Mosca inaugura l’ambulanza per alcolisti

Fonte: Naša Versija, 13/06/2016; tradotto da Francesco Iovenitti; giornalista: Kira Delivoria

Nella capitale russa è stato attivato il pronto soccorso per le sbornie

A Mosca già da quest’anno è in funzione il pronto soccorso pubblico per alcolisti. Evgenij Brjun, il più rinomato tossicologo del paese, afferma che in futuro i centri pubblici di recupero dall’alcolismo offriranno il servizio in ogni distretto della città.

Si prevede che “l’ambulanza degli alcolisti” potrebbe compiere nel primo periodo dai 50 ai 100 viaggi al giorno. I veicoli dispongono solo dello stretto necessario, ovvero dei farmaci di base e di un’attrezzatura costituita solo da cardiografo e apparecchi manuali per la respirazione artificiale. Nel caso in cui le condizioni del paziente risultassero troppo gravi, i tossicologi avrebbero il compito di chiamare un’ambulanza specializzata nella rianimazione o nel supporto psichiatrico.

È importante rilevare che i deputati della Duma, non più tardi della scorsa primavera, avevano proposto anche di reintrodurre il sistema pubblico di centri di disintossicazione, liquidato nel 2011 con una riforma del Ministero degli Interni. Se si continuerà di questo passo non è escluso che la Russia possa tornare in breve tempo e a pieno regime al collaudato sistema sovietico di battaglia all’alcolismo.

Intanto alcune regioni hanno già seriamente pensato alla riapertura dei centri di disintossicazione. Qualche giorno fa il responsabile del Ministero degli Interni per il circondario autonomo dei Nenec (regione nord-occidentale) ha proposto di reintegrare il centro di disintossicazione a Nar’jan-Mar.

“Nella nostra regione un delitto su due viene commesso sotto l’effetto dell’alcol – fa notare un poliziotto. – Su 10 reati comuni contro la persona, 9 sono conseguenza del consumo di alcol.”

Ironia della sorte è che la chiusura dei centri di disintossicazione del 2011 è stata portata avanti con la convinzione che da quel momento in poi non si sarebbe più dovuto ricorrere a strutture simili per la pubblica sicurezza. E adesso sono proprio gli stessi apparati di sicurezza che li rivogliono indietro.

Tali iniziative riscuotono successo fra i russi, infatti, secondo i dati di un sondaggio del “Levada-centr”, il 48% dei cittadini russi accoglie positivamente un possibile ritorno dei centri pubblici di disintossicazione, mentre il 49% degli intervistati propone la reintroduzione dei “lečebno-trudovye profilaktorii” sovietici (centri di disintossicazione dove i pazienti dovevano anche lavorare, ndr.). In questo senso, la comparsa del pronto soccorso per alcolisti potrebbe essere il primo passo verso la rinascita del precedente sistema.

Ad oggi tutte le iniziative contro l’alcolismo sono nelle mani dei privati: secondo gli esperti, il business delle cliniche nel campo dell’alcolismo si aggira sui 40-50 milioni di dollari l’anno. In tali contesti i servizi offerti quasi mai si rivelano qualitativamente soddisfacenti, dal momento che lo scopo principale della maggior parte delle strutture private è accontentare il cliente con i propri servizi, non certo curarlo dall’alcolismo. Nel migliore dei casi di fatto si tratta di sorvegliare soggetti dipendenti dall’alcol. Infatti, se in strutture simili non lavorano medici professionisti, l’alcolismo può diventare incontrollabile e portare alla morte.

“L’alcolismo sfocia gradualmente in una serie di malattie gravi e pericolose, – spiega Vladimir Altschuler, professore del centro di ricerca di tossicologia del Ministero della Salute russo. – Il paziente deve essere sottoposto ai controlli necessari per chiarire la presenza della malattia: nelle cliniche private vengono effettuati raramente.”

Non bisogna neanche dimenticare che curare gli alcolisti e i tossicodipendenti senza il loro consenso è vietato dalla legge attualmente in vigore. I medici considerano questa situazione una vera e propria catastrofe: perfino in punto di morte gran parte dei pazienti che soffrono di una qualsiasi dipendenza non hanno la forza di riconoscere il proprio problema e iniziare una cura. Intanto questa norma è già apparsa anche nelle nuove realtà russe, nel corso del processo di disintegrazione del precedente sistema.

Per la restaurazione dei centri pubblici di disintossicazione e dei profilaktorii e per l’organizzazione del servizio di pronto soccorso per alcolisti sono ancora una volta necessari fondi piuttosto consistenti, che sembra sia difficile trovare in questo periodo di crisi.

Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione

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