“Giustizia è fatta”: le reazioni alla decisione del CIO di non interdire la squadra della Federazione Russa dai Giochi Olimpici del 2016

Secondo la decisione, gli sportivi russi che in precedenza hanno fatto uso di doping non saranno ammessi ai Giochi di Rio de Janeiro

Fonte: Tass 24/07/2016 Traduzione di Antonino Santoro

Il Comitato Olimpionico Internazionale non vieterà alla squadra russa di partecipare ai Giochi Olimpici del 2016. Tuttavia, gli sportivi russi che in precedenza hanno fatto uso di doping non saranno ammessi ai Giochi di Rio de Janeiro. Oltre a questo, il CIO ha anche affermato che la decisione sull’ammissione degli atleti russi verrà presa dalle federazioni internazionali dei vari sport.

Le reazioni a tale decisione:

  • Il ministro dello Sport della Federazione Russa Vitalj Mutko: “Siamo riconoscenti al CIO per l’ammissione degli sportivi russi alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Sono convinto che la maggior parte della squadra russa potrà essere in linea con i criteri presentati dal CIO. E’ giusto non ammettere alle Olimpiadi gli sportivi russi che in passato hanno fatto uso di doping”.

 

  • Il presidente del CIO Thomas Bach: “Tale decisione è stata presa in pratica all’unanimità basandoci sulla responsabilità per l’assunzione di doping”.

 

  • Il capo del Comitato olimpionico russo Aleksander Zhukov: “Abbiamo intenzione di riformare il sistema anti doping in modo tale che siano create delle barriere insuperabili per coloro che desiderano vincere slealmente con metodi fraudolenti”.

 

  • Il presidente del Comitato di coordinamento temporaneo del Comitato olimpionico russo Gennadi Aleshin: “la decisione del CIO era prevedibile, la Russia non è una potenza con la quale ci si poteva rivolgere in modo scorretto”.

 

  • Il direttore per le relazioni con il Comitato organizzativo “Rio-2016” Mario Andrada: “noi sosteniamo gli sportivi “puliti”. E mi sembra che una punizione collettiva ad un intero paese violerebbe i diritti di quegli sportivi che non hanno fatto uso di doping. E questo non è giusto. Noi dobbiamo fare di tutto affinché gli sportivi “puliti” siano premiati e difesi”.

 

  • Il membro del CIO, quattro volte campione olimpionico di nuoto Aleksandr Popov: “è una decisione normale non solo per la squadra ma anche per tutte le delegazioni olimpioniche. Se è scritto che coloro i quali hanno avuto problemi con i test anti doping non possono partecipare, allora così sia. Faremo ciò che ha deciso il Comitato olimpionico internazionale e le regole sono uguali per tutti”.

 

  • Il capo del Comitato della Duma di Stato per l’educazione fisica, lo sport e le attività giovanili, Dmitry Svishev: “Credo che sia una decisione giusta, positiva per la Russia, ma le decisioni devono essere applicate non solo agli sportivi russi ma agli sportivi di tutto il mondo. Tutti devono superare dei controlli preventivi anti doping e dimostrare di essere puliti. Se così sarà per tutti i maggiori tornei, allora il problema del doping sarà sradicato definitivamente”.

 

  • Il presidente della Federazione internazionale hockey (IIHF), membro del comitato esecutivo del CIO René Fasel: “Sono molto felice per la decisione positiva del comitato esecutivo che ha permesso alla Russia di partecipare ai Giochi di Rio. E’ una decisione giusta in quanto il sostegno agli atleti “puliti” è un importante aspetto dell’attività di una qualunque organizzazione sportiva”.

 

  • Il presidente della Federazione russa tiro con l’arco Vladimir Esheev: “Certamente, il CIO ci ha toccato i nervi, dovevano farlo. E gli è riuscito molto bene. Ma io dico sempre agli sportivi: ogni difficoltà ci fa solo mobilitare”.

 

  • Il presidente della Federazione ginnastica artistica russa Irina Viner-Usmanova: “Posso dire solo parole di ringraziamento: è una saggia decisione del CIO presieduto da Bach, un vero sportivo, un olimpionico, un campione dei Giochi. Lui sa che cosa vuol dire allenarsi e non partecipare”.

 

  • La due volte campionessa olimpionica del salto con l’asta Elena Isinbaeva: “Il non ammettere l’intera squadra russa sarebbe stato un enorme sbaglio e il CIO ne ha compreso l’importanza. Sarebbe stato uno scandalo sportivo mondiale di cui il CIO non ha bisogno”.

 

  • Il principale allenatore della squadra russa di nuoto sincronizzato Tatjana Pokrovskaja: “Giustizia è stata fatta. E’ meraviglioso il fatto che gli sportivi innocenti non saranno puniti e parteciperanno ai Giochi Olimpici”.

 

  • Il presidente della Federazione pallamano russa Sergey Shishkarev: “Mi aspettavo il verdetto che abbiamo ascoltato oggi. Questa è una decisione che ci va bene ma non posso dire che sia giusta”.

 

  • Il tre volte campione olimpionico di lotta greco-romana Aleksandr Karelin: “Ritengo che sia la decisione più elegante considerato lo scalpore, la tendenziosità, la pressione senza precedenti, il desiderio di alcuni Comitati olimpionici nazionali di togliere di mezzo in qualunque modo un chiaro pretendente alle medaglie olimpioniche. C’è però un ma: tatticamente abbiamo un po’ perso. Sono rimasti pochi giorni alle Olimpiadi e noi siamo nel mezzo di una discussione su come dobbiamo giustificare il nostro diritto per un posto ai Giochi”.

 

  • L’ex campione del mondo di Boxe e deputato della Duma di Stato della Federazione Russa Nikolaj Valuev: “E’ possibile che spingeranno la decisione (sul non ammettere gli sportivi russi) attraverso altre organizzazioni internazionali, si cercheranno delle ragioni possibili”.

 

  • L’ex capo dell’Agenzia internazionale antidoping (WADA) Richard Pound: “Il CIO ha avuto la seria possibilità di fare una dichiarazione seria. Ma tale possibilità è stata sprecata. Se fosse stato coinvolto un qualsivoglia paese come, ad esempio, la Danimarca, allora la decisione di una squalifica generale sarebbe già stata presa da molto tempo”.

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com