Trionfale esibizione di Valerij Gergiev e dell’orchestra del Marinskij a Palmira

Fonte: RIA Novosti 05/05/2016. Tradotto da Simona Fonti

Il direttore d’orchestra, anche direttore artistico del teatro Marinskij, Valery Gergiev in concerto con l’orchestra sinfonica del teatro nell’anfiteatro romano di Palmira

Anna Kocarova, agenzia d’informazione “Russia Oggi”

Parlando del concerto, è difficile evitare frasi banali ed enfasi eccessiva. Ma già la novità stessa per cui Valry Gergiev e l’orchestra del teatro1427603993 Marinskij abbiano tenuto un concerto in una Palmira liberata appena qualche mese fa emoziona. Qui è stato tutto sorprendente: dal simbolismo del gesto alla riuscita dell’organizzazione in tempi brevissimi della performance dell’intera orchestra sinfonica in zona di guerra  e, infine, il fatto che Gergiev abbia trovato tempo e forza per una tale marcia forzata. Per di più proprio durante il festival Pasquale di Mosca, una fra le iniziative più amate dal maestro. Decine di concerti hanno luogo in tutta la Russia, la maggior parte dei quali diretti da Gergiev stesso. Come da programma, ieri Ekaterinburg, domani sera Perm’. Da tempo si vocifera sulla grande capacità lavorativa del direttore e sulla densità dei suoi impegni. Nel teatro alcuni membri dell’orchestra e tutti i musicisti vivono seguendo il ritmo del maestro. Ma ovviamente per quanto riguarda la performance attuale la cosa importante non è questa.

La vecchia Palmira

Il concerto “Con una preghiera per Palmira. La musica da vita alle antiche mura” è stato dedicato alla memoria dei difensori della città deceduti, tra cui ricordiamo Kaled Assad e l’ufficiale russo Aleksandr Prochorenko. Il concerto si è svolto nell’anfiteatro romano che le spietate barbarie, una volta impadronitesi della citta, hanno trasformato in un luogo atto all’esecuzione delle pene. Ancora poco tempo fa quasi tutti i giorni leggevano notizie riguardanti l’atroce omicidio del capo-custode del sito di Palmira e la distruzione degli antichi monumenti. Siamo venuti a sapere con stupore che la famosa illustrazione che fin da bambini vedevamo sulle copertine dei manuali di storia del mondo antico è la trionfale Arca di Palmira. Un mese fa gli studiosi russi, e in primo luogo il direttore del museo nazionale dell’Ermitage Michail Piotrovskij, avevano valutato il danno inflitto alla città antica e avevano definito i tempi entro cui sarebbe potuta essere ricostruita.  Ed ecco oggi Piotrovskij, il ministro russo della cultura Vladimir Medinskij e il suo collega siriano Issam Khalil con i rappresentanti dell’UNESCO, gli studiosi, i soldati russi e cittadini comuni di Palmira, seduti sulle tribune dell’antico anfiteatro, ascoltano la musica di Prokof’iev e Ščedrin. La Russia si è presentata in Siria non solo come una sua protettrice.

Bach, Ščedrin e Prokof’ievgergiev-palmyra

Questa è una verità universalmente nota: l’arte elimina i confini e permette a ciascuno di vedere, ascoltare e leggere le opere che emozionano in quel momento. E certamente questa musica fatta risuonare nell’antico anfiteatro ha assunto oggi un significato particolare, un senso particolare. Il breve programma, appena meno di un’ora di concerto, è risultato semplice ma denso di simbolismo. La prima a essere ascoltata è stata la Ciaccona di Bach dalla partitura in re minore per violino solo nell’esecuzione di Pavel Miljokov. Una fra le opere più forti e profonde dell’eredità mondiale, dinanzi la  quale l’ascoltatore non può restare indifferente. In questa melodia calma  e profondamente filosofica, ascoltata nella città antica, vi era anche tutto il dolore per le perdite e la comprensione di quanto accaduto. Ma cosa più importante, come se non fosse risuonato con tale magniloquenza, il trionfo della ragione sul caos. Il concerto è continuato con la “Quadriglia” di Ščedrin dall’opera lirica “Non solo Amore”, una fra i compositori preferiti da Gergiev. L’opera per violoncelli e orchestra è stata eseguita da Roldugin, un nome che si è spesso sentito nominare nell’ultimo mese non in relazione alla musica ma ai Panama Papers. La Quadriglia di Ščedrin satirica e intenzionalmente innaturale è stata paradossalmente ascoltata fra le scenografie sopravvissute dell’antica città. Questa stranezza è stata pienamente compensata dalla sinfonia classica di Prokof’iev  in chiusura.  In passato l’opera del compositore era stata una consacrazione al classicismo europeo. Il mondo dell’opera ha festeggiato a fine aprile i 125 anni dalla sua nascita.E non si può non dare quanto dovuto a Valery Gergiev, il quale, pur av
endo introdotto il concerto con una breve spiegazione del programma e laconiche frasi sia in inglese sia in russo, di fatto ha solo e sempre parlato attraverso la musica.

 

Guarda il concerto nella sua versione integrale.

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com

Simona Fonti

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com