Cattiva buona vodka

L’Ente federale russo per la protezione dei consumatori ha annunciato una diminuzione delle vendite di alcol

La settimana scorsa l’Ente federale russo per la protezione dei consumatori ha reso noto che come risultato della limitazione degli orari e dei luoghi di vendita, negli ultimi sette anni le vendite ufficiali di alcol sono diminuite del 9%. La diminuzione dell’accessibilità agli alcolici (il governo intende prevalentemente dei maggiori ostacoli per l’acquisto e solo in secondo luogo una regolamentazione del prezzo) è uno degli obbiettivi  del programma realizzato per il periodo 2009-2020 sulla diminuzione dell’abuso di prodotti alcolici. Il governo progetta di abbassare il consumo di alcol in generale (nel 2010 – 2012 del 15%, nel 2013-2020 del 55%), diminuendo contemporaneamente la quota dei super alcolici nel volume totale di bevande, e di eliminare del tutto la produzione illegale. Gli autori del programma sono partiti dal fatto che al momento della sua scrittura nel 2008 un cittadino medio del paese consumava 18 litri di puro alcol (alcol anidro) dei quali solo 10 provenivano da una produzione legale: l’OMS stima in 8 litri la quantità massima assumibile.

Né le limitazioni agli orari di vendita né quelle sulla distanza dei punti di vendita dai luoghi di interesse sociale hanno una significativa influenza nella bilancia dell’uso di alcol. Il discorso verte principalmente sul prezzo dell’alcol legale: il prezzo minimo per una bottiglia di vodka dal 2010 al 2015 è raddoppiato dagli 89 ai 185 rubli per mezzo litro; ecco che quindi secondo l’esperto del mercato degli alcolici Vadimi Drobiz, la vodka viene comprata di meno.

Le ricerche confermano l’inversa proporzionalità tra prezzo e consumo. Marina Kolosnicyna, Natalja Coordina e Congro Dorzhiev, esperti dell’Accademia presidenziale russa per l’economia nazionale e la pubblica amministrazione (РАНХиГС), in un articolo dedicato all’efficacia delle misure anti alcol delle politiche statali hanno indicato un aumento del 10% del prezzo dell’alcol produce in media un abbassamento del 5% del consumo (per il vino e per i super alcolici di circa il 7% mentre per la birra è del 4%). Ed è qui che avviene la sostituzione: con una crescita del prezzo, ad esempio, della vodka, aumenta il consumo di birra e di samogon (distillato russo, nota di RIT).

Ma se i russi comprano meno vodka legale, questo non vuol dire che essi ne bevano di meno dice Drobiz. Mentre la vodka diventava più costosa, a diminuire è stato solo il consumo della vodka legale, di buona qualità, ma è cresciuto il mercato di quella illegale che Rosstat (Ente federale per le statistiche, nota di RIT) non prende in considerazione. Secondo i dati degli statisti dal 2011 le vendite di alcol legale in Russia sono cadute ma nel 2016 cresceranno: si tratta, secondo Drobiz, di un dato positivo anche per l’Ente federale russo per la protezione dei consumatori in quanto a crescere è il mercato legale. La crescita delle vendite nel 2016 amareggia l’Ente per i consumatori ma fa felice il Ministero delle Finanze: considerando i bassi prezzi della benzina, aumenta l’importanza per il budget delle accise sugli alcolici.

Fonte Vedemosti 1/08/2016 Articolo di Marija Zheleznova. Traduzione di Antonino Santoro

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Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com