Il festival cinematografico “Kinotavr” comincia con una dichiarazione d’amore a Pietroburgo

Ha avuto inizio a Soči la 27esima edizione della più importante rassegna cinematografica russa “Kinotavr“. Le principali tendenze del festival quest’anno sono l’interesse per film girati da donne registe e per le pellicole di debutto.

La città più bella del mondo e una casa sul mare

La pellicola di apertura è il film collettivo “Peterburg. Tol’ko po ljubvi” (Pietroburgo. Solo per amore), al quale hanno lavorato Renata Litvinova, Avdot’ja Smirnova, Oksana Byčkova, Natal’ja Kudrjašova, Natal’ja Nazarova, Anna Parmas e Aksin’ja Gog.

“Si tratta di sette storie girate da donne registe su una delle città più belle del mondo, la loro amata San Pietroburgo” – ha detto la direttrice del concorso Sitora Alieva durante la conferenza stampa dedicata al “Kinotavr”.

Inoltre la rassegna si concluderà con un’altra pellicola girata da una donna: il nuovo lavoro di Vera Storoževa “Sdaëtsja dom so vsemi neudobstvami” (Affittasi casa con tutte le scomodità) che racconta di una casetta in riva al mare in cui vivono varie protagoniste molto diverse fra loro coi propri figli.
Le interpreti principali sono Viktorija Isakova, Irina Pegova, Svetlana Chodčenkova e Nina Dvoržeckaja.

“Il dottore” di Kucenko e “Il discepolo” di Serebrennikov

“Ripetiamo sempre che il concorso del nostro programma rappresenta il desiderio di cogliere la voce del tempo e lo stato dell’industria. Non si tratta solo dei successi cinematografici che aspettiamo durante l’anno, ma anche di giovani registi, donne nel cinema, documentaristi e attori affermati che debuttano come registi. Per la prima volta nella storia del “Kinotavr” più della metà dei lavori presentati sono debutti” – ha sottolineato la Alieva.

Quindi al concorso “Kinotavr” verranno presentati contemporaneamente nove debutti. Fra questi, ad esempio, la prima regia dell’attore Goša Kucenko “Vrač” (Il dottore), storia di un neurochirurgo che ogni giorno deve annunciare ai suoi pazienti diagnosi mortali, e “Ivan” di Alena Davydova, prodotto da Aleksej German Jr., che parla di un autista di ambulanza. La pellicola di debutto di Aleksej Krasovskij “Kollector” (Il collettore), che vede protagonista Konstantin Chabenskij, racconta la storia di un usuraio che ad un certo punto diventa vittima, mentre “Ogni bol’šoj derevni” (Le fiamme del grande villaggio) di Il’ja Učitel’ parla del lavoro nell’industria cinematografica russa.

Sarà inoltre presentato al festival il film “Razbudi menja” (Svegliami) di Guillaume Procenko con sceneggiatura scritta dal drammaturgo Vjačeslav Durnenkovyj e dal regista Andrej Stempkovskij. Rientrano, altresì, nel programma i film: “Ryba-mečta” (Pesce-sogno) di Anton Bil’žo con Vladimir Mišukov, Severija Janušaskajte e Maksim Vitorgan, “Čelovek iz buduščego” (L’uomo del futuro) di Romav Artem’ev, che debuttò tre anni fa al festival del cortometraggio “Koroče”, “Čužaja rabota” (Il lavoro altrui) del documentarista Denis Šabaev e il film drammatico di Nadežda Stepanova “Ja umeju vjazat'” (Io so lavorare a maglia) con la partecipazione di Vladimir Svirskij, Irina Gorbačeva e Roza Chajrullina.

Al “Kinotavr” sarà inoltre possibile vedere la commedia adolescenziale “Chorošij mal’čik” (Bravo ragazzo), nella quale recitano Semen Treskunov, Konstantin Chabenskij e Michail Efremov, il nuovo lavoro di Anna Matison “Posle tebja” (Dopo di te) con protagonista Sergej Bezrukov, “God literatury” (L’anno della letteratura) di Ol’ga Stolpovskaja e “Zoologija” (Zoologia) dal regista di “Klass korrekcii” (La classe di correzione) Ivan I. Tverdovskij, che ha partecipato al principale concorso del festival internazionale del cinema a Karlovy Vary. Al “Kinotavr” sarà proiettato anche il film “Učenik” (Il discepolo) di Kirill Serebrennikov, che ha rappresentato la Russia al concorso “Un certain regard” al festival di Cannes.

Lebedev valuterà i lungometraggi, Kryžovnikov i corti

La giuria del concorso del 27esimo Festival del cinema russo “Kinotavr” è presieduta da Nikolaj Lebedev, regista dei film campioni d’incassi “Ekipaž” (Equipaggio) e “Legenda N° 17” (Leggenda N° 17). Gli altri giudici del concorso quest’anno sono la critica cinematografica Nina Zarchi, il cineoperatore Sergej Mačil’skij, la sceneggiatrice Anna Parmas, il regista e produttore Džanik Fajziev e gli attori Sergej Šakurov e Marija Šalaeva.

I giudici del concorso “Kinotavr. Cortometraggio”, che presenterà 26 pellicole, sono invece la produttrice Elena Glikman, il regista Žora Kryžovnikov, l’attrice Dar’ja Ekamasova e la critica cinematografica Larisa Maljukova.

Premio d’onore a Sergej Bodrov 

Il premio d’onore “Per il contributo artistico alla cinematografia russa e mondiale” del festival “Kinotavr” sarà consegnato al regista e sceneggiatore Sergej Bodrov, autore dei film “Il prigioniero del Caucaso”, “Vastok-Zapad” (Est-Ovest) e “Il settimo figlio”.

“Come sempre al “Kinotavr” sarà assegnato un premio d’onore chiamato “Per il contributo artistico alla cinematografia russa e mondiale”. Come altro definire tutto ciò che il regista e scenografo Sergej Bodrov ha fatto nel corso degli anni? Ciò che ha fatto nel cinema russo, kazako e internazionale. Riteniamo che sia molto importante perché la figura di Bodrov riunisce in sé l’unicità della voce d’autore e la naturale tendenza al cinema di genere” – ha sottolineato alla conferenza stampa del festival il presidente del “Kinotavr” Aleksandr Rodnjanskij.

Durante la rassegna si assisterà anche alla proiezione del film di Bodrov “Il prigioniero del Caucaso” che quest’anno compie vent’anni. Per questa pellicola il regista ricevette una nomination al premio Oscar.

Lo scorso anno parteciparono al concorso del festival 14 film. Vinse “Pro ljubov'” (Sull’amore) di Anna Melikjan. Fu nominato miglior regista della rassegna Aleksej Fedorčenko per la pellicola “Angely revoljucii” (Gli angeli della rivoluzione) e il premio come miglior sceneggiatore andò a Vasilij Sigarev per la sua commedia natalizia “Strana O3” (Il Paese O3). Il budget per la 26esima edizione del “Kinotavr” fu di 150 milioni di rubli.

Fonte: TASS.ru 06/06/2016, giornalista: Marija Tokmaševa, tradotto da Diana Loreti

Diana Loreti

Traduttrice dal russo e dall’inglese, della Russia amo la lingua, la cultura, la letteratura, le tradizioni, i paesaggi. Collaboro a RIT per trasmettere queste passioni al pubblico italiano. dianalor330@gmail.com