I migliori album della primavera-estate

Fonte: Novaja Gazeta 27/07/2016 Traduzione di Marcello de Giorgi

Mašina Vremeni – “Voi”

1I Mašina non uscivano con un nuovo album dal 2009. Nel corso degli anni sono passati da un concerto sulla Piazza Rossa ad annullare tour per motivi politici, lo stesso Makarevič ha cantato: “Il mio paese è impazzito, e non si è potuto fermarlo”. Questa canzone non è presente sul disco, ma c’è il pezzo “Krisy” (ratti, ndr), scritto ai tempi di piazza Bolotnaja: “Amo molto la gente e questo paese, ma non posso sopportare i topi!” e “Mi piace sempre meno quest’aria, che mi offrono da respirare”.

Andrej Vadimorič era di umore piuttosto nero quando ha scritto queste canzoni ed è sorprendente che suonino per lo più ottimiste, sarà il rock-and-roll o il beat. È un disco retrò, vecchia scuola, sono i Mašina che eravamo soliti ascoltare nei bei vecchi tempi.

Colpisce come sia combini il sociale e l’astrazione. Un mondo governato dall’amore e da un giorno, luminoso, “una notte senza temporali e alba senza lacrime”, “l’ultimo aereo esce da un cordone di nubi all’ora stabilita, e il dolore svanisce” tutto è come in una favola. Ma allo stesso tempo “i ladri hanno rubato il Paese dei ladri” e “se i topi arrivano al formaggio, dimenticate l’odore del formaggio, quando i guerrieri comandano il mondo è la guerra a finire il mondo.” In pochi sono in grado di esprimere le cose con tale precisione.

esto stesso contrasto si trova nelle canzoni di Grebenšikov, amico e collega di Makarevič. Nella sua “Il mio Signore d’argento” (Серебро Господа моего) dice “tutti i boiardi sulle Toyota, con il loro numero di Vogue e Playboy, vendono legno e petrolio in Occidente, la SS-20 in Oriente.”

“Voi” è anche un album molto ansioso e particolare. Makarevič chiede periodicamente: “Qualcuno si sveglierà?”, “C’è qualcuno? Noi siamo estranei tra estranei”. E infine proprio senza speranza “Ho sognato che le persone non siano più persone, ed ho paura che una volta sveglio l’alba non arriverà”.

In ogni brano si può trovare una analogia del passato, ma Makarevič non ha mai ricercato solamente l’originalità. In questo album ha detto apertamente: “Io canto quello che voglio, un migliaio di volte”.

Perché tutte queste ripetizioni siano necessarie viene spiegato dal brano “Una volta” (Однажды), che chiude l’album. “Al mondo non c’è morte e non c’è tempo” canta Makarevič alla John Lennon su un lento e solenne sottofondo di tastiere. Ecco la risposta: la morte sta nel tempo, è con lui che ci si dibatte disperatamente, e non con il governo con qualcuno della vita reale. Nonostante ci si batta è sempre il tempo a vincere, da qui derivano l’astrazione e la ripetizione. Questo è il modo per non soccombere ad un mondo mutevole.

Aукцыон / “Aukcyon” – На Солнце / “Al sole”

2In qualche modo le loro canzoni sono sempre tristi, ma divertenti da ascoltare. In una sala da concerti si fa ballare come fosse musica pop. La musica è qualcosa di complicato: c’è del jazz, dell’avanguardia e del minimalismo. I testi sono ancora più difficili, nella tradizione di Chlebnikov. Ma questo non impedisce a nessuno di godersi le canzoni, tantomento ai musicisti.

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A prima vista l’album risulta triste. Tratta di cadute e fughe. “Il mondo si sta sciogliendo”, “Nessuno mi ha detto che ero caduto”, e anche “crescere, crescere senza gioia”. Nonostante le accuse di apatia politica e di distacco dalla realtà Leonid Fedorov (nella musica) e Dmitrijy Ozerskij (nei testi) catturano una tendenza certa: il vecchio mondo si sta sgretolando sotto gli occhi di tutti ed il nuovo non è ancora nato. Fedorov canta di questo con una tale tenerezza dolente che la vita diventa più facile. E a volte anche buona.

Аукцыон / “Aukcyon” è il gruppo più strano tra i migliori ed il migliore tra i gruppi strani. Nonostante la capacità di scrivere melodie di bellezza celestiale, solitamente inseriscono nella loro musica inciampi, dissonanze, intoppi per non risultare troppo dolci. Questo non è presente nel nuovo album. È come essere immersi nel fiume e nuotare. La canzone può durare dieci minuti, e durante il concerto anche venti, ma questo non fastidio a nessuno.

Non ci sono arrangiamenti complessi (sono in generale pochi, tutti i suoni registrati direttamente con pochissime sovraincisioni), non ci sono testi pretenziosi: “fate attenzione, non è così semplice, qui si intende qualcosa a cui si dovrebbe seriamente riflettere”. Il testo è come un altro strumento musicale, e la musica scorre come l’acqua nella canzone “La vela”: “Oh, abbiamo l’aria, l’acqua, / e navighiamo avanti e indietro, / Non cadiamo, non cambiamo, / vogliamo solo andare …”.

Lo ska e bossa nova targato Aukcyon, il trasparente suono della tromba, vanno associati a Miles Davis. Non sono canzoni, ma piuttosto uno spazio dove ci si può aspettare qualsiasi cosa accada. Fedorov voleva scrivere da tempo un album che suonasse ogni volta nuovo, ed ora, finalmente, ce l’ha fatta. In questo c’è qualcosa di maestoso: “Tutto si sta sciogliendo, tutti i lavandini, / E le persone e cavalli”, e la musica suona e suona.

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Fedor Čistjakov “Bez durakov”

3Forse l’album più divertente dell’anno, ed è improbabile che qualcuno lo superi nei prossimi mesi. Ha le stesse sensazioni di energia positiva della musica russa del lontano passato. Nessuno se lo aspettava dall’ex leader del leggendario gruppo “Nol'” ( Ноль / zero, ndr) Čistjakov, il più dostoevskiano dei nostri musicisti. Si definisce proprio così: “Potrei essere l’eroe di uno dei romanzi di Dostoevskij”.

La maggior parte dell’album sembra una colonna sonora di un cartone animato. La prima canzone è “Canzone del pirata con un occhio solo”: «Ciao, sei in Somalia, / Qui non assumono avvocati. / Veloce, fondi i rubli / Acquista dei ducati!». E poi, uno dopo l’altro, compaiono personaggi tra il reale e l’assurdo, ce n’è un’intera galleria. Il capo dei servizi segreti “uscito dal rock and roll”. Lo stupido provinciale che cerca di rapinare una banca, “sulla faccia indossa dei collant”, e diventa per questo una star di YouTube (“Fai un bluff alla cassiera, dicendo che sei James Bond”). E la signora delle pulizie di “Gazprom”, che “ripulisce proprio tutto”.

L’autore folleggiare cone nella canzone “Città della contea N” di Mike Naumenko. Lì Beethoven suona il blues, Romeo porta Giulietta al cinema a vedere un poliziesco di moda e Galileo lavora come disc jockey e ha fatto un disco con il gruppo Steely Dan.

Naturalmente questo carnevale stile pop art, è uno strano mix di personaggi assurdi e di volti noti e notizie reali. Oltre del caso “Gazprom” si parla di default, di motociclisti patriottici nella canzone “Harley Davidson”, e anche della stazione radio “Eco di Mosca”. La canzone sull’Eco, riavvicina improvvisamente l’album alla realtà trasformando un baccanale in un discorso serio “Dimmi, manca molto alla terza guerra mondiale?”.

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I critici musicali hanno messo a lungo Čistjakov in croce. Sembrava evidente che non avrebbe scritto niente di meglio rispetto a “L’uomo e il gatto” e “Canzone dell’indiano moderno” (Человека и кошки» и «Песни онастоящем индейце»). La sua carriera sembrava quella di Paul McCartney dopo aver scritto Yesterday.

Ma è successo l’inaspettato. Čistjakov si è improvvisamente svegliato e ha pubblicato un album, e messo a segno una serie di colpi vincenti. È pieno di vita, canta e suona la fisarmonica in modo virtuoso come nella sua giovinezza, durante i concerti emana energia a grappoli. Il suo pensiero musicale è ancora abbastanza imprevedibile. Registra e produce la sua musica con maggiore qualità rispetto ad un passato dove aveva meno tecnologia ed esperienza. Ci si aspettava che peggiorasse ed invece è diventato migliore, anche se raramente i miracoli accadono.

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.