante è quella del gruppo The Jack Wood da Tomsk. Hanno una grande cantante Saša Klokova, l’ho sentita in un collettivo già nel 2008. Saša si è trasferita a Mosca, e i Jack Wood sono diventati molto popolari. Hanno uno stile che io definirei come post-grunge o qualcosa del genere.

Recentemente, la vita di Saša ha preso una piega molto interessante, che a me tra l’altro non piace, ma la cosa principale è che piaccia a Saša Klokova. Avete sentito parlare di questa arte del collettivo artistico Pussy Riot che ama tenere concerti in luoghi insoliti ed è famoso in tutto il mondo, ancor più del gruppo t.A.T.u.. Non hanno album, o concerti nei soliti posti, ma hanno una una certa rilevanza nel contesto dello show business. Le ragazze Maša e Nadija hanno resistito a questo per lungo tempo, dicendo: “No, noi siamo artisti-azionisti, combattenti per i diritti dei prigionieri, non facciamo parte dello show business”. Ma, a quanto pare, con le buone o con le cattive i vili squali della produzione capitalistica hanno agito su di loro. E le ragazze hanno firmato un accordo con un’agenzia di concerti inglese e andranno in tour, esibendosi ai festival. Cioè fanno qualcosa che avevano ripudiato in precedenza. Né Maša né Nadija possono cantare cantare, sono messe così male con voce, udito e tutto il resto che non riescono a cantare. E hanno offerto di diventare solista delle Pussy Riot a Saša Klokova: Saša canterà e Maša e Nadija saranno ballerine, con gli slogan e così via. Se qualcuno ha visto la clip, girata in America, dove macchiano le ragazze, in quel video canta Saša Klokova mentre la canzone è stata scritta dal veterano del punk Richard Hale. Non so nemmeno se essere felice o arrabbiato per Saša.

Sono partner Saša Kulakova nei Jack Wood Group ed autore del repertorio è Matvej Kulakov, un ragazzo molto simpatico che ha anche un altro gruppo: Scofferlane. A suo tempo ho avuto uno shock culturale a causa loro, nel 2011 o 2012 mi hanno invitato ad un concerto in una cantina moscovita e ho avuto la sensazione di trovarmi in un altro tempo e spazio, ero sia nella Manchester del ’79 ad un concerto dei Joy Division che nella Melbourne del 1980 ad un concerto di Nick Cave. Kulakov è un tipo assolutamente autentico, zero falsità, nessuna di quelle miscele tra Parigi e Nižnij Novgorod presente in tutti i nostri gruppi rock. Ho paura che se Saša si unisse alle Pussy Riot, si scioglierebbero sia i Jack Wood che Scofferlane. Sarebbe un peccato dato che le Pussy Riot non valgono come due buone band moscovite.

Per completare il tema delle lingue straniere ascoltiamo un gruppo di Novokuzneck che canta in francese gli Shortparis. Il loro album per qualche motivo si chiama in russo “Дочери” (Dočeri / Figlie), ma è cantato in inglese e francese. Le loro tracce hanno tutte in comune il fatto di essere assolutamente senza contenuto dal punto di vista del messaggio.

Viviamo nel paese della grande letteratura, dove un poeta più di un poeta e questo dovrebbe valere anche se sei un poeta del rock. Di questi poeti ora se ne sentono pochi e le eccezioni a questa regola, purtroppo, sono quasi nulle quando si tratta della nuova musica russa.

Non mi piace la musica rap e hip-hop e ciò che mi capita di ascoltare spesso non mi è molto vicino. Non mi piace ” касты” (kasty) Гуфа (Gufa), Ноггано (Noggano), tutti questi gangster drogati: io non sono un gangster o un tossicodipendente, e non ho bisogno di gergalità. Tra i rapper russi mi piace Noize MC in quanto lo credo più rocker che un rapper.

Le cose più interessanti che ho avuto modo di sentire sul piano del significato e della poetica sono venute dalle labbra di un uomo soprannominato Бранимир (Branimir). In realtà, il suo nome è Alexandr Paršikov da Volgograd. Paršikov non è del tutto un rapper: se si immaginasse un Vladimir Vysocky 30-40 anni più giovane, sarebbe del tutto plausibile che non cantasse suonando la chitarra, e che usasse alcuni mezzi musicali più moderni.
L’ultimo album intitolato “За Бикс” (Za Biks nel senso di “Per le ragazze”) è un lavoro potente con testi forti e terribili. Tutto questo disco parla di ragazze sfortunate della provincia meridionale. Di recente ho letto dei piccoli centri della regione di Volgograd, dove c’è un traffico di droga, ed il 100 per cento degli studenti delle scuole superiori è tossicodipendente.

C’è anche della buona musica. Abbiamo già visto i Fog Depot. C’è un disco del gruppo Стены льда (Steny l’da / Muri di ghiaccio) intitolato “Белое безмолвие” (Beloe bezmolbie / Silenzio bianco). I nomi delle tracce sono tutti così: “La tempesta di ghiaccio, spazza la terra”, “Nuvole grigio piombo, spariscono oltre l’orizzonte del crepuscolo”, “Iceberg che scivolano nella nebbia, portando morte e distruzione”, e così via. Si tratta di un post-rock, c’è poco cantato ma è molto potente, monumentale, una bella musica per chitarra.

La prossima parte è dedicata alla umorismo, dato che la vita nel nostro paese è abbastanza divertente. Ho fatto una ricerca ed ho trovato un bel po’ di cose divertenti. Cominciamo con un gruppo chiamato “Проект Жлоб” (Proekt Žlob / Progetto Becero) da Smolensk.

C’è anche un progetto di San Pietroburgo chiamato Техно-поэзия (Techno-Poezija) con l’album “Lavoro della gente” con “Roman Osminkin – voce, urlo, gemito, canto,” e Anton Komandirov alla chitarra. Anche qui ci sono molte parolacce.

Un altro progetto è creato dal musicista Victor, 28 anni, sotto lo pseudonimo di Oligarkh. È attualmente un gruppo molto di moda, ma ha uno strano progetto: racchiudono inni ortodossi canonici con musica elettronica. Se vi ricordate circa 20 anni fa c’era un progetto francese piuttosto popolare: Enigma, anche loro prendevano registrazioni del canto gregoriano e lo mischiavano all’elettronica da club-lounge. Anche Oligarkh fa circa la stessa cosa, ma su di un argomento ortodosso. Per me rimane un grande mistero se sia una battuta o meno.

Il “Группа женского айкидо” (Gruppa ženskogo ajkido / Gruppo di aikido femminile) è di Astrakhan’. Credo che ad Astrakhan’ non vi siano buoni studi di registrazione. Per creare un effetto low-fi di moda e per rendere il suono sordo alcune persone di Los Angeles spendono appositamente i propri soldi. Ad Astrakhan’ accade tutto da sé .

Per terminare il nostro programma: dove si trova ogni bene a San Pietroburgo? In quale posto? Sul fiume nero. Черная речка (Černaja rečka) un gruppo di Kirov.

Ed a proposito il maggior gruppo rock russo di successo in Europa ancora una volta non è né di Mosca né di San Pietroburgo. È il gruppo Motorama da Rostov. È per questo che sono molto felice per la nostra provincia.

Fonte paperpaper.ru –  Tradotto da Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.