Espulsione in massa di persone dalla Russia

Di cosa si parla nel rapporto dedicato all’espulsione di migranti

Fonte: Meduza.io 10/05/2016 Articolo di Danil Turovskij; Traduzione di Antonino Santoro

Il Comitato “Assistenza Civica”, che protegge i diritti dei profughi e dei migranti, il 10 maggio ha presentato la relazione “Espulsioni amministrative dalla Russia: procedura giudiziaria o cacciata in massa?”. In essa si parla del triplice aumento, dal 2013, delle sentenze giudiziarie sull’espulsione di migranti dal territorio della Russia, sulle assolute violazioni dei diritti dei migranti durante le udienze e dei giudici recordman capaci di emanare fino a 90 sentenze al giorno. “Meduza” riassume il contenuto della relazione.

Nel 2012 i tribunali russi hanno emesso 45227 sentenze di espulsione amministrativa di migranti; nel 2013 tale numero è cresciuto di tre volte arrivando a 137097, nel 2014 si è arrivati a 198371 mentre nel 2015 la cifra è diminuita a 177821. “Assistenza Civica” autori della relazione, collegano tale ripetuto aumento con l’entrata in vigore di due articoli che prevedono la pena obbligatoria dell’espulsione amministrativa: la parte 3 dell’articolo 18.8 del Codice degli illeciti amministrativi (violazione commessa da un cittadino straniero o da un soggetto senza cittadinanza delle norme di ingresso nella Federazione Russa o dello stato di soggiorno) e la parte 2 dell’articolo 18.10 (esercizio illegale di attività lavorative nella Federazione Russa da parte di uno straniero o di un soggetto senza cittadinanza). Gli autori della relazione definiscono tali articoli come una “legittimazione politica delle espulsioni di massa”.

“Loro hanno il compito di espellere le persone – ha dichiarato Illarion Vasil’ev giurista di Assistenza Civica – Io ho parlato con uno dei giudici. Questi mi ha detto: “perché vai controcorrente? Noi abbiamo delle disposizioni”. La macchina per l’espulsione lavora efficacemente e il suo compito è quello di cacciar via quante più persone possibili”. “Si tratta di una una cacciata in massa di persone dalla Russia. Nei tribunali le sentenze vengono prese con una velocità incredibile” – ha detto il capo di Assistenza Civica Svetlana Gannushkina.

Meduza

Numero di sentenze sull’espulsione amministrativa prese nella Federazione Russa dal 2011 al 2015. Dalla relazione di “Assistenza Civica”. Dalla relazione di “Assistenza Civica”

 

Uno dei leader per l’ “espulsione” dei migranti è Mosca. Secondo i dati della relazione, nella capitale è arrivato circa un terzo di tutte le sentenze giudiziarie del periodo 2012-2016 (154494 su 513289). Si tratta di più dell’80% di tutti i casi amministrativi nei tribunali distrettuali.

“Assistenza Civica” ha anche individuato i giudici che detengono il primato di velocità nell’emanazione di sentenze contro i migranti. Al primo posto vi è Sergej Bazarov giudice del tribunale del distretto di Golovinskij: dal 23 gennaio 2015 è riuscito ad emettere 90 procedimenti di espulsione spendendo circa 4 minuti  a pratica incluso il tempo necessario per la preparazione di tutte le carte. Da gennaio a giugno 2015 egli ha esaminato circa 110 procedimenti relativi agli “articoli dei migranti” e nel 100% dei casi ha decretato una pena amministrativa.

Al secondo posto vi è Marina Lipskaja del tribunale distrettuale di Sherbinskij. Il 21 gennaio 2015 ha espulso 73 persone; dal gennaio al giugno 2015 ha esaminato 1500 procedimenti e nel 100% dei casi ha decretato una pena amministrativa. Al terzo posto vi è Andrej Vasil’ev del tribunale distrettuale di Certanovskij: il 27 febbraio e il 24 aprile 2015 ha emesso 60 sentenze; dal gennaio al giugno 2015 ha esaminato più di 2500 procedimenti.

“Le pratiche si avviano a causa di piccole violazioni delle numerose norme” è riportato nella relazione. Svetlana Gannushkina ha portato come esempio una storia del 2014. Si intendeva espellere dalla Russia otto migranti arrestati dai poliziotti mentre trasportavano barattoli di vernice in macchina. Essi sono stati accusati di star facendo un lavoro per il quale non avevano autorizzazione: nella loro autorizzazione vi era indicata la specializzazione di “imbianchino” ma non avevano quella per lavorare con mezzi per il trasporto.

comitato

Il capo di “Assistenza Civica” Svetlana Gannushkina

L’autore della relazione è il collaboratore di “Assistenza Civica” Konstantin Troickij il quale indica che i migranti in Russia “sono privi del diritto ad un equo processo”: il monitoraggio del difensore dei diritti umani ha mostrato che per la maggior parte delle sedute dei tribunali i fatti vengono esaminati collettivamente, agli accusati non vengono spiegati i loro diritti e non vengono messi a disposizione gli interpreti. Troickij è stato in una di queste sedute nel tribunale di Meshanskij e ne riporta lo stenogramma.

Giudice: Lei è nato in Uzbekistan?

Fermato: [incomprensibile]

Giudice: Cittadino del Dagestan? Ha fatto le scuole?

Il Fermato parla in uzbeko.

Giudice: Ha fatto le scuole?

Il Fermato parla in uzbeko.

Giudice: Fino a quale classe?

Fermato: Fino alla 9° classe.

Poliziotto: Rispondi in russo. Togliti il berretto.

Giudice: Dove e che lavoro fa?

Il Fermato parla in uzbeko.

Giudice: Che lavoro?

Fermato: Costruzioni.

Giudice: Dica il suo indirizzo in Uzbekistan.

Il Fermato parla in uzbeko.

Giudice: Che numero civico?

Parlano in uzbeko. Risponde un altro Fermato.

Giudice: Quando l’hanno fermata, dov’era il suo passaporto?

Parlano in uzbeko.

Risponde un altro Fermato: Lo avevamo dimenticato a casa, poi i parenti lo hanno portato.

Giudice: Non ha nessuna registrazione, giusto?

Parlano in uzbeko.

Giudice: Si sieda.

Nella relazione è indicato che alcune sedute non vengono proprio condotte: il fermato viene condotto per alcuni minuti nell’ufficio del segretario e dopo qualche minuto egli esce con una sentenza già pronta.

La diminuzione del numero di sentenze nel 2015 secondo “Assistenza Civica” è legata alla partenza di un gran numero di migranti dalla Russia. “Per la Russia [quella dei migranti] non è più una questione prioritaria: il Rublo è caduto – ha affermato il giurista Illarion Vasil’ev – le persone dall’Uzbekistan e dal Tagikistan adesso vanno in Kazakistan e negli Emirati Arabi Uniti. “E’ verosimile che adesso la macchina, che non si può fermare, colpirà i migranti ucraini”. I migranti ucraini (compresi i profughi dall’est del paese) attualmente in Russia sono, secondo i dati del difensore dei diritti umani, circa due milioni e mezzo.

E’ possibile leggere la versione integrale del rapporto (in russo) qui

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com

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