L’Italia respingerà le sanzioni contro la Russia dopo le dimissioni del Presidente del Consiglio

Fonte: Izvestija, 23/08/2016; giornalista: Dar’ja Coja; tradotto da: Francesco Iovenitti.

In Italia i membri dell’opposizione esigono che il primo ministro Matteo Renzi mantenga la promessa di rassegnare le dimissioni dopo il referendum sulle riforme costituzionali

Le opposizioni italiane invocano le elezioni anticipate dopo il referendum sull’approvazione delle riforme costituzionali. I parlamentari intervistati da “Izvestija” fanno notare che le dichiarazioni di Matteo Renzi sul fatto che le elezioni parlamentari del 2018 siano indipendenti dai risultati del referendum, stanno a testimoniare la riluttanza del premier ad assumersi le proprie responsabilità. Se Renzi non dovesse ottenere la maggioranza dei voti e abbandonasse il ruolo di primo ministro, Roma potrebbe operare un riavvicinamento con Mosca e porrebbe il veto sul prolungamento delle sanzioni antirusse.

Con l’uscita dal campo di Renzi potremo intraprendere un dialogo serio e costruttivo con la Russia, che per noi rappresenta una priorità. Innanzitutto sarà necessario revocare le assurde sanzioni, che non solo sono inutili a livello politico, ma incidono negativamente anche sugli indicatori economici. Se il nostro movimento ottenesse la maggioranza di governo, porremmo il veto sul prolungamento delle sanzioni antirusse. A nostro parere l’Unione Europea e la Russia sono partner strettissimi, che devono cooperare in maniera costruttiva nell’interesse dei propri cittadini e noi continueremo a lavorare per questo” – dichiara a “Izvestija” Fabio Massimo Castaldo, deputato del Movimento 5 stelle al Parlamento Europeo.

In caso di dimissioni forzate del primo ministro sarà necessario costituire un nuovo governo, presumibilmente del Movimento 5 stelle, il quale ha fatto registrare risultati record alle elezioni comunali di giugno (i rappresentanti del Movimento hanno vinto in 19 comuni su 20) e inoltre, stando agli ultimi sondaggi, riscuote il maggior consenso nel paese, il 30,6%. Dopo di che, secondo Castaldo, assisteremmo a un cambiamento sostanziale della politica estera italiana.

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Anche un’altra forza di opposizione presente nel parlamento italiano, la Lega Nord, richiede elezioni anticipate dopo il referendum e un cambiamento degli orientamenti di politica estera del paese.

Renzi deve dimettersi dal ruolo di Presidente del Consiglio. Oggi stiamo vedendo come non abbia la volontà politica di mantenere la parola data rassegnando prontamente le dimissioni in caso di mancata approvazione delle riforme costituzionali. Il progetto delle riforme è la base della politica dell’attuale governo e in particolare del premier. Adesso si ritrova nella situazione in cui, invece di esprimere gli interessi del popolo, rappresenta gli interessi di certi gruppi politici. – racconta a “Izvestija” Paolo Tosato, senatore della Lega Nord. – Il nostro partito si batte da tempo per le dimissioni di Renzi, ma saranno i risultati del referendum a mostrare con precisione quanti siano davvero a sostenerlo. Gli ultimi sondaggi rivelano che la gente non appoggerà le modifiche alla costituzione, e a quel punto il suo destino sarà segnato.”

Come ha sottolineato Tosato, dopo le dimissioni di Renzi, Roma cambierà gli orientamenti della politica estera, riavvicinandosi alla Russia.

La Lega Nord è l’unico partito ad aver riconosciuto i risultati del referendum in Crimea. Noi consideriamo la Russia un nostro fondamentale alleato. I provvedimenti limitativi devono essere revocati per molte ragioni: per la distruzione dell’economia del paese, la recessione e l’impossibilità di esportare le merci in uno dei mercati più importanti, ma anche per le posizioni comuni nelle relazioni internazionali. La Russia è il nostro partner principale per la difesa dei valori occidentali e nella lotta al terrorismo internazionale” – fa notare il senatore.

È necessario sottolineare che già altre volte Matteo Renzi aveva dichiarato che nel caso in cui le riforme costituzionali non fossero state approvate, sarebbe stato pronto alle dimissioni. Oggi la sua posizione è cambiata: egli reputa non più corretta la scelta di personalizzare le riforme. Il premier ha affermato che le elezioni parlamentari avranno luogo a tempo debito indipendentemente dai risultati del referendum, che si dovrebbe tenere il prossimo ottobre o novembre.

Ho commesso un errore (proponendo le dimissioni), ed è per questo motivo che tutte le questioni legate al voto vengono discusse con toni tanto alti” – fa notare Matteo Renzi.

Il referendum per il progetto delle riforme costituzionali è orientato a una modifica del sistema politico del paese, a grandi linee si prospetta un ridimensionamento dei poteri e del numero dei membri del senato da 315 a 100 unità. Nel caso in cui la maggioranza dei cittadini italiani si dovesse pronunciare a favore dell’introduzione delle modifiche alla costituzione, il sistema bicamerale attuale di fatto cesserebbe di esistere.

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Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione

Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione