I dirigenti scolastici in Russia si sentono più manager che insegnanti

I finanziamenti e l’organizzazione della struttura scolastica sono più importanti del processo didattico

Fonte: Izvestija 16/08/2016  Articolo di Natalija Berišvili, Traduzione di Alessia Bianco

L’Istituto Superiore di Economia di Mosca ha condotto uno studio nazionale “Il dirigente scolastico in Russia oggi: un’analisi statistica, il sistema di preparazione e le modalità di gestione”. Ne è risultato che la maggioranza degli attuali dirigenti scolastici considerano se stessi prima di tutto amministratori e non insegnanti. Quasi non vigilano sulla qualità dell’insegnamento, raramente assistono alle lezioni e ancor meno insegnano. Il 60% dei presidi considera come proprio compito principale la creazione delle condizioni più adeguate per la sussistenza della scuola. Contemporaneamente solo il 12% degli intervistati pone al primo posto le esigenze degli allievi e dei genitori e appena lo 0,3% attribuisce un’importanza al senso di soddisfazione dell’intero gruppo scolastico.

Il direttore del Centro di sviluppo delle capacità di leadership in ambito didattico dell’Istituto Superiore di Economia e coordinatore accademico del Dottorato in “Gestione della didattica”, Anatolij Kaspržak, ha spiegato al giornale “Izvestia” che l’indagine “Il dirigente scolastico in Russia oggi: un’analisi statistica, il sistema di preparazione e le modalità di gestione” è stata condotta in tutte le regioni della Russia dal 2013 al 2016. Secondo i dati ricavati, il 60% degli attuali dirigenti scolastici presta molta più attenzione alle questioni amministrative, piuttosto che al controllo del processo didattico e appena il 18,8% degli intervistati pensa che il coordinatore di un istituto scolastico debba concentrarsi sul profitto degli studenti.

“Oggi i dirigenti scolastici si definiscono sempre più spesso manager. Questo è molto umiliante. Ricordiamo l’affermazione di Viktor Astaf’ev: “Il contadino russo ha già abbandonato la campagna, ma non è ancora arrivato in città”. Allo stesso modo i presidi delle scuole russe hanno già abbandonato la pedagogia, ma non sono ancora giunti al management e all’amministrazione. E io non sono certo che sia necessario giungere fin là” afferma Anatolij Kaspržak.

Egli sottolinea ancora che i programmi di preparazione per i dirigenti scolastici sono dedicati fondamentalmente a questioni giurudiche ed economiche, ma ai problemi di tipo pedagogico non si presta molta attenzione. Ne consegue che i modelli di gestione didattica sono impersonali, sempre più spesso non tengono conto delle reali esigenze di allievi e insegnanti.

Anatolij Kaspržak rimarca che il 54% dei direttori scolastici assiste alle lezioni solo con lo scopo di controllare i programmi. Si presta ancor meno attenzione alla risoluzione dei problemi in classe e all’organizzazione della didattica. Ad esempio, la maggioranza dei presidi incontra i coordinatori degli organi collegiali, responsabili della qualità dell’insegnamento, poche volte al mese.

“Oggigiorno ci si può imbattere in un preside che non ha mai insegnato. Una tale situazione mi allarma” ha affermato Anatolij Kaspržak.

Secondo la sua opinione, un dirigente scolastico deve essere innanzitutto un bravo insegnante, come ad esempio il capitano di una pattuglia aerea dovrebbe essere il migliore dei piloti.

“Recentemente sono venuto a conoscenza del sistema di preparazione per i dirigenti scolastici in Cina. Lì il candidato che aspira all’incarico di preside deve innanzitutto raggiungere un alto livello di qualifica come insegnante. Non considero l’istruzione cinese un modello da imitare, ma nello specifico condivido questa idea” ha affermato Kaspržak.

A detta di Kaspržak, se i dirigenti scolastici non daranno importanza alle loro priorità in ambito didattico ed educativo, l’istruzione presto o tardi sparirà dalle scuole. Insegnanti e studenti saranno gravati di un lavoro orientato al raggiungimento dei migliori risultati nell’esame di stato. In alcune regioni ciò è necessario, affinché una scuola migliori la sua reputazione e ottenga ulteriori finanziamenti. Allo stesso tempo la discussione delle strategie didattiche, delle tecnologie educative e di un clima di gruppo favorevole slittano in secondo piano.

“I risultati del nostro studio sono già inseriti nei programmi di preparazione dei dirigenti scolastici e degli insegnanti che vengono realizzati dall’Istituto Superiore di Economia. Abbiamo inviato le informazioni anche al Ministero dell’Istruzione e della Scienza della Federazione Russa. Per quanto mi è dato sapere, tali informazioni sono state considerate in fase di elaborazione di uno standard professionale per i coordinatori di strutture scolastiche e hanno influenzato il contenuto e l’organizzazione del programma federale in vista di una modernizzazione del sistema didattico” ha affermato Kaspržak.

Il presidente dellAssociazione russa per la difesa dei diritti degli utenti dei servizi scolastici, Viktor Panin, ritiene che i dirigenti scolastici debbano preoccuparsi in primis della qualità dell’istruzione e che i suoi collaboratori possano occuparsi a pieno delle questioni amministrative.

“Ogni direttore scolastico può avvelersi di un vice per le questioni amministrative e di un responsabile per le questioni contrattuali. Dunque il direttore che pone al primo posto le questioni amministrative e lo stipendio è un cattivo preside” ha affermato Panin.

Contrariamente secondo il direttore dell’Istituto scolastico n. 548 “Caricyno”, Efim Račevskij, un preside al passo con i tempi dovrebbe essere allo stesso tempo un buon amministratore e un buon insegnante.

“In questa disputa io porto sempre l’esempio del comandante in capo delle forze aerospaziali russe, Viktor Bondarev, il quale risponde dei costi delle truppe, ma sa anche giudare ogni tipo di aereo” spiega Račevskij e aggiunge: “Non è possibile insegnare bene l’algebra, se in classe si sente puzza di fogna”.

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com