I paralimpici russi sono rimasti senza Rio. Come è potuto accadere?

Domenica 7 agosto il Comitato Paralimpico Internazionale (CPI) ha sospeso dall’attività internazionale il Comitato Paralimpico Russo. Di conseguenza l’intera squadra russa non potrà partecipare alle Paralimpiadi del 2016 che si svolgeranno a Rio de Janeiro dal 7 al 18 settembre. Al CPI hanno dichiarato che il sistema anti doping russo è completamente frantumato e corrotto. A tale conclusione il Comitato è arrivato dopo la pubblicazione del rapporto della commissione indipendente antidoping di Richard McLaren. Nel documento si afferma che i funzionari sportivi russi insieme a collaboratori del laboratorio antidoping di Mosca e del Servizio Federale di Sicurezza russo hanno aiutato in modo significativo i propri sportivi a nascondere l’assunzione di doping. Lo schema si è diffuso anche tra i paralimpici. Nel Comitato paralimpico russo promettono di impugnare la decisione del CPI. “Meduza” risponde ad alcune importanti domande sulla sospensione dei russi.

È possibile avere qualche dettaglio in più sulla sospensione? A cosa è dovuta?

Il 18 Luglio l’Agenzia Mondiale Antidoping (AMA) (WADA in inglese – Nota di RIT) ha pubblicato un rapporto di una commissione indipendente sulla situazione del doping nel movimento olimpico russo. I membri della commissione affermano che in Russia il governo non ha lottato contro il doping ma al contrario ha aiutato gli sportivi ad evitare le responsabilità per averne fatto assunzione. Il principale metodo utilizzato era, secondo la commissione, molto semplice: i campioni positivi risultavano, nelle relazioni spedite all’AMA, come negativi. La decisione di “salvare” uno sportivo o meno, secondo i dati della ricerca, veniva presa dal vice ministro dello sport della Fedrazione Russa Yuri Nagornych. Oltre a ciò, i campioni negativi degli sportivi russi sembra venissero sostituiti dai funzionari del Servizio Federale di Sicurezza russo i quali manomettevano i campioni sigillati con urina “sporca” e la sostituivano con quella pulita.

Nel rapporto si parla di centinaia di casi di sostituzioni. In 35 casi sono stati scambiati i campioni di paralimpici russi. Il Comitato internazionale paralimpico ha spiegato in dettaglio quali siano gli sportivi coinvolti, quale tipo di doping hanno potuto assumere e quale decisione è stata presa da Nagornych nei loro confronti. Il giorno prima della decisione sulla sospensione del Comitato paralimpico russo, gli autori della ricerca hanno trasmesso al CPI ulteriori 10 test positivi i quali nel laboratorio antidoping di Mosca erano risultati come negativi.

In questo modo il CPI ha analizzato la situazione di 45 campioni di 45 sportivi ma nel caso di un campione non si è potuto stabilire a chi appartenesse. E’ stato chiarito che solo 27 campioni riguardano il movimento paralimpico. Una parte dei campioni apparteneva a sportivi che partecipano come singoli, ufficialmente non riconosciuti come paralimpici. 11 campioni su 27 sono stati oggetto di un tentativo di occultamento: erano positivi ma sul database risultavano come negativi. Gli autori della ricerca ritengono che con il tempo potrebbero essere trovati ulteriori campioni sospetti.

Oltre a questo il CPI ha deciso di inviare ad un esame aggiuntivo 21 campioni di sei paralimpici russi che hanno partecipato ai giochi di Soci. Due sono risultati non adatti ad una analisi mentre in 18 su 19 sono stati trovati segni di manomissione. Gli esperti hanno chiarito che l’urina di tali campioni è stata sostituita con urina pulita degli stessi paralimpici.

Sospendere l’intero comitato: è regolare?

Il CPI può escludere i comitati nazionali per violazione dei compiti previsti dal Codice mondiale antidoping e dal Codice antidoping. Nel codice mondiale si dice, in particolare, che i comitati nazionali devono perseguitare con fermezza tutti i casi di violazione delle regole antidoping e collaborare con le altre organizzazioni per la lotta contro il doping. Nel Codice antidopng del CPI si dice che l’organizzazione “può utilizzare le proprie regole per sanzionare una organizzazione sportiva che si trova sotto la sua giurisdizione”. Vi è anche una postilla in cui si dice che il codice non limita in alcun modo i “reciproci rapporti disciplinari tra le organizzazioni”.

Nel Comitato paralimpico russo dicono che l’organizzazione abbia fatto tutto ciò che era da essa richiesto secondo le regole: ha informato gli sportivi sulla lista delle sostanze non ammesse, ma la responsabilità per il controllo sul doping secondo le regole spetta all’AMA. In una conferenza stampa dell’8 agosto Vladimir Lukin e Pavel Rozhkov  responsabili del Comitato paralimpico russo hanno letto una comunicazione del Comitato paralimpico internazionale. Rozhkov ha fatto notare come il documento non contenga alcuna accusa nei confronti dei funzionari del Comitato paralimpico russo: nella comunicazione si dice che in Russia si è sviluppato tale sistema (nel quale i funzionari del ministero dello sport e del laboratorio anti doping non combattono contro il doping ma ne favoriscono l’assunzione) e che il Comitato paralimpico nazionale semplicemente non può funzionare normalmente.

Perché gli olimpici russi non sono stati esclusi dai giochi di Rio mentre i paralimpici si?

Perché i Giochi Olimpici sono curati dal Comitato Olimpionico Internazionale ovvero da un’altra organizzazione. Anche il CIO ha preso una decisione radicale: ha invitato le singole federazioni a decidere da sole se sospendere gli sportivi dalle competizioni oppure no. Ad esempio le federazioni dell’atletica leggera e pesante hanno deciso che gli sportivi russi non devono partecipare alle Olimpiadi.

Ma mica tutti i paralimpici hanno assunto doping! Perché allora punirli tutti?

Su questo conto vi sono opinioni diverse. Molti ritengono che l’utilizzare il principio di responsabilità collettiva si tratti di una decisione assolutamente ingiusta. Alle paralimpiadi sarebbero dovuti andare 267 russi. Naturalmente, tra di loro vi è una maggioranza di eccellenti sportivi che mai hanno assunto doping. Nel Comitato paraolimpico russo dicono che le 35 persone di cui si parla nel rapporto della commissione indipendente non erano nella lista per andare a Rio. Ma qui bisogna capire che il CPI ha prestato attenzione non solo agli sportivi dei quali si è parlato nel rapporto di Richard McLaren ma anche agli altri atleti con “campioni sospetti” (ad esempio di coloro i quali hanno partecipato ai giochi di Soci)

Al Comitato paraolimpico internazionale commentano la propria decisione in questo modo: ci dispiace molto per gli sportivi onesti ma essi sono delle vittime del loro stesso governo. Per questo dobbiamo prendere una decisione così dura, affinché altri membri del CPI comprendano le proprie responsabilità. Escludere una squadra dalle Olimpiadi è solo una evidente conseguenza della frattura delle relazioni con un’organizzazione che non adempie ai prori doveri.

 La Russia ha una forte squadra di paralimpici?

Si, forte. Nella scorsa Paralimpiade estiva la squadra russa ha occupato il secondo posto nel medagliere. Plovcicha Oksana Savcenko è una delle maggiori stelle della squadra russa. E stata tto volte campionessa paralitica e ha raggiunto record nei giochi del 2008 e del 2012. Nei giochi paralimpici invernali la squadra russa ha vinto più di quella estiva: per le ultrime tre edizioni la squadra non è mai scesa oltre il secondo posto. L’atleta di biathlon Roman Petushkov è stato per due volte riconosciuto dal Comitato paralimpico internazionale come migliore sportive del mondo.

Roman
Roman Petushkov – Foto inserita da RIT

Fonte Meduza.io 8/08/2016  Traduzione di Antonino Santoro

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Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com