Il Museo di Mosca ha inaugurato la sua esposizione migliore

“L’ABC del museo” mostra pezzi di ogni genere e colore con efficacia ed eleganza

La collezione del Museo di Mosca è imperscrutabile e illogica, proprio come la città stessa. Durante i 120 anni della sua esistenza si è accumulata una quantità – più di un milione – di pezzi d’esposizione d’ogni genere dal valore piuttosto discutibile. Pensare a tutti è difficile, ma solamente nell’esposizione “L’ABC del museo” in una sala sono esposti complessivamente 2000 oggetti, che a un primo sguardo risultano scollegati l’uno dall’altro: automobili prebelliche, una tazza reale del 1895, scatole da tè o per caramelle, busti di sindaci sovietici diversi per grado ed età, ma artisticamente irrilevanti, vecchi pendenti dissotterrati qua e là e un attestato di servizio di B.I. Zbarskij (celebre biochimico sovietico, NdT), dove alla voce “occupazione” è scritto “professore” e sotto “luogo di lavoro” “Mausoleo di Lenin”.

È difficile trovare un senso e un tema di fondo nella mostra considerato lo spaventoso assortimento di pezzi, e non serve nemmeno cercarlo. Mosca è come un fiume che da mille anni scorre seguendo le sue regole. L’esposizione è stata organizzata sulla base di un principio molto semplice, ossia sull’alfabeto, nel quale ogni sezione-lettera rappresenta un concetto, una parola o un fatto. Questi non manifestano direttamente la regola, ma in parte la fissano. E anche se spesso questa divisione elementare sta a indicare semplicemente l’incapacità dei curatori nell’allestire l’esposizione con logica, in questo caso, nonostante l’assenza di una linea generale, la logica sussiste in ognuna delle 32 ripartizioni. Il segno duro e molle dell’alfabeto russo sono stati raggruppati insieme.

Le curatrici Aleksandra Selivanova e Ekaterina Selezneva hanno perfettamente giustificato la scelta delle parole per il loro abecedario moscovita in brevi note esplicative inserite lungo tutto il corso dell’esposizione, eppure anche queste mancano di uniformità. Ci sono sezioni dedicate all’evento storico dell’ “Invasione napoleonica”, altre alla via “Ostoženka”, altre al cortile come unità di misura della città.

I materiali riguardanti la piazza Sucharevskaja sono stati collocati sotto la lettera “L” perché secondo una leggenda è “il punto d’intersezione più importante” della storia locale e della rappresentazione popolare del “mago e stregone” James Bruce (stratega, leader militare e scienziato russo di origini scozzesi, XVII-XVIII sec. NdT). Sempre nella torre Sucharev venne collocato nel 1925 il Museo dell’economia urbana, ribattezzato Museo comunale moscovita e ora come Museo di Mosca. In questo modo si capisce perché della moltitudine di leggende moscovite è stata scelta proprio questa, è ancora un simbolo della demolizione insensata moscovita dei monumenti storici (la torre fu demolita nel 1934 durante la ricostruzione della città NdT).

In ogni soggetto esposto in sequenza alfabetica nell’esposizione si può trovare qualcosa di interessante o di simpatico, come il giocattolo di Natale più caro della vostra infanzia oppure un registratore di cassa abbondantemente decorato, di quelli che si trovavano nei vecchi cinema. Inoltre, altrettanto preziose, si possono trovare le tante testimonianze dell’idiozia della vita ufficiale della capitale, come il modello terribilmente ridicolo in granito del Mausoleo di Lenin, “Dono per l’800° anniversario di Mosca da parte della Repubblica Socialista Sovietica Carelo-Finlandese”.

Una delle caratteristiche migliori dell’”ABC del museo” è l’assenza di pathos, che aumenta di livello solo con alcuni dei pezzi esposti. Apprezzabile è anche il fatto che nelle sale non risuoni alcun motivetto banale simile alla canzone per la capitale a me tanto cara (riferimento all’inno ufficiale della città, “La mia Mosca” NdT). Il fatto non è che la canzone sia brutta, semplicemente ascoltarla non è il massimo.

Aperta fino all’11 novembre

 

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Fonte: Vedomosti   07/08/2016.  Articolo di Olga Kabanova, Traduzione di Chiara Pavan

Chiara Pavan

Nata a Lecco, classe 1991. Laureata in Traduzione specialistica, traduco per il tedesco e il russo. I viaggi, il cinema e la cucina sono tra le mie più grandi passioni.

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