Beslan, durante la commemorazione arrestate le giornaliste di “Novaja Gazeta” e “Takich del” Elena Kostjučenko e Diana Chačatrjan

Fonte: Novaja gazeta, 01/09/2016, traduzione di: Sydney Vicidomini

A Beslan, durante la commemorazione delle vittime dell’attentato del 2004, la polizia ha trattenuto le giornaliste di “Novaja Gazeta” e “Takich del” Elena Kostjučenko e Diana Chačatrjan.

Alle 9:15, nella scuola N° 1 di Beslan, la campanella ha chiamato a raccolta gli alunni, in vista della commemorazione. Cinque donne che hanno perso i propri cari durante l’attentato, si sono tolte maglie e giubbotti e hanno mostrato delle T-shirt con scritte riportanti accuse nei confronti del presidente.

Gli uomini del Servizio Nazionale di Sicurezza (FSB) e la polizia in borghese hanno sospinto le donne allontanandole dal centro della sala e, di fatto, bloccandole in un angolo e nascondendole alle loro spalle durante il passaggio della delegazione ufficiale, nella quale si trovava, tra gli altri, il capo ad interim dell’Ossezia del Nord Vjačeslav Bitarov.

In seguito, il direttore del Dipartimento Regionale degli Affari Interni della regione Pravoberežnyj Ibragim Dulaev si è avvicinato alle donne e ha comunicato loro che stavano infrangendo l’articolo 20.2 del Codice degli Illeciti Amministrativi e ha chiesto che lo seguissero in caserma. Le donne hanno cominciato a gridare e i poliziotti hanno fatto qualche passo indietro.

Hanno partecipato alla protesta Ella Kesaeva (la cui figlia, Zarina, era tra gli ostaggi); Emma Betrozova (che ha perso il marito Ruslan e i figli Alan, di 16 e Aslan, di 14 anni); Žanna Cirichova (che è stata ostaggio insieme alle due figlie e ha perso la piccola Elizaveta Cirichova, di otto anni); Svetlana Margieva (ostaggio insieme alla figlia Elvira, che le è morta tra le braccia); Emilija Bzarova (nella scuola si trovavano i due figli, il marito e la suocera; il figlio di 9 anni, Aslab Dzasarov, è morto).

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Le donne hanno richiesto che si indaghi sulla tragedia. Hanno dichiarato che, durante la liberazione della scuola, quando gli ostaggi erano ancora all’interno, delle divisioni speciali avrebbero sparato a raffica sulla scuola, usando tra le altre cose lanciafiamme e carri armati.

Le giornaliste trattenute sono state portate in caserma per essere identificate. A Diana Chačatrjan, che aveva filmato l’accaduto, gli uomini della polizia hanno comunicato che era in possesso di un passaporto falso,  Elena Kostjučenko è stata accusata di custodire impropriamente i propri documenti.

Insegnante, traduttrice, poliedrica. Curiosa del mondo e appassionata divulgatrice. Autrice di Russaliana – appunti russi di un’italiana su russaliana.me
sydney.vicidomini@gmail.com

Sydney Vicidomini

Insegnante, traduttrice, poliedrica. Curiosa del mondo e appassionata divulgatrice. Autrice di Russaliana – appunti russi di un’italiana su russaliana.me
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