La Cina ha preso di mira la Russia

L’industria russa è sotto l’attacco degli hacker cinesi

Fonte Gazeta.ru 26/08/2016 Traduzione di Antonino Santoro

Mentre l’Occidente considera la Russia come uno sciacallo cibernetico, gli hacker ad Oriente sempre più spesso vedono al paese come una preda. I dati del “Laboratorio Kaspersky” testimoniano il drastico aumento degli attacchi dalla Cina. Anche l’azienda californiana Proofprint ha indica un aumento delle aggressioni cibernetiche cinesi.

Il numero dei casi di infrazioni commesse da hacker cinesi verso i sistemi informatici dell’industria russa, inclusa quella difensiva, nucleare e aeronautica, è aumentato di circa tre volte fino ad arrivare a 194 durante i primi sei mesi di quest’anno. In tutto il 2015 si erano contatti solo 72 di tali casi, ha raccontato Aleksandr Gostev esperto di sicurezza del “Laboratorio Kaspersky”.

Come scrive Bloomberg, gli attacchi hacker avvengono nonostante l’ufficiale propaganda di amicizia tra Mosca e Pechino ed anche nonostante esistano degli accordi sulla sicurezza cibernetica, cooperazione e non aggressione conclusi tra i due paesi. “Io non ne vedo l’efficacia”, dice Gostev.

Il presidente russo Vladimir Putin sta cercando di consolidare i legami economici e militari con Pechino da lui definito come un “partner strategico” sullo sfondo delle tese relazioni sia con gli USA che con l’Europa a causa del conflitto in Ucraina.

Il leader russo e il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping durante il Summit di giugno a Pechino hanno concluso più di 30 accordi tra cui alcuni sulla cooperazione nella sfera energetica, in quella delle infrastrutture dei trasporti e nella sfera della esplorazione dello spazio. Lo stesso Xi Jinping aveva espresso il desiderio della Cina di rimanere un amico della Russia “per sempre”.

Tra Russia e USA

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Le accuse verso Mosca riguardo gli attacchi hacker hanno inasprito i rapporti con gli USA dopo la dichiarazione della FBI di ritenere molto verosimile che dietro l’attacco al Partito Democratico e la conseguente pubblicazione delle lettere della candidata alla presidenza USA Hillary Clinton vi siano i servizi russi.

La Russia nega il proprio coinvolgimento. Donald Trump, candidato al Partito Repubblicano, aveva invitato la Russia a scovare le 30mila lettere, ora sparite nel nulla, della corrispondenza della Clinton durante il suo mandato come Segretario di stato. Tuttavia il repubblicano aveva successivamente dichiarato si trattasse solo di una frase sarcastica.

L’attività degli attacchi hacker verso la Russia è aumentata dopo che lo scorso settembre Jinping e il presidente USA Barack Obama hanno firmato un accordo che prevede il divieto dello spionaggio cibernetico economico.

In una relazione di giugno della compagnia FireEye si evince che gli attacchi verso gli USA compiuti da parte di ignoti gruppi di hacker cinesi sono considerevolmente diminuiti nel corso dell’ultimo anno.

Gli esperti di sicurezza ricollegano ciò agli interessi di stato.

Russia e Cina nel maggio del 2015 hanno firmato un accordo per la sicurezza delle informazioni e per una non aggressione.

“L’esperienza cinese della cooperazione nell’ambito della sicurezza cibernetica mostra che Pechino non sempre è interessata ad attuare un accordo in modo totale – ritiene un esperto di cyber sicurezza PIR Oleg – Questo è specialmente vero quando gli accordi riguardano gli interessi strategici e quelli militari della Cina”.

Le autorità cinesi che si occupano delle questioni legate ad internet non hanno risposto a tale commento. Il paese ha poi immediatamente accusato gli USA di lanciare accuse infondate riguardo la partecipazione dello stato negli attacchi hacker.

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L’aspirapolvere cinese

Secondo il “Laboratorio Kaspersky” l’ostile Programma cinese di Garanzia (PO) include più di 50 Trojan che quest’anno hanno attaccato 35 imprese e agenzie russe.

Gostev ha notato che tra di esse vi erano sei imprese militari specializzate nella produzione di missili, radar e apparecchiature militari navali, cinque ministeri, 4quattro compagnie di aviazione e due compagnie coinvolte nel settore nucleare.

“Quasi tutte le imprese per la produzione difensiva russa sono state di recente attaccate da gruppi di hacker cinesi” ha dichiarato l’esperto.

Questi si è però rifiutato di specificare quali siano state le vittime degli attacchi cibernetici rifacendosi alla politica di riservatezza dei clienti del “Laboratorio Kaspersky”.

Gostev ha dichiarato che il numero degli attacchi verso le organizzazioni è probabilmente molto più grande di quello che viene reso noto. Egli ha spiegato che solo il 10% delle aziende clienti della compagnia hanno condiviso col “Laboratorio Kaspersky” informazioni riguardo gli attacchi.

Secondo le informazioni della pubblicazione a subire gli attacchi sono stati Uralvagonzavod e “Vertolety Rossii”.

Le compagnie e la FSB (i Servizi Federali per la Sicurezza in Russia – nota di RIT) non hanno commentato la situazione. Alle domande dei giornalisti non ha risposto neanche l’assistente di Vladimir Putin per la sicurezza informatica Andrej Krutskich.

Attualmente non è possibile parlare con certezza della partecipazione delle autorità cinesi negli attacchi. Ciononostante, come fa notare Gostev, è probabile che il governo approvi o addirittura sponsorizzi gli attacchi hacker. L’esperto sottolinea che “essi prendono di mira lo spionaggio cibernetico e non mirano a colpi finanziari”.

“Loro lavorano come un aspirapolvere, viene scaricato tutto senza eccezione – ha aggiunto Gostev – Poi qualcuno analizza i danni rubati. Probabilmente, per elaborare tutte queste informazioni servono centinaia di persone”.

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
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