Dmitrij Medvedev: “Noi non siamo l’UE. Siamo più forti e più stabili”

I primi ministri di Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizia hanno discusso a Soci sulla futura reciproca collaborazione economico-commerciale.

Fonte Izvestija 12/08/2016 Articolo di Pavel Panov, Traduzione di Antonino Santoro

A Socie si è tenuta la riunione del Consiglio intergovernativo Eurasiatico nella quale è stata discussa la situazione dell’economia globale e quella dei paesi che fanno parte dell’EurAsEC (Comunità Economia Eurasiatica – nota di RIT). All’incontro hanno preso parte il primo ministro russo Dmitrij Medvedev, il primo ministro bielorusso Andrej Kobjakov, il capo del governo kazako Karim Masimov, il premier armeno Hovik Abrahamyan, il capo del governo kirghizio Sooronbay Jeenbekov ed anche il presidente del collegio della Commissione economica eurasiatica Tigran Sargsyan.

Giovedì, prima dell’inizio dell’incontro ufficiale i capi di governo hanno avuto una cena informale durante la quale hanno discusso l’agenda della riunione: il nuovo codice doganale dell’EurAsEC, i problemi relativi ai reciproci scambi commerciali e il monitoraggio degli spostamenti delle merci nei territori dei paesi facenti parte dell’unione. Ma prima di affrontare le importanti questioni economico-commerciali, i premier di Russia e Kazakistan hanno assistito ad un match amichevole di hockey disputato da squadre dilettantistiche dei due paesi. Prima dell’inizio dei giochi Dmitrij Medvedev e Karim Masimov hanno deciso di mettersi alla prova sul ghiaccio e hanno svolto un piccolo allenamento. Secondo le parole dei due primi ministri, essi non si aspettavano di, un giorno, giocare l’uno contro l’altro.

Durante la riunione del giorno principale i partecipanti hanno prestato particolare attenzione al nuovo codice doganale dell’EurAsEC. Dmitrij Medvedev ha attirato l’attenzione dei partecipanti sul fatto che nell’ultimo anno il peso unitario dei reciproci scambi tra i paesi è aumentato.

“Un capiente comune mercato con una libera circolazione di merci, servizi, capitali e lavoro rappresenta un nostro grande vantaggio competitivo. Quest’anno nonostante le non favorevoli circostanze estere, il peso unitario dei reciproci scambi è cresciuto fino al 14,2 %. Di quasi due volte è aumentato l’export all’interno del mercato dell’unione dall’Armenia sui singoli mercati dalla Bielorussia, Kazakistan e Kirghizia” ha dichiarato il capo del governo russo. “Con l’adozione del codice il processo di sdoganamento verso i confini esterni all’unione verrà unificato mentre le condizioni per gli spostamenti di merci verrà significativamente semplificato. Voglio costatare che siamo ad un passo dall’accordo”.

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Il capo del governo kazako, Karim Masimov ha reso noto che è attualmente in atto la preparazione di una serie di accordi per una zona di libero commercio.

“Si prepara la sottoscrizione di alcuni accordi su zone di libero commercio con tutta una serie di paesi: Israele, India e Iran. E’ in elaborazione la questione di una cooperazione con la Repubblica di Corea, con Singapore e con l’Indonesia. Ci siamo messi a lavorare su un accordo di cooperazione economico-commerciale tra i paesi EurAsEC e la Repubblica popolare cinese ha raccontato Masimov. Noi appoggiamo in toto il codice doganale e spingiamo per accelerare l’attuazione dei dovuti documenti. Il nuovo codice dovrà diventare una garanzia per gli imprenditori dei nostri partner commerciali.

Anche il premier armeno Hovik Abrahamyan ha appoggiato il proprio collega.

“Noi attribuiamo un grande significato all’adozione del codice doganale e abbiamo sempre dimostrato flessibilità durante la sua elaborazione. Il codice deve essere recepito in modo uniforme nei nostri paesi” ha dichiarato Abrahamyan.

Dopo la riunione Dmitrij Medvedev ha incontrato i giornalisti ed ha risposto ad alcune domande. Il capo del governo ha subito fatto notare che l’organizzazione si chiama EurAsEC e non EAEC.

“Voglio focalizzare la vostra attenzione sul fatto che la denominazione della nostra entità è “EurAsEC “. Quando prima si parlava di EAEC la maggior parte delle persone sentiva: UE. Noi non siamo l’UE. Noi siamo più forti e più stabili.” ha detto il premier.

Il capo del governo ha anche commentato il peggioramento della situazione in Crimea nell’ultima settimana. Ricordiamo che il 10 agosto il Servizio Federale di Sicurezza ha dichiarato di aver scongiurato degli attentati terroristici in Crimea preparati dal dipartimento centrale dei servizi segreti del Ministero della difesa ucraino.

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“A mio modo di vedere questo è, senza dubbio, un crimine compiuto contro il governo russo e contro il popolo russo che vive in uno dei suoi territori. Posso esprimere dispiacere per il fatto che un atto di tale genere sia organizzato dalla dirigenza di un paese a noi vicino nonostante le non facili relazioni che ci sono tra di noi. Questo è increscioso sia per il nostro paese sia soprattutto per il popolo ucraino la cui attenzione, con questo genere di azioni, viene provata ad essere distolta dai problemi interni. E’ un passo assolutamente chiaro, è amorale e merita una profonda deplorazione e condanna” ha dichiarato Medvedev.

Il premier non ha poi negato che alla luce degli ultimi avvenimenti è del tutto possibile che si crei uno squarcio nelle relazioni diplomatiche tra Russia e Ucraina.

“Riguardo alla spaccatura delle relazioni diplomatiche posso dire che nella storia è successo di tutto. Vi ricordo come da noi dopo alcuni famosi avvenimenti si sono lacerate le relazioni con la Georgia. Io non vorrei che questo avvenisse ma se non resterà nessun’altra soluzione allora il presidente potrà, probabilmente, prendere una tale decisione. La decisione finale spetta al capo dello stato” ha detto il capo del governo russo.

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com

  • rommel

    Lo dicevano anche agli inizi degli anni ’90. sono arretrati ma pensano di essere avanti.