Isinbaeva ritiene che la decisione dell’IAAF sulla Russia abbia una motivazione politica

Fonte: RIA Novosti del 17/06/2016 Articolo di Elena Sobol’. Traduzione di Antonino Santoro

La campionessa olimpionica di salto con l’asta Elena Isinbaeva in una intervista all’agenzia “R-Sport” ha dichiarato che il Consiglio dell’IAAF, prendendo la decisione di non ammettere gli atleti dell’atletica leggera russa alle competizioni internazionali, ha fatto una scelta politica.

Venerdì il Consiglio dell’IAAF ha posto in vigore la squalifica della VFLA (Federazione Russa Atletica Leggera, nota di RIT) e, di conseguenza, l’estromissione degli atleti di atletica leggera russa dalle competizioni internazionali. Il 21 giugno il CIO terrà una riunione speciale per decidere se i vari sportivi meritino un approccio individuale o se debbano essere ritenuti collettivamente responsabili e quindi estromettere gli sportivi dai Giochi Olimpionici di Rio de Janeiro che si terranno dal 5 al 21 agosto di quest’anno.

“Posso solamente dire una cosa: seppure abbiano fortemente affermato che la politica non si sia intromessa, secondo me questa è invece pura e semplice politica. E tutti loro in qualche modo dipendono da qualcuno. E chiaramente questa decisione è stata presa, guidata, ma non da principi olimpionici, non da principi sportivi. Questo è sicuro. Naturalmente, la situazione che circonda la Russia nell’arena mondiale ha toccato anche lo sport” ha detto la Isinbaeva.

L’atleta ha anche commentato la propria reazione su quanto avvenuto. “La reazione, certamente, è stata scioccante. Naturalmente io, come tutti, credevo nel meglio, credevo in una conclusione positiva per gli sportivi coinvolti in questa situazione. Speravo nell’assennatezza dei membri dell’IAAF e di tutti coloro che si occupavano di questa questione. Ma purtroppo il buon senso non ha prevalso. Sono convinta che molti dei membri dell’IAAF non abbiano espresso la propria opinione  ma che siano stati diretti dalla decisione collettiva di qualcuno. Perché prendere all’unisono la decisione di squalificare gli sportivi russi è certamente assurdo. Vorrei almeno che qualcuno si indignasse” – ha notato la sportiva.

“Hanno punito il collettivo per gli sbagli e per le violazioni di alcune singole persone: questo è ingiusto. Perché io, certamente,  ho messo in dubbio l’intera struttura: ha protetto davvero i diritti degli sportivi “puliti” di cui parlano in continuazione? Perché i miei diritti, così come quelli di altri sportivi russi “puliti”, non sono stati difesi. Non si capisce di quale difesa stiano parlando. Per me la più grande domanda è rimasta senza una risposta”, ha aggiunto la Isinbaeva.

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com