Slittano ancora le elezioni locali nel Donbass

Fonte: Naša Versija 20/04/2016; tradotto da Francesco Iovenitti; giornalista: Aleksandr Artiščenko.

Europa e Russia concedono a Petr Porošenko l’ennesima possibilità di agire da pacificatore

Da febbraio ad aprile, da aprile a luglio: Aleksandr Zacharčenko e Igor’ Plotnickij, leader rispettivamente delle Repubbliche Popolari di Doneck (RPD) e Lugansk (RPL), scendono ancora una volta a compromessi con Kiev rinviando le elezioni locali nel Donbass. La cosa singolare è che appena un mese fa il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmaier si diceva convinto che le elezioni sarebbero state indette entro la prima metà dell’anno, dando per scontato che l’amministrazione ucraina a quel punto fosse già riuscita ad attuare le condizioni degli accordi di Minsk. Ma anche stavolta Porošenko ha abbindolato tutti, agendo unicamente per i propri interessi.

Le elezioni locali vengono ormai rinviate da più di un anno. Tali convulsioni amministrative non agevolano di certo il consolidamento dei poteri nelle repubbliche popolari, al contrario. Inoltre questi continui rinvii incidono molto negativamente sull’immagine dei leader di RPD e RPL, offrendo un valido motivo per ritenerli dei ciarlieri. Questa volta Zacharčenko e Plotnickij non si sono neppure scomodati a dare una spiegazione: qual è la vera ragione dell’ennesimo rinvio delle elezioni? La figura di ciarliero la sta facendo anche Steinmaier. La questione è la seguente: a che pro tutti questi rispettabili signori rischiano la propria reputazione?

Per favorire Porošenko, ovviamente. La vicenda può essere così illustrata: Porošenko avrebbe la ferma volontà di concedere poteri speciali al Donbass in conformità agli accordi di Minsk, ma gli intrighi dei suoi cortigiani non permetterebbero al presidente dell’Ucraina di realizzare le sue più illuminate aspirazioni. Perciò bisogna concedergli ancora qualche mese dal momento che tutti sanno che Porošenko ha le migliori intenzioni.

Si può anche credere che in Europa i politici cadano ingenuamente in errore riguardo a Porošenko e alle sue reali intenzioni. Ma a Mosca invece? Ad ogni modo il nuovo slittamento delle elezioni conferma le previsioni più spiacevoli: i curatori russi del Donbass fanno chiaramente il gioco della fazione ucraina, poco propensa a ristabilire la pace nel sud-est del paese. E ingenuamente, come la maggioranza degli europei, il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault continua ad affermare con sicurezza che entro la fine di giugno Porošenko sarebbe pronto a far approvare in parlamento le rettifiche alla legge sullo statuto speciale del Donbass.

Intanto a Kiev Vasilij Gricak, capo dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza del governo ucraino, nel corso di un intervento all’Università Tecnica Nazionale, ha incoraggiato gli studenti a mettere in pratica lo slogan “Morte ai nemici”. “Zacharčenko, Plotnickij e gli altri capobanda dei terroristi devono sapere che verranno semplicemente annientati – ha annunciato Gricak. – Non si deve solo urlare “Gloria alla nazione”, ma bisogna anche agire. Morte ai nemici!”

Le elezioni avranno luogo nelle repubbliche di Doneck e Lugansk il prossimo 24 luglio. Sempre che non vengano nuovamente rinviate a data da destinarsi o che per quella data Kiev non si sia già riappropriata dei territori delle repubbliche popolari.

 

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione

Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione