L’Italia gioca da sola

Il modello di cooperazione tra Mosca e Roma potrebbe servire da esempio per altri paesi UE

Fonte: Kommersant 18/06/2016 Articolo di Galina Dudina. Traduzione di Antonino Santoro

L’appello pronunciato ieri dal Presidente Putin al “tornare alla fiducia nelle relazioni russo-europee e ricostruire un livello di collaborazione” verrà di certo percepito diversamente nei paesi dell’Unione Europea. Uno degli stati che si è già dimostrato pronto alla cooperazione è l’Italia, partner del Forum Economico Internazionale di  San Pietroburgo (SPIEF). Oltre a questo Galina Dudina corrispondente di Kommerant a San Pietroburgo ha notato che, sull’esempio dell’Italia, ai partner europei si dimostravano le più rosse prospettive di raddolcimento.

Se uno dei principali temi del primo giorno dello SPIEF sono state le relazioni russo-europee e l’incontro di Vladimir Putin con il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, ieri invece nel forum si è parlato maggiormente di relazioni bilaterali. L’attenzione principale è stata rivolta all’Italia, paese partner quest’anno del forum, che nello SPIEF ha presentato una grande delegazione con a capo il Premier Matteo Renzi.

Le musiche italiane risuonavano durante il grande evento d’affari ancora e ancora. Sul territorio dell’Expoforum è stato collocato il padiglione nazionale (più precisamente, l’unico nazionale allo SPIEF) decorato come un palazzo italiano e dove sono stati firmati contratti per una cifra totale di circa 1,4 miliardi di Euro. Gli imprenditori italiani si sono alternati a vicenda nelle tematiche e nelle discussioni generali. Infine, se Jean-Claude Juncker mercoledì aveva esordito sulla grande scena dello SPIEF separatamente da Vladimir Putin, con il quale si è successivamente incontrato nel Palazzo di Costantino, il Premier italiano Matteo Renzi ieri ha invece condiviso con il leader russo sia la scena che un pranzo di lavoro.

“L’Italia non è l’unico paese ad avere particolari relazioni con la Russia. Lo stesso si può dire della Germania e della Francia. Ma nelle relazioni tra Italia e Russia oltre alle considerazioni razionali ad avere un grande ruolo vi è anche il fattore di reciproca predisposizione” ha dichiarato a Kommersant Nadezhda Arbatova responsabile delle questioni politiche-internazionali dell’Europa presso l’istituto IMEMO RAN. “In termini di investimenti diretti con la Russia le compagnie francesi precedono di molto i colleghi italiani (alla fine del 2015 secondo i dati della Banca Centrale russa il volume degli investimenti diretti della Francia nella Federazione Russa ha superato 1.6 miliardi di dollari mentre quello dell’Italia è stato di appena 73 milioni di dollari – nota di Kommersant)” ha spiegato a Kommersant David Lasfargue Presidente dell’Associazione dei consiglieri dei commerci esteri francesi nella Federazione Russa e capo dell’ufficio moscovita dello studio legale Jeantet. “Tuttavia la dirigenza italiana sostiene in modo particolare la collaborazione con la Russia”.

Con la tesi delle “collaborazioni speciali” si è nel complesso dichiarato d’accordo, dopo aver chiacchierato con il corrispondente di Kommersant, anche il Ministro dello Sviluppo Economico italiano Carlo Calenda che insieme al capo del governo ha partecipato allo SPIEF. “Ci distinguono due cose” – ha dichiarato ieri Calenda a Kommersant. – “In primo luogo noi siamo arrivati in questo mercato molti anni fa, nel periodo sovietico, e questa è una nostra particolarità: siamo stati capaci di costruire qualcosa di stabile e duraturo. In secondo luogo noi abbiamo una significativa presenza commerciale: tutte le più importanti compagnie italiane cooperano con la Russia”. “La questione è su quanto possiamo ancora fare,” – ha continuato Carlo Calenda. – “Uno dei compiti è quello di spronare le medie e piccole imprese a passare dall’export in Russia verso gli investimenti”. Come ha informato ieri il Ministro, l’Italia e la Federazione Russa attualmente lavorano su 340 progetti congiunti relativi agli investimenti.

Sia nelle discussioni private che in quelle pubbliche, i funzionari italiani e gli uomini d’affari ammettono: il contesto nel quale bisogna lavorare oggi in Russia in due anni – ovvero dall’inizio della crisi ucraina – è cambiato in modo significativo anche se persino i vecchi problemi del mercato russo (carenza di trasparenza delle procedure d’affari, la qualità della produzione e i casi di corruzione) non sono scomparsi.

“Io non dirò che non vi è alcuna pressione. Nell’ambito delle sanzioni e delle contro sanzioni, certamente vi è una pressione” ha ammesso sinceramente ieri il capo del consorzio italiano di Finmeccanica Mauro Moretti prendendo la parola nella tavola rotonda russo-italiana. “I problemi che dovremo risolvere sono moltissimi: noi risolviamo sia i problemi tecnologici che quelli politici” – ha chiarito per poi riprendere: l’importante è “che questa pressione venga presa in considerazione fin dall’inizio”.

L’Ambasciatore italiano in Rusia Cesare Maria Ragaglini ha dichiarato a Kommersant: “le aziende italiane non si sono mai lamentate con me riguardo le difficoltà del lavorare nel mercato russo. E gli organi di potere russi dall’altra parte si dono sempre dimostrati pronti a collaborare sia a livello federale che a livello regionale”. Il diplomatico così spiega la difficile situazione venutasi a creare nell’ambito della crisi e del crollo degli scambi commerciali: “Noi non cerchiamo quello che può essere cambiato ma cerchiamo quello che può essere fatto concretamente: infatti quello che ad un primo sguardo può sembrare un ostacolo per gli investimenti stranieri, può essere tramutato in una possibilità per gli investimenti e per la collaborazione industriale”. Secondo Cesare Maria Ragaglini il business italiano sta gradualmente aumentando il volume degli investimenti in particolare in quei settori come la chimica e l’industria, i prodotti alimentari, ma anche la moda e gli accessori. “La visita del Premier Renzi non rappresenta solo un riconoscimento dell’attività dell’Italia ma anche il desiderio di alzare il livello della cooperazione russo-italiana” ha spiegato l’ambasciatore a Kommersant.

Sullo sfondo del vicolo cieco in cui sono finite le relazioni tra la Russia e l’Occidente, a Mosca non resta altro che puntare sullo sviluppo delle relazioni bilaterali con i diversi paesi UE che con essa simpatizzano.

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Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com