L’età e le abitudini paterne incidono sulla salute dei figli

Mosca, 16 maggio, RIA Novosti.

Secondo un articolo pubblicato sull’American Journal of Stem Cells, un’analisi approfondita e il confronto dei risultati ottenuti dall’osservazione di bambini e dei loro genitori hanno dimostrato che l’età del padre e le sue cattive abitudini contribuiscono alla comparsa di malformazioni e malattie genetiche nei figli.

Joanna Klitinska, dell’università di Georgetown (USA), ha affermato: “Sappiamo da tempo che gli ormoni, i nutrienti della madre e le sue condizioni psicologiche alterano irreversibilmente la struttura e il funzionamento di organi, cellule e geni. Abbiamo inoltre dimostrato che la stessa cosa accade con i papà: il loro stile di vita e l’età possono incidere sul funzionamento delle molecole, responsabili del lavoro dei geni. In questo modo i padri influenzano non solo i loro figli ma anche la generazione successiva”.

Klitinska e i suoi colleghi sono giunti a questa conclusione dopo aver confrontato e combinato i risultati di decine di ricerche mediche sull’influenza di diversi fattori genetici ed extragenetici, trasmessi dal padre, sulla salute dei bambini.

Come riferito dagli autori dell’articolo, uno studio recente ha dimostrato che piccole variazioni e mutamenti nel DNA di entrambi i genitori non possono spiegare l’insieme dei tratti che il bambino eredita dalla madre e dal padre, mostrando il ruolo fondamentale dell’eredità extragenetica nella vita e nell’evoluzione dell’uomo.

dna

Il materiale genetico dell’uomo e di tutti gli esseri viventi, insieme al nucleo cellulare, è avvolto in particolari proteine istoniche, che compattano il DNA e influenzano la “leggibilità” dei singoli geni.

Negli ultimi anni i genetisti hanno trovato sempre più riferimenti al fatto che questo “avvolgimento” del DNA contribuisce alla trasmissione di informazioni tra le generazioni e permette ad animali e piante di adattarsi a nuove condizioni ambientali. I problemi relativi alla “sovrascrizione” di tag particolari sulla sua superficie sono stati associati alla predisposizione all’omosessualità e ai suicidi.

L’analisi di articoli, dedicati a tali “tag” nel DNA dei genitori e dei loro figli, ma anche nel DNA degli animali e dei loro cuccioli, ha dimostrato che i fattori epigenetici non incidono soltanto sulla salute e sulla vita dei figli, ma anche sugli ovuli e sugli spermatozoi.

Secondo Kitlinski, questi tag “paterni” influenzano, in primo luogo, la probabilità di sviluppare malformazioni congenite e malattie rare, causate dal malfunzionamento di geni e proteine.

La maggior parte di questi cambiamenti negativi era dovuta all’età e alle cattive abitudini del padre. Ad esempio, i figli di uomini alcoldipendenti nella maggior parte dei casi hanno sofferto di sindrome alcolica fetale, nonostante le madri invece non lo fossero. Un altro esempio è quelli dei figli di uomini con età superiore ai 45 anni, poiché hanno maggiori probabilità di diventare schizofrenici, rispetto a chi ha un padre giovane.

Ci sono stati però anche casi positivi. Ad esempio, i padri che durante l’adolescenza hanno seguito una dieta sana, hanno ridotto significativamente il rischio che i loro figli e nipoti potessero sviluppare malattie del sistema cardiovascolare.

Tutto questo dimostra che i ricercatori devono prendere sul serio lo studio di come l’epigenetica influenza la salute dei bambini, di come “l’avvolgimento proteico” dei geni influenzi entrambi i genitori e di come i tag possono interagire tra loro.